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From: Stefania
Sent: Thursday, April 17, 2003 6:04 PM
Subject: Student
Domanda
Sono una studentessa di sociologia, mi chiamo Stefania, volevo delle in
formazioni sull'io nel Buddhismo. Se avete tempo da dedicarmi grazie.
Risposta
Secondo il buddismo tutte le formazioni (gli aggregati) sono di breve durata.
Non esiste Ego nell'individuo, non esiste in nessuna cosa. La successione
ininterrotta dei pensieri nel tempo genera l'idea della pseudoentità definita
ego. Quando il flusso dei pensieri si riduce come nei momenti di profondo
relax si possono intuire o comprendere meglio tali concetti.
From: Nicola
Sent: Tuesday, April 22, 2003 6:14 PM
Subject: meditazione ed alimentazione
Domanda:
Simpatico sito, ma c'è una informazione sbagliata: chi fuma e segue regole
di alimentazione diverse da quelle suggerite può benissimo meditare con
successo. Si può meditare con successo anche con gravi problemi respiratori,
o mentre si è malati, sulla montagna come in casa propria, o in mezzo ad
una folla esagitata. Non mettete limiti a ciò che non ha limiti. Grazie,
Nicola.
Risposta:
Ti ringrazio, Nicola. Ho modificato la frase così: Chi mangia molto, beve
troppi alcolici o fuma incontrerà notevoli difficoltà nell'eseguire i propri
esercizi di meditazione. Aggiungo qui: il che non esclude che perseverando
si possano ottenere risultati apprezzabili. Quest'ultima frase non posso
certo riportarla con disinvoltura. Spero che tu capisca. D'altra parte vorrei
farti notare un particolare senz'altro rilevante. Se la meditazione avrà
successo chiunque inizierà ad abbandonare tutto ciò che lo condiziona o
lo rende schiavo, come le cattive abitudini cui ci siamo riferiti. E' un
circolo, come un serpente che si morde la coda, davvero senza limiti.
From: Stefano
Sent: Tuesday, May 13, 2003 10:26 AM
Subject: info
Quesito
Ciao, mi chiamo Stefano, sono un ragazzo di 19 anni, volevo chiedere da
dove posso cominciare per creare in me consapevolezza ed equilibrio. Grazie.
Risposta
La tua domanda, l'esserti posto il problema, dimostra che hai già cominciato.
Leggi qualche buon libro.
From: Paolo
Sent: Monday, May 26, 2003 10:43 AM
Subject: Contraddizioni
Domanda
Prima di tutto complimenti per il sito, che ormai frequento in maniera quotidiana.
Ho notato in due pagine diverse del sito delle affermazioni che, a me sembra,
siano l'opposto una dell'altra, ho provato a rileggere più volte nel tentativo
di trovare un significato univoco, ma probabilmente non sono riuscito a
capire il giusto significato, che quindi chiedo a voi.
Mi riferisco a questo:
Nella prima
In molti, in tanti, non sanno o non credono nella possibilità di conseguire
in un modo permanente e relativamente semplice uno stato di coscienza alternativo.
Una condizione della mente più evoluta rispetto a quella ordinaria, consueta.
Nella seconda
Lo scopo della meditazione non è quello di conseguire uno stato di coscienza
alternativo (o alterato), né tanto meno ricondurre la mente in una dimensione
distinta, ovvero un ambito in cui la realtà o la natura delle cose sono
difformi rispetto alla visione ordinaria, alla concezione che uomini e donne
comuni hanno della vita.
Sarei interessato ad un chiarimento. Grazie per l'attenzione che vorrete
riservare alla presente. Cordiali saluti, Paolo.
Risposta
Gent.mo Paolo, ti ringrazio per i complimenti. Ciò che più mi da soddisfazione
è percepire che il tentativo di rendere l'approccio alla meditazione chiaro
e comprensibile, al di là dell'alone misterico proprio delle antiche tradizioni
religiose, sia in qualche misura apprezzato.
Le frasi che trovi discordanti si trovano nelle seguenti pagine:
1) il percorso di meditazione nel web;
2) Ultimi Aggiornamenti;
ambedue sono state scritte a distanza di un anno circa. Effettivamente sembrerebbero
incompatibili, ma solo per un vizio di forma, cui rimedierò subito, e non
per il loro effettivo significato. Cercherò di spiegarti tale contrasto.
Lo stato di coscienza che si persegue con la meditazione non è diverso o
difforme da quello attuale e quindi non è alternativo. Lo stato meditativo
è una condizione di pura consapevolezza. Ma che cos'è la consapevolezza?
Ecco una definizione abbastanza chiara che riporterò tra le f.a.q.: consapevolezza
è essere coscienti nel momento presente. Un modo intuitivo per descrivere
meglio tale circostanza è il seguente: quando sorridi diventi il sorriso;
se corri non c'è più distinzione tra te e il correre, ma diventi la corsa;
e se ami sei l'amore. Pertanto, consapevolezza significa essere presenti
sia a se stessi che alle proprie azioni nel momento stesso in cui si compiono
senza discriminazioni o divisioni che ci separino dalla realtà, da ciò che
è. Tuttavia attenzione, il concetto testé descritto non è un esercizio di
meditazione.
Riepilogando: lo stato meditativo non è uno stato di coscienza alternativo,
tuttavia la consapevolezza è uno stato di coscienza che in ultima analisi
risulta qualitativamente diverso. Dov'è la differenza con la pedissequa
e ripetitiva condizione ordinaria? E' nella linearità della percezione,
nella sua chiarezza, semplicità e immediatezza.
Un passo ulteriore per comprendere lo stato meditativo in termini più pratici,
ma affatto scientifici e alquanto riduttivi, è descriverlo come una situazione,
resa stabile dall'abitudine e dall'esercizio, in cui l'attenzione viene
considerata come un'energia psicofisica. Una migliore attenzione, una più
intensa consapevolezza, comporteranno spontaneamente un maggior flusso di
energia diretta verso l'alto. Mi fermo qui. Ho risposto rapidamente e senza
quasi rileggere per cui spero tanto di essere stato sufficientemente esplicito
e altrettanto utile. Grazie ancora per il tuo inestimabile contributo.
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