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per meditare. In questa pagina: "La storia dei tre amici e del monaco".
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La storia dei tre amici e del monaco
C'è una storia che narra di tre persone che guardano un monaco in
piedi sulla cima di una collina.
Dopo averlo osservato per un po' uno dice: "Dev'essere un pastore che
cerca di una pecora che ha perduto".
E il secondo: "No, non si guarda intorno. Credo che stia aspettando
un amico".
Infine il terzo dice: "Sembra un monaco. Scommetto che sta meditando".
Così cominciano a discutere su che cosa stia facendo il monaco e, alla
fine, per vedere chi ha ragione, salgono fino in cima alla collina e
gli si avvicinano.
"Stai cercando una pecora?"
"No, non ho pecore da cercare".
"Oh, allora stai aspettando un amico".
"No, non sto aspettando nessuno".
"Allora stai meditando".
"Beh, no. Sono solo qui in piedi. Non sto facendo niente di niente".
...
La natura di Buddha richiede di essere totalmente presenti al momento,
così che qualunque attività in cui si sia impegnati - che si sia alla
ricerca di una pecorella smarrita o in attesa di un amico o in meditazione
- si sta in piedi proprio qui e ora a far niente di niente.
(Charlotte Joko Beck - © copyleft
perle.risveglio.net)
Commento
Molla tutto, ogni aspettativa, pensiero o desiderio e vivi ogni attimo
per quello che è?
Sì ma ... che vita sarebbe senza desideri o sogni? Senza nessuna prospettiva?
Non ci vedo alcun senso ... E poi ... siamo davvero sicuri che tutti
i desideri siano da eliminare? Non ce ne sono alcuni un po' più appropriati
degli altri? ... che so ... veder sorridere la persona che ami ...
Ovviamente nel racconto non s'intende che tu debba abbandonare i tuoi
desideri, ma smettere di subirli passivamente divenendo l'artefice,
il realizzatore dei tuoi sogni. Oltre tutto, quando si dice "rimani
senza far niente" non significa che devi indugiare inattivo per sempre,
ma solo lì per lì, quando ti rilassi con te stesso, o quando mediti.
Siamo rimasti così tanto lontani da noi stessi, con l'attenzione rivolta
prevalentemente alle circostanze esteriori, che per acclimatarci all'interiorità
è indispensabile del tempo. Gli occhi, abbacinati dallo sfavillio estrinseco
necessitano un ulteriore intervallo prima di scorgere l'aurora ancestrale,
prima d'avvertire la sorgente del suono cosmico.
Durante l'esercizio di meditazione vero e proprio rinuncio a voli pindarici,
escursioni immaginifiche, ecc. Poi, la soddisfazione è grande dopo quando
mi accorgo di esser divenuto spontaneamente più calmo e di star meglio
...
Mi sembra chiaro. Un saluto, due saluti, tre saluti ...
nick.salius
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