|
Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati
non sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza.
Sei giunto sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora
dimentica la poesia. Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
E' trascorso così tanto tempo da quando iniziai a interessarmi di
meditazione che dimentico facilmente gli esordi. Entusiasmo prima, continue
dilazioni poi. Il mio approccio non fu l'adesione a chissà quali nuovi,
mirabolanti principi, a quali inedite ideologie spirituali, ma divenne
un'inveterata abitudine, quasi un irrinunciabile vezzo, procrastinare.
Sceglievo e rinviavo di continuo, leggevo, m'informavo a lungo, ma senza
concretizzare, senza cioè mettere in pratica quanto appreso. Senza rendermi
conto che sarebbe stato sufficiente astenermi, persino pochi attimi
per volta, dall'attingere dal pozzo senza fondo del passato o dal proiettarmi
negli immaginifici cieli di un improbabile quanto intangibile futuro
per cogliere gli esiti di questa straordinaria passione, la fine della
ricerca.
Qui e ora
Qui e ora,
in questa sola vita,
possiamo risvegliare
la nostra mente implicita
all'ascolto di colui che parla,
alla visione di colui che osserva.
La vita non è affatto prospettiva univoca, ma
qualunque sia il punto di partenza,
il viaggio sarà sempre in circolo
e la meta sarà sempre
la fine di ciò che sembra "se stessi", il proprio ego
e l'inizio dell'altro.
nick.salius
|