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Questi articoli saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati non
sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza. Sei giunto
sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora dimentica la poesia.
Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
La meditazione è, per sua stessa natura, una pratica ultrasensoria. Mentre
gli approcci sono tanti e gli sviluppi possono imboccare le vie più diverse,
gli approdi conclusivi sono sempre al di là dei cinque sensi fisici. Tuttavia
ciò non implica che ci ritroveremo, subito e necessariamente, nel campo
della trascendenza. Semmai, specialmente dapprincipio, potremmo scoprire
d'esser caduti – o saliti? – dalla mente nella mente. Meditare corrisponde
a percorrere e ripercorrere questo circolo vizioso che potrà essere abbandonato
solo quando ci renderemo conto che siamo noi stessi a generarlo con i nostri
ricorrenti interminabili e desideri.
Cerca lo spirito.
Chiudi gli occhi,
non pensare a nulla,
rimani lì, fermo, ma soprattutto in silenzio.
Quando inizi a centrarti
– l'energia si sommuove –
e la meditazione comincia a dare i suoi frutti
taluni tra coloro che ti stanno più attorno
pressoché infastiditi, ti daranno addosso.
Ma quest'aurora è così trasparente
che le inquietudini causate dalle avversità
eccezionali o del momento
ti sembreranno fumo, irrisorie, uno scherzo.
Ritirati nel luogo calmo,
nell'eremo senza pareti,
nel giardino interiore
che non richiede sforzi, ma solo un po' di coraggio.
Cerca lo spirito.
Chiudi gli occhi,
non pensare a nulla,
rimani lì, fermo, ma soprattutto in silenzio.
Aprile 2011
nick.salius
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