

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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All'alba del suo risveglio, qualcuno chiese al Buddha: «Quali sono le
tue credenziali? Come sappiamo che sei illuminato?». Lui toccò terra con
la mano: «Questa solida terra mi è testimone. Questa terra solida, questa
terra sana, mi è testimone». Solida, sana e definita: nessuna immaginazione,
nessun concetto, nessuna emozione, nessuna frivolezza, ma essere fondamentalmente
ciò che si è: questo è lo stato di risveglio. E questo è l'esempio che seguiamo
nella nostra pratica di meditazione.
(Chögyam Trungpa, «Il mito della libertà e la via della meditazione», Astrolabio
Ubaldini)
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Continua a meditare e all'improvviso il fiore della mente sboccerà nel
risveglio, illuminando l'intero universo. Lo si può definire un farlo entrare
nella mente, rispondendogli con l'azione. Perciò tu puoi trasmutare la terra
in oro e montare a neve i fiumi. Ciò non renderebbe la vita entusiasmante?
Chien-ju, maestro Ch'an (1549-1610)
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Quando l'ignoranza vien distrutta, il sé si libera dall'identificazione
con il mondo. Questa liberazione è il risveglio.
Patañjali "Yoga Sutra", 2:25
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Se si considera il risveglio come qualcosa da ottenere, da coltivare
con la disciplina, si è colpevoli di presunzione.
Saptasatika Prajnaparamita Sutra
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Se il falso pensiero all'improvviso si arresta per un istante e tu riesci
a vedere attraverso la tua mente la vastità della sua perfetta luce originaria,
la purezza del suo stato naturale, vuota di ogni cosa, allora questo è ciò
che si chiama risveglio. Non c'è niente da svegliare o coltivare, eccetto
questa mente.
Han-shan
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"Risveglio" e' un modo per dire che tutte le cose sono viste
cosi' come sono, nella loro natura intrinsecamente vuota, nella loro inafferrabile
meraviglia. I nomi e le parole sono solo emissioni di voce, ma quello stato
in cui cessa ogni divisione, ogni dualismo, quello e' il risveglio.
Prajnaparamita
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Farsi avanti per sperimentare miriadi di cose e' illusione. Sperimentare
le miriadi di cose che si fanno avanti e' risveglio.
Dogen
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Se desideri procedere sull'Unica Via, non disprezzare il mondo dei sensi
ne' quello delle idee. In verita', accettarli completamente e' il vero risveglio.
Il saggio non s'arrabatta per raggiungere una meta, ma lo stolto inganna
se stesso. C'e' un solo Dharma, non molti. Le distinzioni nascono dal bisogno
di appigli degli stolti. Cercare la mente con la mente e' il piu' grande
di tutti gli sbagli.
Seng-tsan, ca. 600 d.C., 3º patriarca dello Zen, "Hsin Hsin Ming"
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Una delle cose che sono giunto a comprendere e' che il risveglio diventa
possibile quando si accetta l'idea che non possa essere "conseguito".
Le dottrine, i processi e i sentieri graduali di ricerca del risveglio non
fanno altro che esacerbare il problema che pretendono di risolvere, rinforzando
l'idea che l'io possa trovare qualcosa che ha perduto. E' questo stesso
sforzo, questo investimento nell'identita' dell'io che continua a ricreare
l'illusione della separazione dall'unita'. Questo e' il velo che crediamo
esista. E' il sogno dell'individualita'.
(Tony Parsons, Il segreto nascosto)
Il Buddha meditò per sei anni, Bodhidharma per nove. La
pratica della meditazione non è un metodo per il raggiungimento della realizzazione,
è già risveglio in sé.
Proseguiamo con l'atipica, occasionale e disarticolata disamina dell'argomento
tecniche di meditazione per introdurre, in un
secondo momento, il concetto, culturalmente affine, di risveglio.
Le tecniche di meditazione non sono strumenti fini a se stessi, ma solo
accessori temporanei. Talvolta sembrano o sono indispensabili perché abbiamo
perso la naturalezza. Per anni e anni siamo stati sospinti e indotti a focalizzare,
cioè dedicare tutta la nostra attenzione, al mondo esterno. Il massimo che
ci è stato suggerito? Un'esplorazione, relativamente superficiale, dei sentimenti.
Tuttavia esiste un'altra possibilità. Quella indicata dai maestri spirituali,
nessuno escluso, più noti. Una consapevolezza tale da riuscire a vedere
che interno ed esterno dei fenomeni e delle cose, spiritualità e mondo oggettivo,
non sono separati. Ci appaiono tali solo per un gioco di prospettiva. Le
tecniche di meditazione sono, pertanto, trucchi per cercare di focalizzare
meglio ciò che è, l'unità essenziale della realtà.
Tutta la metodologia del Buddha consisteva, in primo luogo, nel riscoprire,
nel riportare alla luce la consapevolezza originaria ripulendo lo specchio
della mente dalle scorie prodotte inevitabilmente nel proprio passato ed
evitare che potessimo proiettarle nel futuro.
