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Questi articoli saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati non
sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza. Sei giunto
sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora dimentica la poesia.
Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
Sembra quasi una disdetta. Tutte le volte che decido di meditare mi si
presentano, rievocate da non so bene quale arcano sortilegio, un'infinità
di pensieri. Alcuni, relativamente coerenti, si fanno strada sulla base
di presunte impellenze del momento. Ma se decido di rilassarmi, seppur per
pochi frangenti, perché non dovrei rinviare i problemi pratici ad un momento
più consono? Ovviamente mi rendo conto che il frullio di pensieri è solo
un escamotage dell'ego per procrastinare se stesso. Sono solo scuse dell'ego
che teme di perdere il controllo – la presa su ciò che ritiene indispensabile
– per evitare d'avventurarsi in un ambito che ritiene rischioso. Si da il
caso che talvolta non mi dia per vinto, pazienti, per quanto preda delle
più bizzarre fantasie ritorni, tranquillo, all'obbiettivo iniziale, trovare
un po' di pace. Dunque, benché lieve l'impegno, l'incontro – con se stessi?
– non tarderà ...
Mezzo seduto, ma sul ciglio del torrente
le cui acque prorompono impetuose,
sogno di risalir un po' la sua corrente
per ritrovarmi in una oasi di pace.
Sogno una salute inappuntabile,
un'energia che mi sostenga e non tentenni
un'amicizia che ricambi l'affetto
per proseguire dritto verso l'ansa
onde riecheggia l'eco del silenzio.
Sogno, rifletto un po' ... e quindi penso
fintantoché le nubi della mente
non si diradano per consentire il flusso
della luce che proviene dall'eterno.
nick.salius
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