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Laura (nick) ci ha scritto descrivendo le sue sensazioni
in merito all'eventualità di reinnamorarsi nonostante il suo cuore fosse
già, del tutto, appagato.
Quesito inviato il 08/12/2007
Name: Laura (nick)
Subject: risposte
Quesito
E' possibile amare due persone contemporaneamente?
Ho sempre pensato di no. Almeno non lo stesso tipo di amore.
Ho la maturità sufficiente, senza presunzione, per sapere che cosa sono
le occasioni, le lusinghe, e la facilità con la quale si può fare leva ed
aprire uno spiraglio in un rapporto d'amore che, nel suo quotidiano, è soggetto
a molteplici pressioni.
Questo non mi fa paura.
Un amore forte, fatto di passione e tenerezza, di sostegno reciproco e di
obiettivi comuni è qualcosa di unico e prezioso che va coltivato sempre,
anche quando si vede che tutto intorno a noi finisce.
Quanti amici non sono più insieme, e quanta tristezza e disillusione nei
loro occhi, che quando si posano su di te, spesso si colmano di rammarico
e forse invidia per ciò che non hanno più.
E diventa difficile spiegare che tu non hai 'una ricetta' perché non esiste...
Poi però un giorno conosci una persona che è capace di farti provare emozioni
che pensavi fossero destinate soltanto al tuo compagno e ti chiedi.. è ciò
che è successo agli altri? Esiste davvero questo traguardo? Tutti possiamo
amare contemporaneamente? E ci sono arrivata anch'io?
Non succederà niente, tutto resterà esattamente come prima, il mio primo
amore è immutato, soltanto dentro di me il mio io grida di dolore per aver
sollevato questo velo ed aver acquisito questa consapevolezza.
E' questo che mi distinguerà dagli altri. Ma mi rende forse migliore?
Pur non tradendo nessuno, nel senso letterale del termine, vorrei non aver
mai conosciuto questo mio io.
Non vivrò un parallelismo che umanamente non mi appartiene, e non saprò
mai come sarebbe stato, ma la mia fragilità umana mi rende consapevole di
quanto mi sarebbe piaciuto.
Grazie per avermi letto.
Risposta
Gent.ma, come non tentare di risponderti? Hai raccontato la tua esperienza,
nonché formulato le tue opinioni, in modo così esauriente che non riesco
ad esimermi dall'interloquire subito. In realtà mi accade spesso di tergiversare.
Purtroppo i temi proposti dai lettori non sono proprio pertinenti a quelli
del sito. Ma tu hai osservato te stessa, le tue emozioni e sensazioni così
bene, d'aver compiuto il primo passo verso la meditazione - che non è affatto
una pratica formale - in modo del tutto spontaneo.
La chiave di questa tua proficua ricerca interiore è stata la consapevolezza.
Io non intendo influenzarti, tanto più che la tua disamina mi è sembrata
davvero magnifica. Mi limito a farti notare solo un minuscolo, apparentemente
insignificante, particolare. Nel concludere il messaggio hai affermato,
cito testualmente, "... la mia fragilità umana mi rende consapevole di quanto
mi sarebbe piaciuto".
Bene, ti rendi conto di quanto possiamo esser fragili e, aggiungo, della
forza che può scaturire da siffatta comprensione. Ma come fai ad esser certa
che, alla fin fine, ti sarebbe piaciuto? Gli "appigli" si equivalgono tutti.
Certo, ci sono delle persone con cui stiamo meglio. Con le quali ci sentiamo
in sintonia. Ma nessuno di essi può darci ciò che attualmente sembra sepolto
in profondità. E che andrebbe riscoperto, giorno per giorno, fino a gioirne
per il beneficio di tutti.
Talune correnti spirituali lo chiamano amore. Altre, apparentemente meno
poetiche, diciamo relativamente più essenziali, lo definiscono come il proprio
volto originale. Stiamo parlando della natura primeva, che sembra partecipe
dell'inconoscibile, oppure ne discende, se non ambedue. Una forza generatrice?
Il risultato della limpida calma interiore che ci consente di vedere o percepire
la realtà per ciò che è, al di là di qualunque, seppur ipotetica, lontana
supposizione.
Ma da un punto di vista più pratico? Ricorro alla saggezza degli insegnanti
spirituali di tutti i tempi che, riflettendo in proposito, nonché rendendosi
conto delle innumerevoli sfumature psicologiche della mente umana, ne trassero
sempre un'identica conclusione. Per lenire questa sete di conforto è indispensabile
dissetarsi all'unica fonte possibile, la pazienza. Sennonché le acque agitate
del laghetto mentale si calmeranno da sé e vedremo con tal chiarezza da
comprendere come mai delle semplici onde erano riuscite a creare così tanto,
apparente, momentaneo sconcerto.
Grazie.
Le parole, se dette con saggezza, leniscono le ferite dell' animo.
Aspetterò che le increspature d'acqua di quel sasso si allontanino fino
a svanire nella calma del lago che poi è il mio cuore.
Non so quanto tempo occorrerà, io sono una persona apparentemente loquace
ma assolutamente introspettiva.
Se in questo silenzioso cammino avessi bisogno di una parola, mi piacerebbe
tornare a leggerti.
Oggi è un giorno di festa che tu hai generosamente dedicato a me... e ne
sono sinceramente commossa.
So che penserò molto alle tue parole, con affetto e gratitudine, Laura (nick).
Ciò che cerchiamo negli altri è già in noi. L'unione che perseguiamo
non può esser creata se non nell'interiorità. Per quanto possiamo tentare
di avvicinarci al nostro/a partner, rimarrà pur sempre una distanza profonda.
Vivere una vita sociale piena e gratificante è ovviamente auspicabile. Ma
non dovremmo mai congetturare che l'amore tra uno o più individui, per quanto
reciproco, riesca a colmare l'incolmabile. Così come al vuoto si può sopperire
soprattutto con la coscienza dell'energia interiore, uno o più amori circoscritti
sono solo il succedaneo caduco e illusorio dello spirito di consapevolezza.
L'interiorità è la direzione della trascendenza, che non si conquista, tuttavia,
né con pratiche deprimenti e innaturali, né con lussuria o licenziosità,
bensì con il perseguimento dell'equilibrio. La "via di mezzo" consente,
per l'appunto, di rasserenare la straordinaria volubilità della mente adusa
per sua stessa natura al più straziante degli estremismi possibili. La mente
che divide sempre in bene e male, ma il cui scopo recondito, come l'arcinoto
saggio proverbio rammenta, è soprattutto quello d'imperare. Perseguire l'equilibrio
equivale, invece, a calmare la mente. Tranquillizzarla corrisponde al primo
passo verso la meditazione. La chiarezza che ne discende restituirà, ad
ogni desiderio, il valore che più gli compete.
nick.salius
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