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Meditazione nel web » Risposte » Quesiti 05

Nome: Govinda
Date: domenica 15 aprile 2001
Time: 08.43.43

Quesito:
Riuscirò a rientrare nella mia vita spirituale?

Risposta:
Govinda, Govinda, bel nome. Nella vita spirituale ci sei già. Dovunque tu possa trovarti, in questo stesso istante, ne sei circondato, immerso. Come un pesce nell' acqua che chiede da bere ...


Nome: Nur
Date: lunedì 16 aprile 2001
Time: 22.51.22

Quesito:
Conduco un Gruppo di ricerca Spirituale e sperimentazione dell'essere. Chiedo ai tarocchi di indicarmi il metodo migliore per arrivare al cuore dei miei fratelli di Gruppo e se le parole che dico ed i riti che compio arrivano dalle Guide. Grazie a tutti voi per la Vostra collaborazione da Nur.
E che Nosro Padre abbia pietà di noi. Nur.

Risposta:
Ciao Nur, non scherzi affatto e domande come le tue, proprio perché molto serie, sono un pò difficili. Vediamo: per quanto riguarda la comunicazione, se parli davvero con il cuore, il tuo e non quello delle guide, allora avrai molte probabilità di essere ascoltato e compreso. Naturalmente i tuoi interlocutori dovranno essere, a loro volta, persone parimenti orientate ed in sintonia. E' un problema vecchio come il mondo, vero? Sei certo che ti abbiano capito e invece ... Quindi, la migliore via, secondo i tarocchi, è quella di essere familiare e positivo, non imporre nulla a nessuno e tener sempre presente che il vero amore non chiede mai, da soltanto. Ma allora, se le cose stanno così, che senso ha domandarsi da dove arrivano le parole che dici ed i riti che compi? Quel che conta non è il veicolo, bensì chi lo guida. Hai capito il gioco di parole? Quindi, le guide stesse sono amore. Auguri.


Nome: Towanna
Date: Monday 23 April 2001
Time: 20.38.21

Quesito:
Troverò una guida?

Risposta:
Ciao Towanna, non si può dire che sei prolisso. Ti racconto una cosa. Nel 1951 un discepolo chiese al Maestro Paramahansa Yogananda: "... quando non potremo più vedervi, ci sarete vicino come ora?". Il maestro sorrise amorevolmente e rispose: "A chi mi penserà vicino, io sarò vicino".


Nome: Ermete Trismegisto
Date: Tuesday 01 May 2001
Time: 12.10.45

Quesito:
Riuscirò a raggiungere una migliore serenità lungo la via del Buddha?

Risposta:
Ciao, Ermete Trismegisto. Ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto / (e viceversa) / per compiere il miracolo della cosa unica ... Ed in effetti, anche se forse non te ne sei accorto, su quella via ci sei già. Ma non cercare la serenità. Sarà solo una conseguenza.


Nome: Michela
Date: venerdì 04 maggio 2001
Time: 16.28.35

Quesito:
Sembra una cosa da niente, ma non è facile per me rimanere concentrata sul mio respiro; dopo pochi istanti la mente s'affolla di mille pensieri ed il respiro chi lo sente più! Qui a Milano, poi, non esistono posti tranquilli e silenziosi dove potersi concentrare in pace. Sono comunque contenta di aver trovato un sito serio ed utile allo stesso tempo. Per questo ho fatto voto di impegno per non lasciarmi prendere dallo sconforto di non riuscire e continuare a provare nella pratica della meditazione. Grazie per la vostra attenzione e per aver realizzato questo sito. Michela.

Risposta:
Ciao Michela, grazie per la visita. Se la tua mente si affolla di pensieri non ti preoccupare. Non appena te ne rendi conto ricomincia l'esercizio. Non confondere, però, i pensieri con l'immaginazione. Quest'ultima, per lo meno in quel piccolo frangente di tempo che ti concedi, dovresti evitarla. Per quanto riguarda il rumore sarebbe meglio far buon viso a cattivo gioco e non pensarci. Più in là capirai cosa intendo. E lo sconforto? Ma nessuno, ovviamente. Infatti la meditazione non è una cosa seria, bensì un gioco. E non serve a niente. Figurati, che sarà mai sentirti in pace con te stessa e con tutti gli altri? .........


