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Modulo inviato il 10/05/2005
Name: Daniela
Subject: vs sito
Quesito
Ciao, sono una mamma di
37 anni con un bimba di 4 affetta da ritardo neuromotorio. Da anni pratico
lo yoga e solo adesso mi sto avvicinando alla meditazione, non sono molto
brava, ancora non riesco a trovare una concentrazione, che allontani i miei
pensieri e mi faccia sentire libera e in contatto con me stessa. Prego tanto,
la mia vita ha conosciuto la sofferenza di molti bambini, girando per gli
ospedali ho visto tanti bimbi malati e le loro mamme con una luce negli
occhi, che e' difficile da spiegare a parole. Vi ringrazio per questo sito
mi rilassa e mi aiuta tanto.
Risposta
Ciao Daniela,
forse non immagini nemmeno quanto apprezziamo il tuo messaggio. Non chiedi
nulla di particolare, ma offri una testimonianza genuina, viva e spontanea.
Potremmo partire proprio da questo, dalla testimonianza, cioè dall'osservazione
delle vicende della vita per ciò che sono e tentare di scoprire il perché
di tante tensioni, preoccupazioni, vicissitudini. Potremmo tentare di scoprirlo
senza giudicare, attenendoci ai fatti, e senza ricorrere a nessun tipo di
suggerimenti esterni. Naturalmente il mio sarà un soliloquio, ma fingerò,
comunque, che tu sia presente.
Qual'è l'elemento che accomuna il
vissuto quotidiano, la sofferenza come la gioia, la tristezza quanto la
bellezza? Piano piano, lentamente, sono arrivato a comprendere che questo
elemento è la transitorietà, è il fatto che nella vita non v'è nulla di
definitivo e che tutto si evolve secondo gli sviluppi più imprevedibili,
talvolta pure incredibili. Pertanto penso che tu faccia bene ad essere attiva,
a lottare per trasformare in meglio la situazione di tua figlia e, possibilmente,
risolverla. Fai bene a praticare lo Yoga, a leggere negli occhi altrui quella
luce che sottintende ed esprime l'essenza di ogni sentimento.
Tutto
questo è già meditazione. I pensieri che si susseguono incessantemente dipendono
spesso dal voler interpretare la vita in modo da trovare una giustificazione
all'incredibile varietà di quesiti, enigmi, schemi ch'essa ci propone. Ma
la vita è già, di per sé, un enigma irrisolvibile che tuttavia, ironia della
sorte, non appena viene accettato senza riserve allora offre spontaneamente
tutte le soluzioni che stavamo cercando, per le quali abbiamo così intensamente
pregato, e che speriamo di condividere un giorno con le persone più care.
Sovente la pur legittima sete di certezze e sicurezze ci induce
o sospinge a dimenticare che la vita è come un viavai ricorrente e travolgente
in perenne trasformazione, ma che di tanto in tanto rallenta consentendoci
di cogliere e di leggere tra le righe, al di là di colori e forme espressive,
per raccontarci di sé, della sua gioia a condividere il silenzio, della
sua gratitudine nell'offrirlo, della sua indicibile festosità nel condividerlo.
Cos'è tutto questo? Dire per dire ed ingannare il tempo e la mente
con una risposta preconfezionata, oppure la meraviglia di colui che osserva
il dispiegarsi della realtà con occhi sempre nuovi? A tal proposito penso
che il miglior insegnamento possibile ci sia donato ed esemplificato proprio
dagli occhi innocenti di chi guarda la vita con curiosità senza crucciarsi
di circoscriverla, ma felicissimi e grati di poterne essere comunque abbracciati.
Modulo inviato il 27/05/2005
Name: poxx
Subject:
F.A.Q. n° 16 - Chi ha ha creato il mondo, qual'è l'origine dell'universo?
Il mondo è sempre esistito e sempre esisterà.
Quesito
La scienza ha quasi dimostrato che la terra ha origine dal big bang, milioni
e milioni di anni fa, e prevede che fra cinque miliardi di anni (dopo l'estinzione
della specie umana) termineranno le riserve di elio, combustibile del sole,
per cui quest'ultimo imploderà espandendosi e ingloberà la terra. Tutto
ciò non fa crollare la teoria dell'ingenerazione cosmica?
Risposta
Con riferimento al suo quesito, se lei considera la terra
come tutto il mondo allora forse ha ragione. Ma io intendevo riferirmi alle
dinamiche cosmiche e, a tal proposito, quella del big bang è solo una teoria
formulata per giustificare determinate osservazioni. La stessa diverrà legge
solo quando riuscirà a prevedere ulteriori comportamenti. D'altra parte,
recentemente sono state enunciate altre ipotesi.
Per quanto riguarda
la questione di ingenerazione o creazione, sono ambedue molto più simili
di quanto non possa apparire. L'una non esclude l'altra. Se c'è un Dio che
ha creato il mondo non ha lo stesso rapporto di un pittore con la sua tela.
