|
Meditazione nel web » Riflessioni
» Anelito
Riflessioni in prospettiva spirituale, considerazioni, opinioni,
commenti su notizie, dati, aneddoti, curiosità di provenienza eterogenea.
Articolo di nick.salus del 02-01-08.
Introduzione
Vi propongo una breve serie di rapide speculazioni introspettive.
Vi siete mai accorti che prim'ancora d'informarvi esaurientemente in
merito ad un determinato argomento nutrite già qualche sottile pregiudizio?
Siete già predisposti. Nel vostro intimo vi sentite subito favorevoli
o contrari. Tranne, ovviamente, il caso più specifico dello studio,
non provate nemmeno a comprendere.
Prospettiva
La prospettiva che cerco di trasmettervi con questo semplice articolo
è quella della neutralità. Yoga, Buddhismo, sarò drastico, ma in realtà
non v'è nessuna differenza. Si tratta di ricerca interiore, spiritualità
laica, e come tale va affrontata con molta cautela. Affidarsi alle istruzioni
di un qualche precettore esterno che si propone come maestro spirituale
- tranne, ovviamente, il caso degli insegnanti più attendibili o noti
- è rischioso. Meglio vivere una vita attenta, equilibrata, dedicare
attenzione alle ragioni degli altri almeno quanto ai propri moventi,
quindi a se stessi. Per valutare o giudicare gli altri bisognerebbe
prima immedesimarsi nella loro situazione.
Ricerca
L'ambito su cui convergono le ricerche spirituali di ogni tradizione
è sempre il medesimo. Taluni esploratori si fermano prima, parlano dell'esperienza
di un Dio unico e creatore, e lo percepiscono come amore. Tal'altri
diventano consapevoli di questo medesimo amore e lo esprimono come compassione.
La mia ricerca si è svolta sempre sulla falsa riga di due approcci,
due ambiti apparentemente molto distanti. Il primo riguardava le preghiere.
Mi sono chiesto. Che cosa sono davvero le preghiere? Invocazioni, richieste
d'aiuto, espressioni di ringraziamento? Ebbene, sono giunto alla conclusione
che in realtà le preghiere sono colloqui con se stessi. Eccessivo? Che
differenza c'è tra dentro e fuori, me e te? Ciò non toglie che in assenza
di un'adeguata energia di consapevolezza, nutrire fiducia e quindi speranza
ci lascia più aperti, disponibili a ricevere, ma senza appigli. Di conseguenza
più rilassati. D'altra parte, credere che la situazione personale, o
quella dei propri cari, volgerà per il meglio è già un trampolino, il
miglior auspicio per l'opportuno compimento di attese, desideri e persino
miraggi.
Il secondo criterio d'indagine è stato quello meditativo. Ho perso anni
ed anni per rincorrere la chimera della meditazione come assenza di
sforzo, e con un gran numero di piccoli disagi secondari. Infine mi
sono rimboccato, si fa per dire, le maniche ed ho ricominciato da zero,
cioè da dov'ero sempre rimasto. Ho osservato il respiro, mi sono concentrato
su inspirazione ed espirazione fin quando ho visto i pensieri allontanarsi
da soli. Ora non mi devo sforzare più come prima e la meditazione mi
accade piuttosto naturalmente. Quindi non si può cominciare già da metà
strada! Potrebbero esserci anche dei fortunati predisposti a partire
da dove io sono appena sopraggiunto, ma quanti sono?
Anelito
L'anelito spirituale come investigazione di se stessi per tentare
di ri-trovare una condizione di relax, gioia immotivata. Ecco ciò che
conta. E la passione necessaria per seguire un simile percorso dipende
dalla curiosità e dall'energia di cui disponiamo. Affinché l'energia
sia viva dovremmo rammentare che questa unità corpo-mente è un'entità
impermanente e dinamica. Sicché solo la nostra partecipazione attiva
al lento fluire degli eventi, ma tale tale da non coinvolgerci oltre
misura, risolve ogni dubbio su come riuscire ad "essere", cosa fare
per realizzare se stessi, ecc. La consapevolezza che l'alternarsi dubbio/certezza
è implicito alla nostra attuale condizione e che il suo superamento
può avvenire solo allo schiudersi o sbocciare della dimensione interiore.
