

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Alzatevi dai giacigli, sedetevi in meditazione, praticate con energia!
Altrimenti come potrete ottenere la pace? Non permettete che il re della
morte, sapendovi distratti, vi istupidisca nel suo potere.
(Suttanipata, 332)
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Ascoltate, o figli della beatitudine immortale: siete nati per essere
uniti al Signore. Seguite il percorso degli illuminati e congiungetevi al
Signore della vita. Accendete il fuoco di kundalini nella profondità della
meditazione. Mettete la mente e il respiro sotto controllo. Bevete in profondità
il divino amore e raggiungerete la condizione di unità. Dedicatevi al Signore
della vita, che è l'origine dell'universo: Egli rimuoverà le cause di tutta
la vostra sofferenza e vi libererà dal vincolo del karma.
(Shvetashvatara Upanishad)
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La luce del Brahman lampeggia nella saetta; la luce del Brahman lampeggia
nei nostri occhi. È il potere del Brahman che fa sì che la mente pensi,
desideri e voglia. Perciò impiega questo potere per meditare sul Brahman.
Esso è la più intima natura di ciascuno; esso solo è degno di tutto il nostro
amore. Medita su di esso in ogni cosa. Coloro che meditano su di esso sono
cari a tutti.
(Kena Upanishad)
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La vita mondana ci conduce ad una destinazione, mentre la vita di meditazione
ci porta in un'altra direzione. Ma coloro i quali votano se stessi ad una
vita sia di meditazione sia di attività raggiungono lo stato perfetto, poiché
attraverso l'attività superano l'insulto della morte e attraverso la meditazione
conquistano l'immortalità (L'Uno immortale).
(Isa Upanishad, 10-11)
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La pratica della meditazione non è solo ascoltare musica, immaginare
paesaggi e inebriarsi d'incenso. Al limite, questi accessori rischiano dei
distrarre dall'obbiettivo primario, quello di sviluppare la vigilanza interna,
la consapevolezza. Molte persone pensano di meditare ascoltando musiche
rilassanti, immaginando paesaggi meravigliosi, come montagne, prati fioriti,
oceani... Musica buona e buone immagini: a loro piace così. Non c'è niente
di male in questo, ma certamente questo tipo di meditazione aiuta soltanto
a trovare una calma temporanea, non porta a una pace durevole. Non è detto
che ogni tanto non faccia bene meditare così, ma se vuoi essere colmo di
una pace stabile e durevole devi fare un'unica cosa: conoscere veramente
te stesso.
(Ghesce Tenzin Tenphel)
Anche se non si tratta del primo articolo pubblicato in
questa directory, è stato posto ugualmente all'inizio proprio per tentare
di rendere gli approcci introduttivi più semplici. Abbiamo provato, ovviamente,
ad essere anche esaurienti, offrendo le basi, ma senza rimarcarle. Ciascuno
potrà, quindi, scoprirne i risvolti che sul momento gli sembreranno via
via più confacenti.
Argomentare sugli esordi meditativi è un po' delicato. Perché s'inizia?
Per colmare un vuoto interiore? Per soddisfare una propensione spontanea?
O perché ci si sente relativamente deboli ed incapaci di dare una svolta
ben più che approssimativa alla propria vita? I motivi possono essere svariati.
Talvolta ci si avvicina alla meditazione perché delusi. Tal'altra sperando
di riuscire ad appagare la propria sete di giustizia. L'approccio nei riguardi
di tutto ciò che in un primo momento sembra soprattutto la riscoperta della
nostra interiorità comporta sempre un po' di titubanza. Si cercano degli
schemi, si chiedono delle mappe. Ma il "territorio" dello spirito
non ha cartelli segnaletici. O, per lo meno, son proprio quelli che noi
stessi decidiamo, comunque, di attribuirgli.
Un quesito che ricorre spesso agli esordi: «Vorrei iniziare
a meditare ma... non so da dove, non so con chi. Potrei ricevere informazioni
su qualche maestro o su qualche pratica meditativa adatta ad un principiante
come me?»
Definirsi principianti è già un'etichetta che limita. Un criterio migliore
sarebbe, invece, verificare cosa ne sappiamo già. Quante volte non sia,
per l'appunto, avvenuto un qualche rilassamento spontaneo. Il ricordo che
ancora ne abbiamo. L'intenzione di volerne reiterare l'inattesa e armoniosa
esperienza.
Io sono fondamentalmente contrario agli approcci meditativi di gruppo
per il semplice motivo che nei gruppi le problematiche esistenziali spesso
latenti e che potrebbero risolversi in modo relativamente spontaneo con
una ricerca autonoma e indipendente diventano fenomeni macroscopici. La
meditazione non esige riti, ma solo onestà intellettuale. Si tratta di un
processo di consapevolezza. Il punto di partenza è l'attenzione che diviene
osservazione di se stessi come degli altri e, soprattutto, di se stessi
in rapporto con gli altri. Invece, apprendere subito una determinata postura,
eseguire complessi esercizi, potrebbe provocare più problemi che benefici.
