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Nome: Virginia
Date: venerdì 12 ottobre 2001
Time: 15.04.51
Quesito:
Salve, sono una ragazza
di 25 anni, fin da piccola ho cercato di capire il perché della nostra esistenza
sulla terra, e credo che prendendo coscienza della mia fragilità e della
realtà che la vita non è eterna, ho incominciato ad avere sempre più dentro
di me un forte senso di angoscia che poi è sfociato in attacchi di panico
e depressione... quello che ormai viene definito come il ''male del secolo'',
vorrei trovare la serenità e l'equilibrio che inseguo fin da bambina, lo
so che le risposte sono dentro di noi, ma io non riesco a leggerle! O forse
ho semplicemente paura... vorrei un aiuto grazie!
Risposta:
Ciao Virginia, scusa per il ritardo. Vedi, non è che le tutte risposte
siano dentro di noi. In realtà si tratta di questo: entrando in un contatto
silente con la nostra interiorità riusciamo a disporre di ulteriori energie
psicofisiche la cui presenza, ordinariamente, è insospettabile. A questo
punto quello che ci sembrava nebuloso, offuscato, assente, diviene chiaro.
Se non lo hai già fatto ti prego di recarti innanzitutto da un psicologo
e di considerare questa email come un amichevole scambio di opinioni. Io
non credo che il tuo piccolo e temporaneo malessere sia stato originato
dalla tua pur notevole sensibilità, dalla consapevolezza dell'impermanenza
(la fragilità, la caducità della vita e quant'altro). Tuttavia l'essenziale
non è scoprirne le cause (da soli, oltre che difficile, non sarebbe nemmeno
risolutivo), bensì superare l'impasse. I metodi paralleli (ma non sostitutivi)
alle cure ufficiali, potrebbero essere tanti. Se ne esistesse uno definitivo
lo conosceremmo già. Prova con l'esercizio fisico costante, ad esempio frequenta
un corso di Hata Yoga. Alla tua età può fare miracoli. In seguito ti avvicinerai
spontaneamente alla meditazione. Per concludere, la tua è una situazione
di disagio temporaneo e con un po' di pazienza si risolverà definitivamente
nell'arco di un breve periodo.
Nome: Sujiani
Date: mercoledì 17 ottobre 2001
Time: 14.18.42
Quesito:
Lavoro come impiegata in
un ambiente molto stressante e mi piacerebbe riuscire a "ricordarmi di me"
durante il giorno e cioè riuscire a conciliare lavoro & meditazione per
non trasformarmi in un robot per 8 ore e finire in depressione per le ore
successive e quindi riuscire a percepire la spiritualità anche nel quotidiano.
Spero di ricevere una risposta e Vi ringrazio.
Risposta:
Ciao Sujiani, scusa per il ritardo. Ecco la risposta, anche se la domanda
non è proprio esplicita. L'esercizio che ti riproponi è ottimo. Provalo
senz'altro. Dapprincipio continuerai a dimenticare spesso il tuo obiettivo.
La prima fase è complicata. Però non dovrai demordere. Tuttavia, se insisti,
i periodi di attenzione saranno sempre più lunghi sino a divenire spontanei.
A quel punto non ti renderai più nemmeno conto di "meditare" e la tua vita
assumerà "colori" molto diversi dal consueto. Sarai consapevole di te stessa,
del mondo che ti circonda, dei tuoi pensieri e, talvolta, persino di quelli
degli altri. Questa è una tra le molte "meditazioni" possibili. Sinceramente,
non so se è quella più adatta al tuo temperamento. Se non ti soddisferà
provane altre.
Nome: lucia
Date: domenica 21 ottobre 2001
Time: 18.47.44
Quesito:
Mi sembra di non aver fatto
niente di buono fino ad ora, intendo per me, perché per gli altri ho sempre
cercato di dare il meglio, per la mia famiglia, le mie bambine e mio marito,
ma nonostante tutto ho l'impressione di aver fatto solo errori perché mi
sono annullata ... ora ho tanta confusione ... ciao e complimenti
per il sito
Risposta:
Ciao Lucia, scusa per il ritardo.
Nessun errore. E non ti sei annullata, bensì dedicata con affetto e amore
vero senza attenderti nulla in cambio. Renditi conto di una cosa: tu sei
già tanto vicina a te stessa, proprio nella misura in cui ti sei adoperata
per gli altri. D'altra parte sei consapevole che non bisogna attendersi
nulla in cambio. Infatti la possibilità di dare è di per se stessa la migliore
ricompensa possibile. La tua personale meditazione potrebbe essere una preghiera
di ringraziamento. Importa poco quello in cui credi ora. Alza lo sguardo
al cielo e poi rilassati tranquillamente senza pensare a nulla. La confusione
passerà presto. Auguri.
