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Il pellegrino Bhaggava accusò il Buddha di insegnare che l'universo è
nato per caso. Il Buddha rispose: "Ho sentito altri della tua setta, Bhaggava,
affermare che quando mi sono svegliato ed ho visto la verità, che era bella,
sono rimasto in quella beatitudine e da allora considero l'universo brutto
e insignificante al confronto. Ma non ho mai insegnato ciò, Bhaggava. Questo
è ciò che dico: 'Ogni volta che uno si sveglia e vede il bello, allora comprende
che cosa sia effettivamente la bellezza'".
(dall'antica letteratura buddista)
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Chi avrebbe mai pensato che tutte le cose sono manifestazioni dell'essenza
della mente?
(Sutra di Hui Neng)
Aneddoti, favole, brevi racconti su cui riflettere,
storie per meditare. In questa pagina: "La
bellezza per la rana zen". L'elenco degli altri racconti è a
destra ...
- "Cos'é la bellezza?", si chiese la rana.
- "E' la luce che sorge dall'intimo. E' il fulgore che proietta l'infinito
nel transeunte, nelle piccole forme che creano lo splendore d'altre forme
che a loro volta ricreano la sorgente. Lo vedi? L'acqua del ruscello riflette
una luce d'argento, ma l'oro delle spighe rispecchia il tuo vero essere,
la bellezza ci ciò che sei, la promessa di quel che sarai."
- "Grazie maestro", interloquì la rana zen che ascoltava pressoché
estasiata le formidabili esternazioni del suo proverbiale precettore. "Ti
sono riconoscente per le tue riflessioni, ma oggi mi sento decisamente brutta,
inappropriata, fuori luogo. Che dovrei fare per star meglio, per sentirmi
di nuovo a mio agio?"
- "Vedo che oggi sei piuttosto sveglia, cara", proruppe il vegliardo. "Hai
detto bene, sei fuori luogo, sei decentrata. Innanzitutto, figliola, dovrai
riappropriarti della tua identità. Quella vera, ovviamente. E non quell'accozzaglia
fittizia d'ideali e valori, di emblemi, etichette, titoli, militanze così
tanto ipocriti quanto bizzarri."
- "Grazie maestro. E quindi?"
- "E quindi: ascolta la voce del silenzio; segui le tue pulsioni ancestrali;
cerca sempre il centro ...".
- "Bene! Come devo fare per centrarmi?"
- "Innanzitutto smetti di credere ch'io sia la fonte della verità.
Non sono nemmeno un suggeritore, ma un semplice pellegrino che di tanto
in tanto racconta minuscoli frammenti della propria vita."

- "Comprendo, maestro."
- "Quindi non attaccarti a queste idee, ai termini, alle frasi, ai
concetti che adopero per esporli."
- "Chiaro".
- "Bene, ho finito."
- "Ma non mi hai ancora detto nulla, maestro!", rispose ancora
una volta la rana pressoché scoraggiata.
- "Non hai ancora capito?", replicò alquanto sorridente l'astuto
venerabile. "Tu sei già bella, fantastica, straordinariamente incantevole,
armoniosa. In te c'è già ordine, la disciplina della natura, l'intelligenza
della supercoscienza. Tuttavia, ahimè, ti sei identificata con quanto di
più orrendo e ignobile non sia mai esistito sulla faccia della terra. credi
di essere speciale, di possedere un partner, una famiglia, ... mentre, invece,
possiedi solo te stessa. Lì le bruttezze, qua la bellezza, figliola.
Rammentalo tutte le volte che ti sarà possibile, ti centrerai e i fiori
della gioia si schiuderanno da sé.
La bellezza è che tutto il resto della vita è anche tuo, ma condiviso."
01-12-11 - nick.salius
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