A mio avviso i primi passi verso la meditazione consistono nella comprensione,
nel cominciare a pensare in modo autonomo, con discernimento, fidandosi
certamente dell'esperienza di coloro che ci hanno preceduto, ma che hanno
dimostrato sempre in tutti gli aspetti della loro vita di aver realizzato
ciò di cui parlano senza finzioni o atteggiamenti prosaici e menzogneri.
Superare le ipocrisie e gli attaccamenti non può essere il risultato di
una decisione aprioristica, bensì la conseguenza di una visione sincera
della vita nel suo insieme e di un suo successivo, quasi immediato approfondimento.

Nel contempo, mentre cioè lo spirito d'indagine e di valutazione si afferma
gradualmente, può essere utile o possibile provare qualche metodo. Le tecniche
non sono la meditazione, ma degli espedienti temporaneamente utili per riuscire
a contemplare senza sforzo il proprio presente. Si potrebbero definire come
piccoli trucchi per diventare più disponibili e consentire lo schiudersi
della propria mente ad un tipo di percezione globale quanto sintetica e
intuitiva che, di per sé, non si contrappone alla conoscenza analitica,
non ne rappresenta un contraltare, ma la completa. Nel sito troverai molti
spunti culturali. Non essere precipitoso, valuta sempre da te quanto leggi.
Scegli cosa ti attrae o ti sembra in sintonia con il tuo attuale modo di
essere e concepire la vita ed inizia a leggere qualche buon libro.
Lo scopo del sito è riuscire ad argomentare sulla meditazione senza formare
necessariamente un gruppo. Gli strumenti interattivi del web consentono
un confronto sufficientemente immediato. Gli ego sono già, di per sé, separati
in casa propria, figuriamoci se tentano di diventare una compagine. Al massimo
possono fingere, illudersi. Sarebbe proprio questo, ad esempio, lo scopo
di un forum dedicato alla consapevolezza. Riuscire a discutere al di là
del proprio ego sibillino che sono i pensieri, il passato, le proiezioni
... Noi non dibattiamo sull'amore, sulla compassione, sull'ego, ..., ma
cerchiamo innanzitutto di diventare quell'amore, la compassione, di vedere
l'ego dal di dentro.
Ma cos'è l'ego? Inizi a riflettere, ecco l'ego. Smetti di pensare, l'ego
non c'è più. Quindi l'ego è la mente. Sicché è inutile tentare di mettere
d'accordo tanti ego. Speriamo tuttavia di sincronizzarli in modo che ne
nasca una bellissima sinfonia. Noi non dialoghiamo su qualcosa, intorno
a qualcosa, ma cerchiamo nel contempo di conoscere e sperimentare. Se non
fosse così faremmo solo filosofia.
Un ulteriore quesito che si ripresenta sovente durante
i primi approcci meditativi: «Non riesco, però, a capire come sia possibile
meditare "nella vita di tutti i giorni". Nel senso che non sono
in grado d'immaginare "in pratica" le azioni quotidiane (guidare,
lavorare, mangiare, fare la spesa, guardare la tv) fatte con "più attenzione".
Qualcuno mi può dare una mano, magari con un esempio molto pratico?»
L'esempio che posso farti è questo: se percorri spesso lo stesso tragitto
– ad esempio quando guidi la tua autovettura – ci sono dei tratti che prima
o poi memorizzi così alla perfezione da riuscire a transitarvi senza essere
del tutto presente, senza prestarvi piena attenzione. Accade una specie
di automatismo. Invece meditare implica non distrarsi. Cosa, d'altra parte,
molto molto utile ...
Considera, comunque, che l'auto-osservazione, la consapevolezza, la presenza
di spirito, sono fenomeni spontanei. E' quanto avviene quando si è più esperti
ed in sintonia.
Inizia con l'evitare le solite distrazioni e rammenta che di tanto in tanto
dovresti trovare un angolino tutto tuo per rilassarti, altrimenti l'attenzione
continua diventa tensione. Meditazione è rilassarti
a tal punto che sia il corpo che la mente diventano un tutt'uno con quanto
ti circonda, in spirito d'amorevole accettazione. Meditazione è saper
ridere di se stessi ...
I percorsi utili per raggiungere la Via sono pressoché innumerevoli.
Ciascuno conduce comunque al sentiero finale. La vera differenza non sta
nei percorsi, ma in coloro che li seguono, i pellegrini del viaggio interiore.
Personaggi dissimili che necessitano di cure e attenzioni diverse.
nick.salius
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