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Meditazione nel Web » Immagini per la meditazione (leaf pattern)

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Cercare di trovare il Buddha o il risveglio è come cercare di afferrare lo spazio; lo spazio non ha nome né forma, non è cosa che si possa prendere o lasciare e certamente non si può afferrare. Oltre questa mente non vedrai mai un Buddha. Il Buddha è un prodotto della tua mente; perché cerchi un Buddha al di là di questa mente?

(Bodhidharma)

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È un'abitudine salutare quella di ricordarsi spesso del fatto che i propri atti, parole e pensieri influiscono prima di tutto sulla propria mente, alterandola. Una tale riflessione darà un forte stimolo al vero rispetto di sé che si conserva proteggendosi da tutti i mali e le cattiverie.

(Nyanaponika Thera)

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Per quale motivo questi petali di ciliegio che fluttuano con tanta leggerezza di cuore dovrebbero simboleggiare il colore essenziale della soffice quiete primaverile?

Dogen (1200-1253)

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Sedendo quietamente, senza far nulla, viene la primavera e l'erba cresce da sé.

(Zenrin)

Meditazione nel web » Racconti » Il novizio e le formiche

Aneddoti, favole, brevi racconti su cui riflettere,  storie per meditare. In questa pagina: "Il novizio e le formiche". L'elenco degli altri racconti è a destra ...
 

"Il novizio e le formiche" - Parabola buddista

Negli antichi tempi c'era un vecchio monaco che, con la pratica diligente, aveva raggiunto un certo grado di chiaroveggenza. Il monaco aveva un novizio pressoché adolescente. Un giorno, il religioso, scrutando il volto del discepolo, intuì che il benamato sarebbe morto entro pochi mesi. Rattristato da questa visione, gli propose una lunga vacanza. Gli suggerì, all'uopo, di recarsi a trovare i genitori.

«Trattieniti tutto il tempo che vuoi – gli raccomandò il monaco – non aver fretta di tornare». Egli voleva, in tal guisa, far sì che nel momento fatidico il novizio si trovasse con la famiglia. Ma tre mesi dopo, con sua grande sorpresa, lo intravide risalir l'erto sentiero che – lambendo il versante della millenaria montagna – riconduceva al tempio. Allorché sopraggiunse, l'osservò attentamente e ravvisò che il prodigioso allievo sarebbe vissuto ben più di quanto non avesse incautamente previsto.

«Raccontami tutto quel che è successo mentre eri via» proferì, stupito, il vegliardo. Così il discente cominciò a narrare del suo viaggio giù dalla montagna. Riferì dei villaggi e delle città che aveva attraversato, dei fiumi che aveva guadato e delle montagne su cui s'era arrampicato. Infine rievocò come si fosse imbattuto in una grande alluvione.

«Mentre cercavo un luogo adatto per attraversare - raccontò il discepolo - ho visto che una colonia di formiche era rimasta intrappolata su una piccola isola creata dall'esondazione. Mi sono sentito così attratto da quelle creature che ho afferrato il ramo d'un albero e, senza tentennamenti, l'ho posto a 'mo di ponte sull'acqua tra la terra asciutta e il formicaio. Le formiche non son punto filosofi. Senza farsi pregare hanno cominciato ad attraversarlo. Ho tenuto fermo il ramo finché non sono stato certo che tutte le provvide bestiole avessero raggiunto l'asciutto. Poi ho continuato il viaggio verso casa.»

«Ecco - pensò il vecchio tra sé - perché gli dèi hanno prolungato i suoi giorni!». Gli atti compassionevoli possono cambiare in meglio il destino; di contro, gli atti crudeli possono avere un'influenza nefasta».

(Adattamento di una parabola buddista distribuita da perle.risveglio.net)
 

Commento

La bontà d'animo, la solidarietà disinteressata, che non ha fini – tanto meno quello di un'eventuale ricompensa – viene sempre premiata.

La bontà è come il riflesso di un volto sulle acque chiare d'una coscienza vieppiù cristallina. Riverbera, ed il rimando di luce reitera, sin quando il cuore non riesce ad accogliere il messaggio di gratitudine così repentinamente inoltrato: grazie fratello, sorella, ti sei soccorso da te, siamo uno!

Teoria? Ma quanti hanno davvero provato a esaudire le richieste d'aiuto più tacite senza nemmeno ribattere ciglio? La meditazione, prima o poi, ti conduce a questo: comincerai a sentire gradualmente te stesso negli altri e cercherai di lenire le altrui sofferenze prim'ancora che l'eventuale supplica d'aiuto ti venga persino confidata.

Quindi la compassione – da non confondere con il sentimentalismo, e che non rappresenta nemmeno le ragioni dell'intelletto, ma che è il principio stesso, l'origine di qualunque aggregato impermanente, la consapevolezza della reciproca interdipendenza, l'afflato silente del Dio dai mille cuori – risponde sempre, restituendo proprio se stessa.

Mentre l'innocenza prevale, gli atti crudeli – a buon intenditor, poco o nulla d'aggiungere – hanno sempre un risvolto mefitico ...

(last update: 01-11-11) - nick.salius

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