Nome: luisil
Date: mercoledì 14 novembre 2001
Time: 23.40.58
Quesito:
... sembra che ci sia qualche
cosa in me che debba sbocciare ... ma non ci riesce, so di poter emanare
energia ma purtroppo cerco spesso la conferma. Vorrei una serenità come
donna e non più enfasi momentanea dettata dall'interesse o capriccio di
un uomo. Vorrei poter arrivare ad essere consapevole della mia esistenza
femminile ed esserne appagata.
Risposta:
Ciao Luisil, ecco
una metafora arcinota: se tu pianti un seme ed ogni giorno rimuovi la terra
per controllare la sua crescita quel seme non potrà svilupparsi. Non è possibile
chiedere conferma alla luce. Semmai bisognerebbe abituarsi alla penombra,
perché in genere la consapevolezza si manifesta come un chiarore diffuso,
una comprensione, una intuizione dei nostri ed altrui stati d'animo. La
serenità verrà senz'altro e sarà una conseguenza indiretta della tua meditazione,
oppure delle tue preghiere. Grazie per la visita.
Nome: Alex
Date: sabato 05 gennaio 2002
Time:
11.52.08
Quesito:
Credo di avere una luce interna
dentro di me, ma non riesco a esternarla al meglio. Prego siate cosi gentili
da rispondermi. Grazie.
Risposta:
Ciao Alex, tu affermi
di percepire una luce interiore. Non sei il solo. Pur essendo un fenomeno
soggettivo esso è rilevante e degno di considerazione. La luce fisica per
espandersi non necessita di essere focalizzata o polarizzata. Essa fluisce
liberamente e si proietta in tutte le direzioni. Per esercitare le attività
mentali è indispensabile la concentrazione, ma ciò che si manifesta oltre
il chiacchierio della mente, quando la mente tace, oppure è così calma da
sembrare completamente silenziosa e il flusso dei pensieri si è affievolito,
sembra riluttante a esprimersi liberamente. In effetti se dedicassimo la
giusta attenzione al fenomeno, scopriremmo che il “quid” cui alludiamo ha
già la forza sufficiente per brillare dovunque, persino nella notte più
profonda, nelle situazioni più difficili o dolorose. Pertanto è proprio
questo il punto: mediante una attenzione equilibrata al fenomeno è possibile
divenire consapevoli della "luminosità interiore" che crescerà nella misura
stessa in cui riusciremo a percepirla. Non è necessario far nulla per “esternare”
tale luminosità. Semmai potrebbe essere proprio l'interferenza mentale,
il coinvolgimento psicologico, ad impedire che la sua diffusione avvenga
senza ostacoli. Meditando regolarmente verrà il giorno in cui sarà possibile
attribuire alle vicende della vita il loro giusto e reale valore. Da quel
momento in poi ciascuno sarà sempre più consapevole dell’origine e del risultato
delle proprie azioni. Ci sarà maggior “chiarezza” (in tal senso la luce
è il simbolo della propria capacità di “vedere”). E sapremo sempre come
regolarci di conseguenza e per il meglio. Grazie per la visita.
Nome: laila
Date: lunedì 07 gennaio 2002
Time: 23.22.36
Quesito:
Spesso mi assale lo sconforto
e mi sento triste dentro, anche senza motivo. Forse perché non ho più fiducia
in me stessa e negli altri. La meditazione può farmi riacquistare la fiducia
persa e, se si, come? Grazie del tempo dedicatomi.
Risposta:
Ciao Laila, la meditazione non è una terapia. Se ti assale lo “sconforto”
o la “sfiducia” dovresti consultare, anche solo per curiosità, cioè per
ascoltare quel che dice, uno psicologo. Questa è una precisazione che non
posso evitare. Tuttavia se non le chiedi nulla, la meditazione ti darà molto
di più: la consapevolezza. Comprensione, certezza, serenità. Un esempio:
se tu preghi non puoi supplicare per chiedere un favore, non è bello o gentile
e potrebbe essere controproducente; ma se preghi per ringraziare, senza
attenderti nulla in cambio, i risultati non tarderanno. Con la meditazione
è la medesima cosa. Però non ti rivolgi a nessuno. Sarai ferma, immobile,
calma e la tua preghiera silente volerà via comunque. La meditazione è una
preghiera silenziosa in cui le parole sono cadute da sé. Tu invece ti risolleverai
e la fiducia sarà la conseguenza di un nuovo modo di vivere, vedere e concepire
il mondo.
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