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Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati
non sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza.
Sei giunto sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora
dimentica la poesia. Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
Non è la trattazione approfondita di una tecnica per meditare. Al
massimo potrebbe sopperirvi come memorandum. Ovviamente trasmette concetti del tutto autentici. L'idea di fissare
un punto, come una luce, o la fiamma d'una candela è antica. Dopo una
prima fase di leggera concentrazione sul soggetto prescelto – cui s'accompagna
una respirazione naturale, fluente e spontanea – ci si rilassa osservandone
il riflesso interiore. Le varianti sono molte e non bisogna mai far
da sé. Una valida alternativa a questo metodo consiste nel visualizzare
una sorgente luminosa interiore, nell'immaginarla, attenti come sempre
a non esagerare perché, la meditazione, è innanzitutto equilibrio. Pochi
minuti appena saranno senz'altro sufficienti. Ulteriori approfondimenti
sono presenti nella directory
specifica.
Vedo le stelle
Vedo le stelle, in convegno associate,
sullo sfondo di un cielo nero bluastro.
E' scuro, d' accordo, ma il chiarore di quelle lo ravviva.
Ora, se lo fissi deciso, te ne avvedi,
quegli emana una forza tenue, ma persistente
e percepisci eterna, una saggezza indecifrabile.
Si, le stelle, fisse come bianche lanterne,
animando di luce l'universo,
chiudi i tuoi occhi, vi regni un po' la pace.
Continua a perscrutar, non ti fermare
vinci pure la scettica credenza,
è una metafora priva di riscontro,
con gli occhi chiusi non puoi vedere nulla.
Dopo un minuto o forse più di un'ora,
magari giorni, mesi oppure un poco d'anni,
quando già stanco abbandoni il gioco assurdo,
ecco le stelle, una per una assenti,
comparir come d'incanto all' occhio bianco.
nick.salius
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