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From: Luca
Sent: Sunday, November 10, 2002 2:24
PM
Subject: Informazioni
Quesito:
Mi sto
riavvicinando ora alla meditazione, non è semplice, cerco di praticarla
due volte al giorno, al mattino appena sveglio e alla sera prima di coricarmi.
Vorrei dei consigli su come condurre il respiro e soprattutto cosa pensare,
al massimo sono riuscito a meditare per 10 minuti consecutivi, ma questa
volta non voglio demordere.
In questo lasso di tempo io immagino
che dai miei piedi escano delle radici rosse che si dirigono verso il centro
della terra da dove estraggo energia rossa e da una luce proveniente dal
cielo azzurra; queste due energie scontrandosi dentro di me producono un
energia di color oro ed il mio corpo è circondato da un alone blu. Questa
situazione, se non fossi continuamente distratto da pruriti, dolori alla
schiena, pensieri, ecc, mi porterebbe anche al benessere, solo che non riesco,
come ho detto prima, a rimanere lì per più di 10 minuti.
Penso di
avere bisogno di una guida, di qualcuno che mi dia delle dritte e per questo
che mi rivolgo a voi. Certo di una vostra risposta in merito vi porgo i
più cordiali saluti. Pace e serenità. Luca.
Risposta:
Gent.mo
Luca, non immaginare un bel niente, altrimenti non è meditazione. La descrizione
della tecnica base la trovi nel sito come in mille altri libri. Noi cerchiamo
di essere sinceri perché non abbiamo interessi secondari. Lascia perdere
le radici e il resto. Tuttavia, siccome hai una fervida e fertile immaginazione,
ti suggerisco, ma solo a titolo esemplificativo, un esercizio che andrebbe
praticato indipendentemente, cioè in un momento diverso, dall'osservazione
del flusso spontaneo del respiro: cerca di immaginare la luce lasciando
da parte, temporaneamente, ogni oggetto. Mi spiego meglio: cerca di percepire
la luce nella sua purezza e non quella riflessa dagli oggetti che essa illumina.
Sarebbe utile eseguire la proiezione con la luce, per pochi minuti, al mattino
e la consapevolezza del respiro, per un lasso di tempo minimo tale da non
procurare fastidio o sopportazione, ogni sera. Adotta una posizione consona,
in ogni caso mai supina. Devi star seduto. Chiaro? Frequenta un corso di
Hata Yoga, serio e riconosciuto. Se ti va leggi qualche buon libro sul buddismo.
From: Rosario
Sent: Saturday, November 30, 2002
12:03 AM
Subject: rischi nella meditazione
Quesito:
Sono molto riconoscente per il Vostro magnifico lavoro. Desidero sapere
se vi siano rischi nell'eseguire la meditazione. Un gioioso saluto a tutti.
Risposta:
Ciao Rosario, come posso dirti che nella meditazione
non esistono rischi? Da parte mia sarebbe una leggerezza. Nella vita non
vi è nulla esente da rischi. D'altra parte anche la preghiera, se recitata
con cura e interesse e non passivamente o istintivamente, ma consapevolmente,
prestando attenzione solerte ad ogni singolo pronunciamento come alle pause
naturali che intercorrono naturalmente nel nostro umile ma non passivo interloquire,
anche la preghiera, dicevo, può esser considerata come un'applicazione meditativa.
Lo stesso avviene con la ripetizione dei mantra o l'osservazione del flusso
spontaneo del respiro. Meditazione è un concetto molto ampio, per questo
sostengo che il suo primo fattore è l'attenzione. Naturalmente, se dopo
aver pregato o eseguito il proprio esercizio non ci fermassimo, in modo
spontaneo, come conseguenza dell'esercizio stesso, o volontario, come scelta
deliberata, per alcuni minuti di relax, non riusciremmo a beneficiare pienamente
della nostra, pur modesta, applicazione iniziale. Se hai dei dubbi ti suggerisco
d'iniziare con un corso di Hata Yoga.
From: Maurizio
Sent: Saturday, December 28,
2002 12:55 PM
Quesito:
Continuo a vivere pensando
di aver fatto tutto ciò che mi era possibile fare, ma senza aver fatto ciò
che realmente dovevo fare; come se stessi mancando la mai mssione. Ho paura
di limitarmi a "trascorrere" il tempo concessomi, senza utilizzarlo per
ciò che devo compiere. Se solo riuscissi a fermarmi e ... riconsiderare
tutto; ma la mente lavora ...lavora... e va per i fatti suoi. Maurizio.
Risposta:
Maurizio, ti prego di considerare la mia risposta
secondo una prospettiva spirituale e non psicologica. Nessuno di noi ha
una missione oppure un limite di tempo massimo trascorso il quale non riuscirà
a realizzare le proprie ambizioni. Quindi non puoi fallire, tutt'altro.
In realtà il "gioco della vita" consiste nell'impegno di raggiungere la
meta e non nella sua conquista definitiva. La tua mente sei tu e non un'entità
diversa o ipotetica. Se la mente corre sei tu che corri. La mente non potrà
mai fermarsi se anche tu, di tanto in tanto, non ti concedi una breve pausa,
un momento di vero relax. Non una riflessione ulteriore, ma qualche istante
di silenzio meditativo.
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