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» Cosa stavo cercando?
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità di provenienza eterogenea. Articolo del (20-04-07).
La vera via è senza difficoltà; coloro che
la cercano si creano da soli l'ostacolo. La vera mente è originariamente
pura; coloro che la esercitano si creano da soli le contaminazioni.
(Hui-k'ung)
Cosa stavo cercando?
What Was I Looking For?», ovvero «Cosa stavo cercando?». Mi piacerebbe
proprio saperlo. Naturalmente scherzo! Gradirei maggior salute, serenità,
energia, risolutezza, ....
Ciascuno è propenso a realizzare se stesso in una determinata direzione.
Quando dico realizzare se stesso lo intendo in senso lato. Per quanto
mi riguarda la realizzazione spirituale è un processo in continua evoluzione,
in itinere. Non penso che vi sia crescita oppure accumulo di meriti.
Ma comprensione e apprendimento dai propri stessi errori, quello si.
Dicevo, qual'è la direzione giusta? Ciascuno dovrebbe diventare concreto
e impegnarsi attivamente per aiutare coloro che sono in difficoltà temporanea
senza attendersi nulla in cambio. In pratica mi riferisco al karma Yoga.
Lo Yoga dell'azione, che prescinde in parte dagli approcci contemplativi
e meditativi per rivolgersi subito agli aspetti pratici di solidarietà
e reciprocità.
E' proprio così che molti ritrovano se stessi. Rispecchiandosi negli
altri. Condividendone gioie, successi, come difficoltà e sofferenze.
A questo punto l'unità di corpo, mente, universo sensibile e/o trascendente
diviene un fatto naturale dove non serve sforzarsi in nessuna pratica
pseudoesoterica, dove la meditazione diventa vita e la vita si trasforma
in una meditazione costante.
Tempo fa una persona amica mi pose un quesito. Non che sia davvero capace
di rispondere risolutivamente. Mi diverto soltanto ad interloquire.
Un modo come un altro per ingannare me stesso, e il tempo.
«Perché nel momento in cui mi rendo conto che non esiste una vera azione
azione risolutrice nei confronti dell'ingiustizia sociale, nasce in
me un vuoto profondo, come un buco nero capace d'inghiottire quasi nell'incoscienza
quel senso di "presenza" (il contatto profondo col mio centro) che diversamente
m'accompagna?»
Trovandomi in imbarazzo, risposi senza quasi riflettere. Nella tua analisi
forse ci sono troppe concettualizzazioni "esistenziali". Non pensare
alle cosiddette realtà superiori o inferiori. Se incontri la realtà,
e in effetti lo stiamo facendo in questo stesso momento, vivila. Ma
per viverla bisogna accettarla, e per accettarla viverla. E' un circolo
quasi vizioso che ti fa credere di poter risolvere il dolore o i turbamenti
o le ansie, o il vuoto o il disgusto per l'altrui insensibilità verso
le problematiche sociali mediante una qual certa comprensione. Ma la
comprensione non può spingersi oltre se stessa. Una realizzazione possibile,
che avviene comunque quando ci si è già cimentati come hai fatto già
tu, è comprendere che non v'è nulla da comprendere al di là di ciò che
è. A questo punto potrebbe esser sufficiente smettersi d'identificarsi
al superamento del dolore come ragione di vita, decidere di non soffrire
per agire. Oppure offrire le proprie azioni alla consapevolezza di essere
questo e quello ... Ehm, che ho detto?
Sicché l'interlocutore replicò: «Che hai detto? Hai descritto in forma
decisamente poetica il senso di "presenza".»
Stavo cercando me stesso?
Grazie per la cortese attenzione
salius
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Si è creduto nell'esistenza di qualcosa che si realizza o si raggiunge
fuori dalla mente, e di conseguenza la mente è stata usata per cercarla,
non avendo capito che la mente e l'oggetto della sua ricerca sono una
cosa sola. La mente non può essere usata dalla mente per cercare qualcosa
fuori dalla mente, poiché, anche dopo il passaggio di milioni di cicli
di creazione e dissoluzione, il giorno della riuscita non potrà mai
arrivare.
Huang Po
§
Un buddha è uno che non cerca. Cercando te ne allontani. Il principio
è il principio di non ricerca: quando lo cerchi, lo perdi.
Pai-chang
§
Nel corso di molte rinascite ho vagato per il ciclo di nascita e
morte, cercando, senza trovarlo, il costruttore della casa. Doloroso
è tornare sempre a rinascere. Ma ora, o costruttore, sei stato scoperto!
Non tornerai a costruire di nuovo questa casa: tutte le travi sono spezzate
e la capriata è demolita. La mia mente ha conseguito lo stato incondizionato.
La fine d'ogni brama è raggiunta.
Dhammapada, 153
§
Il buddha non si trova cercando. Guarda la caratteristica della tua
mente.
Gyalwa Godrapka, l'eremita delle scogliere di Go
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