Nel senso che una volta dipinta la sua opera d'arte dov'era raffigurato,
ad esempio, un bel paesaggio con una stradina che conduceva lontano, alle
pendici di una splendida e sacra montagna, ebbene quel Dio non ha potuto,
probabilmente, fare a meno d'incamminarcisi dentro.
Modulo inviato il 05/06/2005
Name: Alberico
Subject: Help My
Quesito
Salve web master !! [...]
ogni giorno nella mia vita quotidiana, sono costretto ad ascoltare persone
che il senso della pace e della pacifica convivenza lo hanno smarrito da
tempo. Credo, opinione personale, che in generale l'umanità il senso di
pace, lo abbia perso e chissà se un giorno riuscirà a ritrovarlo. La cosa
che più logora la mia mente negli ultimi tempi e la paura per il futuro
per me e per la mia famiglia, ho moglie e due figli, avrei bisogno di certezze
che non riesco a trovare, ma soprattutto avrei bisogno di serenità, vorrei
cancellare la mia mente come una lavagna per non pensare a nulla, ma soprattutto
per trovare un po' di pace ed avere un visione più rosea della vita quotidiana.
Vi ringrazio per qualunque sia la vostra risposta. Saluti.
Risposta
Salute a lei, gentilissimo. Prima d'interessarmi di spiritualità
anch'io mi ponevo questo genere, molto profondo e penetrante, di problematiche
esistenziali. Pensando a quanto mi riferisce, ovvero al fatto che per motivi
di lavoro deve ascoltare, volente o nolente, le angustie di tante povere
persone, i loro disagi, nonché percepirne, spesso e volentieri, lo smarrimento
interiore, se non persino l'ignoranza su quanto sia giusto o sbagliato,
mi sembra di comprendere come poi questo genere di consapevolezza si rifletta
anche nel suo modo di percepire la vita.
Le possibilità che avrei
di risponderle tergiversando sarebbero tantissime, Una risposta inconcludente,
consolatoria, e via. Ma non ne sono capace. Da una parte devo tener ben
separato l'aspetto psicologico, che non mi compete; dall'altra quasi certamente
Lei ha un'esperienza concreta e sul campo ovviamente ben superiore alla
mia. Quindi mi tocca tracciare subito una linea di confine. L'ambito della
spiritualità, cui in genere mi riferisco, è al di là del dominio puramente
mentale. Certo, per parlarne adoperiamo pur sempre il pensiero discorsivo,
ma non con lo scopo di risolvere, bensì per indicare che la vita è un insieme
di meravigliose circostanze che non può essere descritto esaurientemente
a parole, raffigurato in una foto, disegnato in un'opera artistica. La vita
è un fenomeno vivo, in continua evoluzione ciclica, che di per sé non offre
o promette alcun genere di certezze.
A questo punto una rapida parentesi:
bisogna necessariamente distinguere tra le certezze civili che lei offre
e quelle spirituali di cui parlo io.
Pertanto, se persino la vita
è così ricca di fantastiche o spiacevoli sorprese, com'è possibile pensare
di riuscire a trovare dei punti fermi ed inalienabili che non siano le nostre
stesse convinzioni? L'unica certezza è che, in senso spirituale, non vi
sono certezze. Se la immagina una vita fossile, senza la possibilità che
peggiori, ma pure che migliori? Quando osserva un film qual'è l'elemento
che l'attrae di più? Probabilmente è l'imprevedibilità degli sviluppi della
trama, i colpi di scena, le soluzioni inattese e insperate che gratificano
il nostro spirito di curiosità, l'innata tendenza a scoprire, a esplorare,
a comprendere.
Nell'elaborare la mia risposta ho tentato di prospettarle
un modo alternativo e gratificante di concepire la vita ed i rapporti interpersonali.
Naturalmente queste parole non sono risolutive. Diciamo che potrebbero essere
considerate come una brevissima pausa nell'attesa di riprendere contatto,
tra qualche attimo, con tutti coloro che la circondano, che non solo condividono
i suoi medesimi affanni, ma in senso più ampio sono anche Lei, hanno la
sua stessa natura, anche se purtroppo capita talvolta che lo dimentichino.
Spesso considero la mente come una luce. Trattandosi di una luce non
può fare a meno d'illuminare gli oggetti con cui interagisce che, d'altra
parte, proietteranno inevitabilmente delle ombre. In effetti non v'è nulla
da cancellare. Serenità è il vedere le cose così come sono senza proiettarvi
false immaginazioni. Restando aderenti alla realtà avverrà che la pacificazione,
ovvero i momenti di quiete e relax, accadranno spontaneamente senza che
ci si predisponga a praticare alcunché di specifico se non ciò che detta
la propria coscienza etica e civile.
Nella speranza di averla anche
minimamente soddisfatta, Le porgo distinti saluti.
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