In particolare, le tecniche di meditazione tentano di liberare la mente
originaria, ovvero la mente del Buddha, dalla polvere che la ricopre. Naturalmente
partiamo dal concetto che il nostro essere originario sia puro e che il
peccato, l'errore, consista nell'identificazione inconsapevole con la polvere,
cioè con il passato psicologico a discapito del presente, la consapevolezza
sempre viva dell'essere e del conoscere.

Lo scopo di tutte le tecniche di meditazione è giungere ad una qualità
di rilassamento interiore tale che sarà naturale non aggrapparsi e identificarsi
con alcun pensiero. Si avrà la sensazione che i pensieri siano assenti.
Ma persino quest'ultimo è un pensiero. Quando si lascerà "cadere"
quest'ennesima remota sensazione e appiglio, ovvero l'ulteriore identificazione
con il pensiero che non esistono più pensieri, solo allora sarà possibile
ciò che la tradizione definisce risveglio.
Sopraggiungerà il momento in cui lo specchio della mente diverrà così efficiente
che la sua luce riflessa sembrerà, di per sé, illuminante. Ma per quanto
venga ripulito non riuscirà mai a risplendere del suo medesimo riverbero,
senza cioè ricorrere all'immaginazione e rincorrere i più fatui tra i sogni
impossibili. Solo coloro che comprenderanno il ritmo dell'esistenza come
stato naturale abbandonando ogni mero riflesso per rivolgersi alla vita
così com'è, diverranno i veri padroni di se stessi.
Eravamo convinti di essere questo e quello. Oppure di non essere né questo,
né quello. Ebbene, meditare è essere consapevoli di ambedue le circostanze.
I poli opposti si ricongiungono. Amore e odio si fondono per trasformarsi
in compassione. E questo è il risveglio. Vedere le cose per come sono senza
più subire l'identificazione con i propri stati d'animo, che come riflessi
di un sogno cosmico disegnano la nostra attuale realtà.
Sicché il risveglio consisterà nell'aprire gli occhi davvero. Impermanenza
e interdipendenza diverranno concetti accessori, utili, ma non indispensabili,
per spiegare l'effimero. Risveglio sarà come ricondursi al centro della
ruota per osservare e partecipare allo svolgersi delle vicende umane senza
rimanerne necessariamente ed emotivamente coinvolti. Risveglio è smettere
di sognare a occhi aperti subendo le illusioni di un'immaginazione passiva
che deforma la realtà secondo i più assurdi capricci.
Una vera e propria rivelazione. La bellezza e lo splendore di un mattino
pressoché compiuto. I bagliori di un vero tramonto. Risveglio è il crepuscolo
di tutte le identificazioni per consentire il sorgere e risorgere di un'alba
sempiterna. La magnificenza e la luminosità di una insuperabile aurora che
dispiega le sue ali di gioia dovunque si rivolga l'occhio vigile e attento.
L'occhio della visione che si
apre per ricevere il mistero dell'assenza.
Ciò che è "oltre la mente, il silenzio, la non-mente", sembra la manifestazione
di un principio trascendente. Siffatto principio può essere definito meglio
come "assenza di mente".
Tuttavia non lottare mai contro la tua mente. La tua psiche fa parte della
mente universale. E quando ti rilassi, accettala per ciò che è, con tutti
i suoi pregi e difetti. Non contendere, semmai sposta l'attenzione dagli
oggetti esterni, che come nuvole offuscano la tua visione prospettica, al
nitido cielo interiore.
Risveglio è non esser più identificati inconsapevolmente con il proprio
ego, riconoscere le proprie radici esistenziali, riuscire a disporre delle
innumerevoli e magnifiche risorse che la vita ci offre. Risveglio è un evento
in itinere, sempre vivo, che non equivale ad un conseguimento definitivo,
ma ad un processo perenne.
La conoscenza dell'origine come essenza del divino libera dagli orpelli
della fatiscente retorica culturale, nonché degli orribili pregiudizi sociali.
Ma se l'ego, quel demone che afferma la superiorità di una cultura sull'altra,
di una tradizione religiosa sull'altra, non sarà visto e compreso, ci sarà
ben donde per cui rimpiangere la spiritualità più autentica, i suoi mille
fiori di reciprocità e tolleranza.
Come la fragranza che emana dalla rettitudine naturale dei tanti Buddha
storici che prim'ancora di convertire il mondo ne furon conquistati.
Come i fili dell'erba erika che pur travolti dal più furioso dei venti si
piegano con amorevole cedevolezza ben consapevoli che all'impeto seguirà
nondimeno la calma, ed alla calma l'impeto.
Risveglio è il coraggio dell'emergenza che diventa prassi di vita.
Cos'è che libera? E' il vivere sempre più nel qui e ora, senza le continue
paure proiettate dalla mente.
Questo comporta l'accettazione di ciò che è, dello stato delle cose esattamente
come sono. E persino l'accettazione della nostra non-accettazione.
Nell'abbraccio, non giudicante, della nostra consapevolezza, nello spazio
sempre più vasto della coscienza silenziosa, l'attaccamento egocentrico
può apparire ancora, ma solo per dissolversi spontaneamente, come un filo
di fumo nel vento.
nick.salius
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