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Sent: Tuesday, January 03, 2006
Subject: info
Name: stefano
Quesito
Complimenti per queste pagine
che mi stimolano a meditare in senso creativo. Tutto ciò che leggo qui è
il mio pane, è la forza che mi fa vincere gli ostacoli, mi riferisco alla
spiritualità. Avrei intenzione di fondare una comunità o un tempio, ma in
verità non so da dove incominciare, forse la base sta nel trovare le persone
giuste, sono un autodidatta nato, ho scritto articoli sul new age, compongo
testi... volevo chiederti per le richieste di preghiere, solo in america
si inviano, e in Italia? Sono a titolo gratuito, come penso? Ciao!
Risposta
Ciao Stefano, grazie per i complimenti. La meditazione,
così come la preghiera, ovvero la spiritualità in senso lato, stimolano
la creatività. Bisognerebbe quindi cimentarsi coltivando il proprio eventuale
talento, oppure rallegrarsi ed esultare della bellezza intravista in modo
da gratificare gli altri, soprattutto coloro che ti amano, con la propria
gioia. Con la contentezza che nasce dall'intimo e proiettata nel mondo circostante
in un modo tale che diventa persino difficile comprendere donde provenga,
è quasi agevole superare gli ostacoli. Sia che la meditazione si affermi
come intimo colloquio, ovvero tacito consenso e silente amorevolezza per
la vita, si tratterà sempre di una meraviglia che non smetterà mai di stupirci.
Per quanto riguarda il tuo accenno a comunità, templi, ecc., ce ne sono
già così tanti ... crearne nuovi sarebbe tempo perso. A me piace considerare
il sito meditare.it una sorta di tempio virtuale, innocuo perché non chiede
o impone nulla, versatile e a cui chiunque può partecipare. Se ha dei brevi
testi da sottoporre li leggeremo sicuramente ...
Per le preghiere
suppongo ti riferisca al link della S.R.F.:
http://www.yogananda-srf.org/aboutsrf/prayer.cgi
L'ho inserito anni
fa per comodità in questa pagina:
http://www.meditare.it/guarigione/guarigione.htm.
Scrivi qualcosa
in inglese, sono a titolo gratuito.
Sent: Tuesday, January 10, 2006
Subject: info
Quesito
Mi chiamo Marco, ho letto molto di ciò che si trova
nel tuo sito e ne sono rimasto affascinato, mi è parso che molte cose le
conoscessi già prima di leggerle anche se mai in vita mia mi ero accostato
a d argomenti simili o affini, com'è possibile?
Tuttavia vorrei un
consiglio: a parer tuo dovrei cominciare con gli esercizi di meditazione
autonomamente, seguendone poi il loro naturale sviluppo all'interno della
mia vita e di me stesso oppure dovrei documentarmi maggiormente con delle
letture?
E in tal caso, potresti consigliarmi delle letture efficaci?
Grazie dell'aiuto.
Risposta
Ciao Marco, penso sarebbe meglio
se ti documentassi più approfonditamente. Nel sito ci sono spunti, ma nulla
che si possa seguire di preciso tranne qualche informazione e l'incentivo
a riflettere autonomamente. In quanto alle letture ce ne sarebbero tante
appropriate che è difficile dare suggerimenti. Forse dovresti procedere
per tentativi. Acquista o leggi, ad esempio, qualcosa sullo Zen. In effetti,
accostandoti, a questi argomenti hai già sentito un'eco, una certa affinità.
Segui quella scia di curiosità e ricerca. Potrebbe condurti lontano, in
un viaggio mentale o filosofico, un'esplorazione tanto affascinante quanto
incognita la cui meta sarà sempre e comunque lo stesso luogo ed il medesimo
tempo da cui intendi incamminarti.
Sent: 09/03/2006
Name: simone
Subject: chiarimenti
Quesito
Egregio, ... Vi scrivo per un problema che mi capita
ripetutamente durante la pratica della meditazione. Infatti mi succede di
aprire (se pur di poco) gli occhi. La cosa strana è che me ne sono accorto
dopo molto tempo.
