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Questi articoli saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati non
sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza. Sei giunto
sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora dimentica la poesia.
Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
Dai resti delle perdute cronache d'un mitico pellegrino. «Simulare, questo
è l'atteggiamento per eccellenza più abituale tra le masse dei cosiddetti
umani. Fingere, quest'altra è l'espressione più efficace per descrivere
la parodia così definita civile. Recitare, quest'ultima è la forma d'arte
più seguita se non praticata dai confratelli (?) senzienti del pianetino
terra.»
«Oddio, che ho combinato!», esclamò Millepennelli dopo aver disegnato il
mondo, «Fantasticavo un quadro, un dipinto e invece ho architettato un film,
un thriller, un giallo, una commedia. Ritornerò tra le nuvole!».

Vestirsi di nomi, emblemi, simboli, etichette. Camuffarsi come artisti,
una commedia.
Poi nascondersi dietro veli, quasi candidi, dietro idee, quasi mai originali.
Adottare un emblema, una bandiera. Quindi creare una cultura. Lottare per
le radici. Propugnare l'identità.
Inventarsi uno stile di vita. Celarsi dietro una maschera. Fingere come
pagliacci, uno psicodramma.
Quanti escamotage puoi architettare per evitare te stesso?
Così, quando ti accorgi che questa recita potrebbe protrarsi all'infinito,
cerchi una soluzione.
Quindi ricorri all'uno, al supremo. Lo evochi, lo preghi, ti prostri, ne
implori l'intercessione.
Com'è che l'interpelli? Rivolgiti all'essenza. Chi credi che dipinse l'esistenza?
Millepennelli crea, ma tu disponi.
Marzo 2011
01-09-11 - nick.salius
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