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Quanta parte della tua vita trascorri in attesa di essere in qualche
altro posto?
Matthew Flickstein
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti, curiosità
di provenienza eterogenea. Articolo del (04-01-08).
Osservare "ciò che è" non significa limitarsi a percepire esclusivamente
la dimensione più appariscente o immediata. Al di là del proprio dominio
culturale, modellato sulla base di fatti concreti, ma inevitabilmente influenzato
da peculiari credenze, esistono ambiti ove gli abituali criteri logici si
espandono al punto da sembrare inesistenti. Questa breve, ma accurata riflessione
di Alessandro
Cordelli ci aiuta a rammentare che ciascuna intuizione non nega mai
le realizzazioni pregresse, semmai le approfondisce, sviluppa e ne suscita
altre. Prestare attenzione a se stessi, come a tutto ciò che ci circonda,
fino a scoprire un livello di coscienza che accede al recondito. Assorbirsi
nel particolare per realizzare che l'ideale non è più un modello, ma una
realtà vieppiù confacente. Mentre il linguaggio "iniziatico" per comunicare
questo genere di esperienze è quello dell'archetipo, la scienza si avvale
di criteri ben più specifici.
Quando siamo in mezzo agli altri, per esempio sul posto di lavoro o ad
una festa, e capita che due persone che conosciamo siano accanto a noi ma
parlino tra loro ignorandoci, ci sentiamo in certa misura mortificati e
offesi. Riflettiamo allora su questo fatto: anche noi in qualche modo offendiamo
tutta la realtà che ci circonda quando passiamo in mezzo ad essa e la nostra
mente è distratta, immersa nei ricordi o nella proiezione di improbabili
futuri, invece di dedicare la dovuta attenzione al momento presente, così
sacro nella sua concreta esistenza.
Non dobbiamo però sentirci in colpa per la nostra tendenza spontanea e molte
volte difficilmente controllabile a ricordare fatti e immaginare situazioni.
In effetti l’autocoscienza è sorta dalla capacità di elaborare modelli e
rappresentazioni della realtà, modelli che comprendono lo stesso soggetto,
modelli che costituiscono un concreto vantaggio evolutivo, poiché sono loro
che – quando c’è da prendere una decisione in una situazione critica – “muoiono
al posto nostro” (per citare Popper).
Tuttavia le potenzialità della mente dell’uomo non si esauriscono qui; si
intravede un livello superiore che consiste nel superamento dei modelli.
Si faccia attenzione: non l’abbandono, ma il loro superamento. È bene diffidare
infatti da chi vende esoterismo a buon mercato, svalutando quella fondamentale
conquista dello spirito umano che è la scienza positiva. Il sentiero dell’indagine
razionale, induttiva e deduttiva, deve essere percorso fino in fondo secondo
verità. Solo così ci si può rendere conto che in quel meraviglioso e immenso
castello che è la mente dell’uomo, noi abbiamo abitato finora solo un’ala
ristretta, quella del pensiero razionale. Vi sono però porte oltre le quali
si trovano splendidi saloni, forme diverse del conoscere, che superano dialetticamente
la ragione sublimandola in una dimensione più ampia che non la nega, ma
la contiene.
Alessandro
Cordelli
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