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» Briciole di consapevolezza - nick.salius
Riflessioni in prospettiva spirituale, notizie, dati, aneddoti,
curiosità ... Articolo di nick.salius del (21-10-08).
Ho ricevuto una sorprendente quanto brillante email di cui ne sintetizzo
le considerazioni essenziali. Si parla di condizionamenti, sofferenza,
disagio e precarietà. Ci si chiede come uscirne, come superare l'impasse,
come diventare artefici del proprio destino. Come conciliare gli abituali
suggerimenti meditativi finalizzati al rilassamento interiore con le
esigenze reattive indispensabili per riuscire oramai persino a sopravvivere.
Ci si chiede come poter coltivare l'aspetto spirituale della vita quando
in un'epoca d'accentuata crisi economica non ci sono certezze. Il nostro
ammirevole interlocutore si domanda se non abbia giammai commesso qualche
errore, ... Ora tento di rispondere.
Caro amico, per quanto riguarda i condizionamenti, è indubbio che ne
subiamo d'ogni genere. Sono senz'altro da rigettare. Ma come? Ovviamente
mi riferisco a quelle situazioni che comportano sofferenza. Prendiamo
spunto dal mio suggerimento di provare a diventare gli artefici del
proprio destino, mi richiamavo alla profittevole opportunità di diventare
sempre più consapevoli. Tuttavia, come giustamente osservi, non è mica
sufficiente. Siamo limitati dal patrimonio genetico, dall'imprinting
culturale ... Che fare? In che modo adoperarsi per superare questa terribile
impasse?
E' inutile che mi esprima per luoghi comuni. Gli individui che riescono
ad emanciparsi sono sempre troppo pochi. Alcuni s'illudono che sia sufficiente
un po' d'informazione alternativa e onesta per migliorare il mondo.
In realtà poi bastano pochi astuti profittatori per stravolgere di nuovo
la situazione. Quindi dovrei essere triste. Invece li osservo disgustato.
In certi casi la meditazione ti aiuta subito a star meglio. Ma se non
si hanno nemmeno i soldi per le necessità, oggi come oggi, più elementari,
quali la disponibilità economica per metter su famiglia e/o condurre
uno stile di vita minimamente decente senza piegarsi, giorno dopo giorno,
alle nuove forme di schiavitù, che fare? Beh, l'unico modo è adoperare
la propria volontà in modo sempre più nuovo e costruttivo. Secondo il
Kriya Yoga, un antica scienza spirituale d'Oriente, quanto più forte
è la propria volontà, tanto maggiore sarà il flusso d'energia di cui
poter disporre mentalmente e che consente di cominciare ad emanciparsi,
spiritualmente, ma non solo...
Come vedi, le vie interiori son tante. E' su queste che posso risponderti.
Il prosieguo, la ricerca di una soluzione pratica è un fatto politico.
Una questione d'impegno in cui credere, una maniera di prodigarsi per
aiutare il prossimo... Naturalmente i problemi non si risolvono di punto
in bianco. Ciò non toglie che sia indispensabile adoperarsi, impegnarsi.
Le agiatezze culturali, morali, finanche relativamente economiche di
cui attualmente godiamo non sono piovute dal nulla. Ci furono generazioni
e generazioni di solerti e indefessi eroi della libertà che non si arresero
mai. Avevano sicuramente capito che ciò che conta non è l'ideale, la
meta finale, bensì il percorso. Consentimi una digressione poetica.
Ciò che conta è la pietra, che sulla pietra, sarà infine piramide. Ciò
che conta è la solidarietà, l'aiuto reciproco quotidiano, l'impegno
civile e democratico per ristabilire il giusto equilibrio tra diritti
e doveri.
Consideriamo il pacifismo. Da un lato è una sicura espressione di bontà,
dall'altro è causa di un atteggiamento eccessivamente rinunciatario.
Il problema è che sono in pochi a comprendere davvero la forza d'animo
cui, ad esempio, dovette ricorrere Gandhi. Altro che mollezza, passività...
Un conto è riconoscere che non esiste miglior via che quella di risolvere
qualunque problema pacificamente, ben altro è rimanere passivi sperando
che sia qualcun altro a occuparsi delle proprie pene, preoccupazioni,
ansie, assilli, tormenti... Ovviamente non è il tuo caso, ne discuto
quasi istintivamente, non so se ho davvero centrato il problema. Forse,
prendendo spunto dalla tua email, sto solo rispondendo a me stesso.
A ciò che mi preme davvero. Il benessere del maggior numero di persone
possibili. Per cercare una motivazione razionale alle odierne incertezze.
Per inseguire una soluzione di cui non sono affatto convinto. Ma sicuro
che chi offre rimedi prestabiliti o ricette garantite, con ogni probabilità,
sta mentendo.
La spiritualità non è un ambito a se stante. L'esistenza è tutta sacra,
spirituale. Solo i furbi suddividono. Per avvantaggiarsene. Sotto questo
aspetto, chi si ferma è perduto (in senso lato). Non esistono mai conquiste
definitive. E' sempre un iter che si sviluppa e avviluppa da sé. Non
si tratta di crescere o decrescere. E nemmeno d'affermarsi. Bensì di
rammentare che vita significa movimento. Come si concilia questa tensione
tra vicissitudini o esigenze opposte con la calma e la serenità che
offre la spiritualità? Semplice. Non si tratta di realtà antistanti
che si contraddicono a vicenda, ma di circostanze complementari che
si succedono di continuo. Ti rilassi con la meditazione e rigeneri il
tuo spirito per affrontare con rinnovato cipiglio le inevitabili sfide
che il viver consueto comporta.
Per concludere, ciascuno ha un proprio modo per promuovere la giustizia.
Il mio è quello di seminare briciole di consapevolezza.
nick.salius
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