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From: Anna
Sent: Thursday, March 18, 2004 4:58
PM
Subject: chiarimenti
Quesito
Carissimi, vorrei
descrivervi un episodio accadutomi qualche tempo fa: avevo una cagnetta
di nome Bella con un tumore alla bocca; un giorno, mentre l'osservavo, ho
avuto l'impressione che io fossi Bella, e lei fosse me. C'é stata come una
fusione; cioè, ho avuto l'impressione che entrambe fossimo divenute un'unica
cosa. É possibile questo, oppure si è trattato di un piccolo un delirio?
Se potete chiarirmi in proposito ve ne sarei molto grata. A presto, Anna.
Risposta
Si, è possibile. In termini occidentali si potrebbe
dire una forma di rimarchevole empatia. Secondo una terminologia dello Yoga
classico potrebbe definirsi come "samyama". A te è accaduto spontaneamente,
ma ci sono delle tecniche di meditazione che suggeriscono di guardare con
amore ad un certo oggetto, ad esempio una rosa. Poi, una volta raggiunta
una qual certa "fusione", quando cioè l'osservatore è entrato in simbiosi
con l'oggetto osservato, lo abbia percepito e compreso sia nel complesso
che nei dettagli, consigliano di lasciar andare, chiudere gli occhi e dimenticare
sia la visione che la sensazione provata. Quindi di rimanere in silenzio
per tutto il tempo che si desidera. Ciao.
From: visitatore
Sent: Monday, May 24, 2004
11:10 PM
Subject: domanda
Quesito
Ciao e complimenti!
Medito da un'anno circa e mi accorgo che nei momenti di pura "attenzione"
mi si dilatano le pupille e distende la pelle del volto, mentre la capacità
di ascoltare suoni aumenta. Che cosa accade? E' un processo cui tutti siamo
sottoposti?
Risposta
Il rilassamento susseguente all'esercizio
di meditazione può produrre sollievo e armonia dei lineamenti. Sulle pupille
e l'udito non saprei, non ne ho mai sentito parlare, forse dovresti chiedere
ad un medico.
A meno che non intervengano problemi non soffermarti molto
su questi aspetti un po' secondari. Intendiamoci, quando l'osservazione
delle proprie circostanze diventa più attenta, puntuale, è un bene. Al contrario,
la distrazione generalizzata è sempre foriera di tantissimi inconvenienti.
Ciò che conta, comunque, è lo stato d'animo positivo, costruttivo, propositivo,
creativo che con il tempo riuscirai a raggiungere. Colgo l'occasione per
ribadire un concetto spesso sottovalutato. Chiunque rimanga seduto, diciamo
per un'ora, a "meditare", dovrebbe dedicare, subito dopo o in un secondo
momento, almeno lo stesso periodo di tempo alla pratica di un buon esercizio
fisico. Potrebbe andar bene anche una camminata salubre, rigenerante e rinvigorente.
Grazie per la visita e per il gentile commento.
From: Salvatore
Sent: Tuesday, June 08, 2004
5:06 PM
Subject: domanda 1
Quesito
Durante la
meditazione mi è successo di piangere e/o di avere tremiti improvvisi. Che
significa? Subito dopo ho avvertito una sensazione di liberazione, come
se avessi superato una resistenza inconscia. Puoi darmi chiarimenti in proposito?
From: Salvatore
Sent: Tuesday, June 08,
2004 5:11 PM
Subject: domanda 2
Quesito
Meditazione
è equilibrio fra attenzione e rilassamento, o è solo rilassamento?
Risposte
Direi che la prima deduzione è esemplare. Forse
hai superato la tua stessa ritrosia a rilassarti, qualche antica abitudine
a rimanere teso. Ma ulteriori speculazioni sarebbero inutili. Ciò che davvero
conta è il tuo benessere.
Meditazione è equilibrio tra attenzione
e rilassamento. Anche questa è una definizione splendida. Tanto più utile
quanto sintetica. Per i principianti, cioè coloro che si sono accostati
alla meditazione da breve, o vi hanno dedicato ancora troppo poco tempo,
relax e calma sono conseguenze che sopraggiungeranno solo in seguito. Quasi
mai durante o subito dopo un determinato esercizio o sessione. Ma all'improvviso,
inaspettatamente. In tal caso bisogna proseguire dedicandosi comunque e
con attenzione alle proprie incombenze. Successivamente, quando con il tempo
e la pratica si acquisiranno assuefazione ed esperienza, il flusso dei pensieri
si mitigherà piuttosto rapidamente e la tranquillizzazione del respiro consentirà
un ulteriore rasserenamento. A quel punto rimarrà da superare solo l'assuefazione
medesima, la meditazione ...
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