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Il Maestro disse: "Nella creazione appare che Dio dorme nei minerali,
sogna nei fiori, si sveglia negli animali, e nell'uomo sa d'esser
desto".
(Paramahansa Yogananda)
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Perdere la verita'
Un monaco chiese:
«Perchè non posso vedere la verità?».
Joshu disse:
«Non è che la verità non sia qui;
è solo che tu non la sai vedere».
Il monaco disse: «Cos’è, allora?».
Joshu disse: «Perdere la verità»
(Joshu, maestro zen vissuto tra l’ottavo e il nono secolo)
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"Partecipare senza appartenere", restando sempre un "utente", evitando cioè di cedere alla tentazione, suggerita dallo spirito gregario, di "far parte" del gruppo. Kodo Sawaki, grande maestro zen contemporaneo, diceva: "La gente crea dei gruppi per praticare la stupidità di gruppo".
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Un giorno un uomo andò da Ikkyu e gli chiese: «Maestro, scriveresti per
me qualche massima della più alta saggezza?. Ikkyu prese il pennello e scrisse:
«Attenzione». «Tutto qui?» chiese l'uomo. Ikkyu allora scrisse: «Attenzione.
Attenzione». «Bene» disse l'uomo. «Ma non vedo una gran profondità in quel
che avete scritto». Allora Ikkyu scrisse la stessa parola tre volte: «Attenzione.
Attenzione. Attenzione». Un po' irritato, l'uomo chiese: «Cosa significa
quella parola "Attenzione"?». Ikkyu gentilmente rispose: «Attenzione significa
attenzione».
[Ikkyu Sojun, Nuvola Pazza (1394-1481) è una delle figure più eccentriche
nella storia dello Zen Rinzai ed è divenuto una specie di eroe popolare
nel Giappone moderno, una sorta di omologo del Nasr'Eddin islamico]
Guarda dentro di te, ascolta la tua voce interiore e ricorda
che l'unico vero maestro è l'Essere che sussurra al tuo interno. Ascoltala:
è la verità, ed è dentro di te. Sei divino, non dimenticarlo mai! (Giordano
Bruno)
Quesito
E' possibile meditare senza un maestro? Parto dal presupposto che averlo
sia sicuramente meglio, ma si possono ottenere risultati procedendo da soli?
Risposta
La tua domanda meriterebbe senz'altro un approfondimento notevole. Ma vediamo,
innanzitutto, come si articola la struttura di una risposta che riguardi
temi spirituali. C'è il postulante, colui che interroga, individuo di per
sé notevole, se non altro per il semplice fatto che non si accontenta di
risposte preconfezionate, quelle che la società nel suo complesso si premura
di offrire per arruolare chiunque nelle schiere del conformismo. Questo
individuo è innanzitutto un ricercatore spirituale. La sua via è l'indagine.
Ciò che trova, le risposte che potrebbe ricevere sono in realtà relative,
perché nel suo intimo conosce già la soluzione. Tuttavia tentenna, cerca
quindi conferme a ciò che conosce già, oppure sonda – a ragion veduta –
per appurare le reazioni dei suoi interlocutori. Poi c'è l'opinionista,
colui che risponde, i cui riscontri dipendono – nel migliore dei casi –
dalla propria esperienza, nel peggiore da credenze aprioristiche, dall'appartenenza
a una setta, come potrebbe definirsi persino la sua eventuale militanza
in un'organizzazione buddista, cristiana, ecc.

I due soggetti, colui che chiede e il rispondente sono l'uno in balia
dell'altro, pur senza rendersene conto s'influenzano a vicenda. Anche se
le due opinioni discordassero del tutto, il loro dialogo – seppur limitato
a un semplice scambio di battute – lascerebbe comunque un segno. Il problema
è che spesso entrambi gli interlocutori sono solo dei replicanti. Da una
parte pongono quesiti di cui in realtà, nel proprio intimo, conoscono già
la soluzione, dall'altra ribattono senza valutare bene le conseguenze dei
loro stessi pareri.
Valutiamo i molteplici casi. Ci sono soggetti che non hanno affatto bisogno
di un maestro. Irretirli in un sistema d'inevitabili credenze alfine di
seguire tutta una serie d'ideali e comportamenti, magari utili, ma comunque
standardizzati, sarebbe superfluo. Di converso, esistono individui – mi
piace definirli, parafrasando scherzosamente, personaggi in cerca d'autore
– che al momento hanno bisogno di esempi cui ispirarsi. Per l'esattezza,
non si tratta di precetti o dettami da rispettare, né tanto meno di modelli
ideali cui uniformarsi, altrimenti si creerebbero delle pure e semplici
marionette, bensì, lo sottolineo, in realtà non necessitano di guide, quanto
di sproni per orientarsi al meglio.
Lo stereotipo classico del maestro che sa tutto, vede tutto, ti suggerisce
espressamente ciò che fare, come comportarti per uscire dall'eventuale impasse
meditativa, ovverosia nella scelta dei metodi o delle tecniche di meditazione
più indicate nel tuo caso specifico, è una mera, utopica illusione. Se ci
si sente impediti, direi pure bloccati, ma seriamente, è meglio rivolgersi
a uno psicologo. Se invece si ha l'impressione che esista qualcos'altro
al di là delle pure apparenze, se si avverte una sete di sapere che trascende
le risposte usuali o unilaterali che possono fornirti le discipline scientifiche
e affini allora rivolgiti alla spiritualità, all'indagine super-conscia.

E qui sorge l'ennesimo enigma. Cos'è la realtà? Ciò che vediamo, pensiamo,
immaginiamo – giacché ne abbiamo avuto già in qualche modo riscontro – ovverosia
l'esclusivo dominio dei pensieri, o si tratta invece di un quid ben più
ampio che travalica e trascende persino i più noti ambiti dello scibile,
dell'intelletto? Ma forse la domanda potrebbe porsi in modo ancora più esaustivo:
esiste un ambito di percezione che possa prescindere dal pensiero? Una percezione
diretta, senza il filtro del conosciuto, senza che subentri il giudizio,
l'opinione, ma dove prevalga soprattutto il sentimento? Ecco allora la verità
della dimensione spirituale, la compassione,
l'amore cosmico, il perno attorno a cui ruota davvero il mondo, l'unico
vero maestro che in effetti – a mio avviso – dovremmo mai riconoscere e
seguire.
Non pretendo di aver esaurito il quesito. Sono solo appunti che adopererò
per un prossimo articolo. Ti ringrazio tanto per avermi offerto l'opportunità
per scriverne in proposito. Per il momento non rileggo nemmeno, potrebbero
esserci errori. Se lo ritieni puoi replicare.
Replica
Grazie infinite per la risposta, davvero esauriente. Non mi attendevo tanta
pazienza e cortesia nei confronti di una persona che nemmeno si conosce.
Complimenti vivissimi per il sito. Si nota subito la vostra sincerità e
buona fede. Non date opinioni preconfezionate, tanto più che si tratta di
domande a cui non esistono risposte esatte, solo migliaia di riscontri individuali.
21-07-12 - nick.salius
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