Nome: Elena
Date: venerdì 04 maggio 2001
Time:22.46.11

Quesito:
Da tanti anni mi dedico a questa meravigliosa infinita ricerca interiore ma, dopo tempi sereni dove trovavo le risposte giuste, i libri necessari, gli incontri adeguati al momento, da qualche anno è tutto fermo, mi trovo in una specie di stagno, sono sola con me stessa, e con una sensazione di buio, non angosciante ma se dovessi definire quel che provo è una specie di attesa, spesso mi sembra quasi di essere lì li per afferrare il filo del mio cammino ... ma poi nulla! Da anni mi dedico solo alla meditazione.  Mi affido con umiltà al vs. responso. Grazie, Elena, alias Solaris.

Risposta:
Ciao Elena, alias Solaris, quel che mi ha colpito di più della tua email è la conclusione. Sono certo che sei una persona di buon senso. Quindi se ti dico che dedicarsi solo o prioritariamente alla meditazione è eccessivo, mi capirai. Dapprincipio, quando ci si incammina lungo questa via così promettente, le novità della ricerca, della scoperta di un mondo tanto vicino eppure lontano, della possibilità di superare i pregiudizi, le incomprensioni, le ingiustizie, di colmare determinate lacune personali, ci consente una sintonia (con che cosa?), un' attenzione (a che cosa?)? Che cosa è la meditazione? Non ti darò le consuete risposte. Devi aver letto parecchi libri sull'argomento. E innumerevoli saranno stati gli stati d'animo ... Devo, per forza di cose, esser sintetico. Quindi niente enfasi. La tua situazione non è rara, sai? Si verifica sovente. Quelle esperienze iniziali non sono illusione. Dipendono essenzialmente dal fatto di credere in ciò di cui ci stiamo occupando. Ovviamente, non è possibile negare l'eco inconscio del silenzio incontaminato che nel contempo è musica (o il riflesso di un dio vivente? Non lo so, fai come ti pare). Esiste già, e persiste nella speranzosa certezza di conseguire quella dolcezza, la sua sicurezza, il tepore di un' immortalità ideologica (o aurea?). Mi sono permesso, considerata la colta personalità della mia interlocutrice, di divagare un po'. Chissà, forse spegnerà il pc annoiata, o nutrirà la mente con un briciolo di ulteriore illusione. Gentilissima Solaris, tu lo sai già, se possibile anche meglio di me, non esistono ricette miracolose ( ... omissis).


Nome: gp_p
Date: Tuesday 08 May 2001
Time: 17.59.42

Quesito:
Sento da tanto tempo il desiderio di capire di più sulla spiritualità. Ma, come spesso mi accade, non credo di essere all'altezza, sia come concentrazione che come via di ricerca. Fondamentalmente ho fede cattolica e credo in Dio. La mia domanda: c'e' una crescita  spirituale? Sono, come mi dice spesso una persona cara, negativo, privo di sensibilita'? Le mie caratteristiche di pazienza e docilita' sono per me elementi di impedimento o di aiuto per manifestare amore e gioia? Mi scuso per la confusione ma sono in un momento di difficoltà. Grazie per la risposta.

Risposta:
Ciao "gp_p", non sei affatto confuso. Complimenti, hai le idee chiare. Lo dimostra la tua analisi lucida, esauriente, concisa. Secondo me dovresti continuare così. Se tu sei cattolico puoi, mediante la preghiera, recitata in modo consapevole, cioè non meccanico, procedere lungo un sentiero che ti condurrà, senz'altro, laddove hai già deciso di giungere. La pazienza e la docilità spontanee sono, oltre che positive, anche ammirevoli e ti consentiranno di manifestare il meglio di te stesso. Purtroppo alcuni individui credono che solo una intensa partecipazione emotiva sia indice di sensibilità. Ma, per fortuna, non siamo tutti uguali. Cerca di dimostrare il tuo punto di vista con l'esempio concreto, adeguandoti spontaneamente alle circostanze, senza privilegiare, cioè, modelli di comportamento standard.
 

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