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Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati non
sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza. Sei giunto
sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora dimentica la poesia.
Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
Dedicata a tutti coloro che hanno problemi con la vista. ... Non c'è un vero prologo, credo che sarebbe superfluo. Questo è uno dei casi in cui qualunque cosa dicessi potrebbe distorcerne la successiva lettura. Quindi metti per un po' da parte il pensiero che interpreta e cogli il senso che trovi subito. Le parole di una poesia sono come le foglie di un albero. Se ne cambi l'ubicazione, se le rimescoli, l'albero persiste, ma non filtrerà più lo stesso tipo di luce.

Poche righe interconnesse,
lette rapide per non
affaticarti.
Pochi attimi per coglierne
lesto quel senso
che ti offrirà la
chiave
per aprire il varco
che dal tuo cuore trasmette
all'altrui
mente.
Pochi cenni en passant
appena colti e ridonati
al mondo
finché non siedi in silenzio
senza più scelta
un po' disperso
nella
stanza spoglia.
Poche luci soffuse
quasi di sbieco
i cui spiragli
fremono
di vita e polvere.
Poche tracce per ritrovare
(il mondo)
la gente
quasi (racchiuso) nascosta
nella tua mente dimora.
Poche note che descrivono
la storia
di un'anima defilata
che
osserva, tace e si sorprende
dell'immensità racchiusa
nella figura
eterea,
ma senza forma
che ti sovviene quando mediti
sull'uscio
attento,
l'andirivieni lento
di quella lieve folla (1).
Marzo 12
(1) La folla si riferisce ai pensieri.
01-05-12 - nick.salius
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