Il segreto del risveglio, ben lungi dal desiderio è, semmai, il soffio,
proprio l'anelito.
Mente
I buddisti considerano la mente come un altro senso, uno strumento,
ma noi non siamo lo strumento.
Talune persone, proprio perché più sensibili, hanno bisogno di sentirsi
al sicuro. Nell'affrontare determinate nuove circostanze tentennano.
Questa sensibilità è un premio, consente di osservare certi aspetti
della vita che ai più risultano del tutto sconosciuti, incomprensibili.
Ma al tempo stesso si deve evolvere. Spesso questa percettività implica
sofferenza esistenziale, ansia, che a sua volta ostacola la facoltà
di esprimersi ed interagire liberamente.
Trasformare le proprie debolezze in punti di forza è essenziale. Un
esempio: affermare che noi non siamo la mente, cioè non siamo il flusso
di pensieri che le danno vita ed origine, è un artificio. Non è detto
che sia vero in assoluto, ma è utile perché ci rammenta che è preferibile
evitare una mera identificazione con i propri pensieri, ovvero con tutto
ciò che riteniamo di essere ... capaci di fare, predisposti a reagire,
ecc.
Pensieri positivi
Tuttavia sembrerebbe che i pensieri positivi ci diano forza. Ma ogni
pensiero positivo comporta pure la sua ombra, la negatività. Quindi
ritengo sia meglio attenersi all'essenziale senza teorizzare eccessivamente
e prediligere una via di mezzo, di equilibrio e moderazione. Esiste
il momento o il tempo della serietà e quello del divertimento, cioè
della spensieratezza. Il funambolo cammina sempre in bilico, ma non
cade perché conosce l'arte della vita, protende a destra o a sinistra
secondo necessità.
Epilogo
Comprendere le ragioni degli altri mantenendosi equidistanti non
significa necessariamente accettare supinamente tutto ciò che ci viene
proposto. Il che vale soprattutto per queste stesse riflessioni. Verrà
comunque il momento in cui ci toccherà fare delle scelte. Ma saranno
tanto oculate, quanto più l'anelito per la ricerca di soluzioni adeguate
sarà divenuto, via via, passione, comprensione, discernimento, buonsenso.
nick.salius
|
Fate click sulla foto in alto per ritornare alla pagina iniziale della directory riflessioni. Le "riflessioni" di questa directory saranno soggette ad ulteriori revisioni.
§
Abbi fiducia nelle tue potenzialità spirituali, nella tua capacità
di trovare la tua unica via. Impara pure dagli altri e utilizza ciò
che certamente trovi utile, ma impara anche a fidarti della tua saggezza
interiore. Abbi coraggio. Sii sveglio e consapevole. Ricorda anche che
il buddismo non consiste nell'essere buddisti, ossia non è l'ottenimento
di una nuova etichetta. Non consiste nemmeno in una raccolta di nozioni,
di conoscenze, di pratiche e di tecniche. Si tratta in definitiva di
lasciar andare tutte le forme e i concetti e divenire liberi.
John Snelling
§
È il nostro atteggiamento mentale a rendere il mondo ciò che esso
è per noi. È il nostro pensiero a rendere le cose belle oppure brutte.
Il mondo intero è nella nostra mente.
Swami Vivekananda
§
Pratica il jhana, monaco, e non essere negligente. Non accompagnare
la mente ad aggirarsi sulle rive della sensualità. Che tu non debba,
disattento, ingoiare [nell'inferno] la palla di ferro rovente; che tu
non debba gridare, mentre bruci: «Questo è dolore».
Dhammapada, 371
In Oriente esistono molte scuole di buddismo basate sul jhana (in sanscrito
dhyana, samten in tibetano). Secondo la tradizione, il monaco Bodhidharma
introdusse in Cina, al Tempio di Shaolin, la pratica del dhyana, in
cui è stato traslitterato come chán divenendo poi seon in Corea, thien
in Vietnam, e, infine, zen in Giappone (ndt).
|