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Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità ... Articolo di nick.salius del (13-07-09).
Sono convinto d'aver compreso il gioco dell'ego. Mi
rendo conto di come identità e avidità si supportino a vicenda. E ora?
Ego
Preferisco pensare all'ego come ad un'ipotesi di lavoro indispensabile
per affrontare la vita. Non-io, non-ego, è rendersi conto che l'io,
l'ego, non c'è mai stato. Tutto ciò che percepivamo era solo una modalità
di rapporto e confronto dettata dalla dura legge di sopravvivenza in
attesa di una consapevolezza tale da riuscire ad espandere la propria
visione oltre i limiti dell'ignoranza.
Ovviamente l'ego non va demonizzato, è indispensabile. Il punto è questo:
l'ego non è un'entità a se stante, di per sé non esiste. Si tratta semplicemente
di una parte della mente che tenta di prendere il sopravvento sul resto.
Realizzare l'unità, lo Yoga, significa divenire armonici senza lasciarsi
sopraffare.
Pertanto non v'è nulla da bypassare, bensì comprendere la propria attuale,
eventuale frammentazione e ricondursi a se stessi ... come agli altri,
forse a te piace dire Dio, va bene lo stesso, è solo questione di termini.
Esiste un momento preciso in cui cui si verifica una svolta che possa
chiamarsi risveglio e comporti l'estinzione delle limitazioni dell'io?
Ti faccio notare che ho scritto "estinzione delle limitazioni dell'io"
e non semplice estinzione dell'io. Le limitazioni dell'io sono gli appigli,
le identificazioni abnormi, quell'insieme che poi ci condiziona.
Purtroppo la comprensione meramente intellettuale di questi concetti
alimenta solo una falsa idea dell'io che s'illude di aver capito. Personalmente
penso che non ci sia nulla da comprendere tranne il gioco mentale stesso
con cui interpretiamo la realtà.
Quindi non si tratta di negare la mente o l'io, ma d'intenderne i giochi.
E quando abbiamo compreso questo gioco della mente che consiste nell'illuderci
di aver fatto progressi, ma che nella sostanza è solo un abile tentativo
di procrastinare all'infinito se stessa, ovvero il chiacchiericcio che
l'aiuta ad illudersi di essere viva e di riuscire a controllare la propria
esistenza, quando l'abbiamo compreso ... potrebbe dimostrarsi relativamente
semplice fermarsi ... e consentire il silenzio, come il libero flusso
di un torrente di montagna. Il tramestio concitato della quotidianità
diventa lontano. Lo viviamo ancora, ma senza subirlo. Ci appartiene
ancora, ma non ne siamo prigionieri.
Epilogo
Una confidenza. Certe figure carismatiche mi affascinano. Il loro
ego è così abnorme che non riesco a comprendere donde tragga origine,
cos'è che lo nutre e infine, dove mai sfocerà. Forse schematizzano il
contrario di ciò che sono stato, di come vorrei essere e non sarò mai
... infatti se riuscissi a volgermi indietro andando avanti ... suppongo
ci troverei uno sconosciuto, un bel signor nessuno.
13-07-09 - nick.salius
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