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Suggerimento: «Leggi la poesia con attenzione. Se qualche
verso ti sembra ermetico interpretalo intuitivamente. I significati
non sono mai univoci, bensì determinati dalla propria consapevolezza.
Sei giunto sino in fondo, ti sei applicato a sufficienza? Bene, ora
dimentica la poesia. Lascia cadere i pensieri, non fantasticare su nulla.»
Le chiose, così come le intendo, sono chiarimenti, interpretazioni.
Anche la poesia che segue cela o racchiude - in questo caso abbastanza
esplicitamente - un singolare suggerimento meditativo. Un'indicazione
che non ha bisogno d'esser commentata. Ma allora, in che consisterebbe
la chiosa? E' un appunto quasi evanescente. Leggi i versi, li rileggi,
fors'anche li reciti, ma l'annotazione in questione sfugge. Sicché ti
accanisci a cercarla. Fin quando non t'avvedi che sei tu stesso a porla
in essere, a infondergli vitalità, come un frattale che con abile sortilegio
olografico ripropone la medesima realtà che lo circonda.
Chiose
Per raggiungere
il pensiero prima d'ogni pensiero,
il respiro prima d'ogni respiro
e rinvenire l'irrintracciabile;
ciò che esiste solo perché lo cerchi.
Altrimenti lo troveresti
qui, nel medesimo luogo
e ora, nel medesimo istante
in cui lo concepisci.
Sibillino? E' solo un tentativo
estemporaneo quanto creativo
per ricondurti a te stesso
e riscoprirne la dignità implicita.
nick.salius
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