Poi volevo chiedervi se è giusto durante la meditazione
pensare alle forme marziali (io pratico Kung fu da 3 anni). Mi farebbe piacere
ricevere una risposta. Cordiali saluti.
Risposta
Non
v'è nulla di male ad aprire gli occhi, nessun problema. Qualunque pensiero
ti sovvenga durante il tuo esercizio non rifiutarlo, ma osservalo senza
cooperare e dopo un po' di tempo andrà via da solo. Se la situazione lo
consente cerca di rilassarti.
Sent: 16/04/2006
Name: marcello
Subject:
solitudine
Quesito
Vorrei, ma non supero mai la
solitudine trovando una ragazza. C'è da discernere. Meditando, vi chiedo,
su cosa dovrei concentrarmi o porre attenzione?
Risposta
Se non c'è amore, soprattutto nel senso più puro, spontaneo e disinteressato
del termine, le ragazze non possono rimediare alla sensazione d'isolamento.
Invece la solitudine è tutt'altro, è l'essenza stessa della meditazione.
Meditazione significa tante cose. In realtà non è una tecnica che
possa risolvere direttamente i propri eventuali problemi. Giustamente c'è
da discernere, cominciando da se stessi, dai propri pensieri, sentimenti,
aspettative, desideri. Organizzare il lato pratico della vita è relativamente
semplice. Tuttavia quando ci si cimenta con quello più interiore, spirituale,
sorgono le perplessità, talvolta persino lo sgomento. Da dove cominciare,
che prediligere, su cosa concentrarsi o indirizzare l'attenzione? Eppure
è tutto lì, gli ingredienti, cioè la vita stessa, sono già presenti. Rivolgi
l'attenzione alla ricerca dell'equilibrio: interiore, esteriore, nello studio
e nel lavoro come nell'esercizio fisico o nel tempo libero. Non eccedere,
cerca una centratura spontanea, ma senza rigidità eccessiva. Non ti sto
descrivendo una prassi rigorosa, ma di comprensione, accettazione e amorevolezza.
Sembrano indicazioni futili o superflue? Provale e vedrai quante difficoltà
intrinseche presentano e quali prospettive di serenità siano capaci di promuovere.
A questo punto sarai capace di percepire meglio la solitudine, prenderne
atto e vedere come ci si possa sentire soli persino nella folla. Quella
solitudine è l'inizio della meditazione, un'indagine che va condotta indirettamente.
Non si tratta di fermarsi e guardarla, bensì di scoprire quel centro virtuale
ove, o se preferisci, quel Dio in cui riuscire a realizzare l'armonia già
presente. Non è come aggiungere un'ingrediente risolutivo o sviluppare una
determinata capacità. Si tratta solo di riscoprire la realtà stessa. E di
vedere che dietro il viso ed il cuore di quella ragazza ci sono le tue medesime
titubanze, perplessità, sensazioni d'incomprensibile lontananza. Forse sarebbe
utile permettere a quelle due solitudini d'incontrarsi più serenamente.
Infatti la matematica del cuore è piuttosto strana: la somma di due solitudini
consapevoli non comporta una solitudine ancora maggiore, ma può corrispondere
ad una splendida celebrazione.
Mi sembra che tu stia cercano ciò
che c'è già, la pienezza della vita, ma che non riesci a scorgere perchè
guardi lontano o presumi che il benessere e la completezza siano distanti.
Invece sono a portata di mano. Dietro l'angolo? Ma no, ancora più vicino.
Sono tra le persone che ti circondano, tra le pieghe del tempo trascorso
come in quello che sarà, di più, nell'attimo. Osserva ciò che t'interessa
come fosse la prima volta che lo vedessi, in silenzio, astenendoti dal giudicare,
attendendo pazientemente che siano proprio le persone più care o persino
gli eventi ad aiutarti a scoprire la più ovvia tra le verità, la sollecitudine
che la vita nutre già nei tuoi confronti e ti dimostra in continuazione
con ogni respiro, dopo tutti gli innumerevoli tramonti, per ciascuna nuova
incommensurabile alba, ...
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