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Meditazione nel web » Meditazione » Principiare e perseverare

Anche se non si tratta del primo articolo pubblicato in questa directory, è stato posto ugualmente come iniziale proprio per tentare di rendere gli approcci introduttivi più semplici. Abbiamo provato, ovviamente, ad essere anche esaurienti, offrendo le basi, ma senza rimarcarle. Ciascuno potrà, quindi, scoprirne i risvolti che sul momento gli sembreranno via via più confacenti.
 

Esordi

Argomentare sugli esordi meditativi è un po' delicato. Perché s'inizia? Per colmare un vuoto interiore? Per soddisfare una propensione spontanea? O perché ci si sente relativamente deboli ed incapaci di dare una svolta ben più che approssimativa alla propria vita? I motivi possono essere svariati. Talvolta ci si avvicina alla meditazione perché delusi. Tal'altra sperando di riuscire ad appagare la propria sete di giustizia. L'approccio nei riguardi di tutto ciò che inizialmente sembra soprattutto la riscoperta della nostra interiorità comporta sempre un po' di titubanza. Si cercano degli schemi, si chiedono delle mappe. Ma il "territorio" dello spirito non ha cartelli segnaletici. O, per lo meno, son proprio quelli che noi stessi decidiamo, comunque, di attribuirgli.

Vorrei iniziare a meditare ma... non so da dove, non so con chi. Potrei ricevere informazioni su qualche maestro o su qualche pratica meditativa adatta ad un principiante come me?

Definirsi principianti è già un'etichetta che limita. Un giusto proposito sarebbe, invece, verificare cosa ne sappiamo già. Quante volte non sia, per l'appunto, avvenuto un qualche rilassamento spontaneo. Il ricordo che ancora ne abbiamo. L'intenzione di volerne reiterare l'inattesa e armoniosa esperienza.

Io sono fondamentalmente contrario agli approcci meditativi di gruppo per il semplice motivo che nei gruppi le problematiche esistenziali spesso latenti e che potrebbero risolversi in modo relativamente spontaneo con una ricerca autonoma e indipendente diventano fenomeni macroscopici. La meditazione non esige riti, ma solo onestà intellettuale. Si tratta di un processo di consapevolezza. Il punto di partenza è l'attenzione che diviene osservazione di se stessi come degli altri e, soprattutto, di se stessi in rapporto con gli altri. Invece, apprendere subito una determinata postura, eseguire complessi esercizi, potrebbe provocare più problemi che benefici.

A mio avviso i primi passi verso la meditazione consistono nella comprensione, nel cominciare a pensare in modo autonomo, con discernimento, fidandosi certamente dell'esperienza di coloro che ci hanno preceduto, ma che hanno dimostrato sempre in tutti gli aspetti della loro vita di aver realizzato ciò di cui parlano senza finzioni o atteggiamenti prosaici e menzogneri. Superare le ipocrisie e gli attaccamenti non può essere il risultato di una decisione aprioristica, bensì la conseguenza di una visione sincera della vita nel suo insieme e di un suo successivo, quasi immediato approfondimento.
 

Tecniche

Nel contempo, mentre cioè lo spirito d'indagine e di valutazione si afferma gradualmente, può essere utile o possibile provare qualche metodo. Le tecniche non sono la meditazione, ma degli espedienti temporaneamente utili per riuscire a contemplare senza sforzo il proprio presente. Si potrebbero definire come piccoli trucchi per diventare più disponibili e consentire lo schiudersi della propria mente ad un tipo di percezione globale quanto sintetica e intuitiva che, di per sé, non si contrappone alla conoscenza analitica, non ne rappresenta un contraltare, ma la completa. Nel sito troverai molti spunti culturali. Non essere precipitoso, valuta sempre da te quanto leggi. Scegli cosa ti attrae o ti sembra in sintonia con il tuo attuale modo di essere e concepire la vita ed inizia a leggere qualche buon libro.
 

Ego

Lo scopo del sito è riuscire ad argomentare sulla meditazione senza formare necessariamente un gruppo. Gli strumenti interattivi del web consentono un confronto sufficientemente immediato. Gli ego sono già, di per sé, separati in casa propria, figuriamoci se tentano di diventare una compagine. Al massimo possono fingere, illudersi. Sarebbe proprio questo, ad esempio, lo scopo di un forum dedicato alla consapevolezza. Riuscire a discutere al di là del proprio ego sibillino che sono i pensieri, il passato, le proiezioni ... Noi non dibattiamo sull'amore, sulla compassione, sull'ego, ..., ma cerchiamo innanzitutto di diventare quell'amore, la compassione, di vedere l'ego dal di dentro.

Ma cos'è l'ego? Inizi a riflettere, ecco l'ego. Smetti di pensare, l'ego non c'è più. Quindi l'ego è la mente. Sicché è inutile tentare di mettere d'accordo tanti ego. Speriamo tuttavia di sincronizzarli in modo che ne nasca una bellissima sinfonia. Noi non dialoghiamo su qualcosa, intorno a qualcosa, ma cerchiamo nel contempo di conoscere e sperimentare. Se non fosse così faremmo solo filosofia.
 

Meditare

Non riesco, però, a capire come sia possibile meditare "nella vita di tutti i giorni". Nel senso che non sono in grado d'immaginare "in pratica" le azioni quotidiane (guidare, lavorare, mangiare, fare la spesa, guardare la tv) fatte con "più attenzione". Qualcuno mi può dare una mano, magari con un esempio molto pratico?

L'esempio che posso farti è questo: se percorri spesso lo stesso tragitto, quando guidi la tua autovettura o altro, ci sono dei tratti che prima o poi memorizzi così alla perfezione in cui, pur senza essere del tutto presente e prestare piena attenzione, riesci a transitare ugualmente. Accade una specie di automatismo. Invece meditare, in questo caso, è come non distrarsi. Cosa, d'altra parte, molto molto utile ...

Considera, comunque, che l'auto-osservazione è un fenomeno spontaneo. E' quanto avviene quando si è più esperti ed in sintonia.

Inizia con l'evitare le solite distrazioni e rammenta che dopo (di tanto in tanto) dovresti trovare un angolino tutto tuo per rilassarti, altrimenti l'attenzione continua diventa tensione. Meditazione è rilassarti a tal punto che sia il corpo che la mente diventano un tutt'uno con quanto ti circonda, in spirito d'amorevole accettazione. Meditazione è saper ridere di se stessi ...
 

Epilogo

I percorsi utili per raggiungere la Via sono pressoché innumerevoli. Ciascuno conduce comunque al sentiero finale. La vera differenza non sta nei percorsi, ma in coloro che li seguono, i pellegrini del viaggio interiore. Personaggi dissimili che necessitano di cure e attenzioni diverse.

salius

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§

Alzatevi dai giacigli, sedetevi in meditazione, praticate con energia! Altrimenti come potrete ottenere la pace? Non permettete che il re della morte, sapendovi distratti, vi istupidisca nel suo potere.

Suttanipata, 332

§

Ascoltate, o figli della beatitudine immortale: siete nati per essere uniti al Signore. Seguite il percorso degli illuminati e congiungetevi al Signore della vita. Accendete il fuoco di kundalini nella profondità della meditazione. Mettete la mente e il respiro sotto controllo. Bevete in profondità il divino amore e raggiungerete la condizione di unità. Dedicatevi al Signore della vita, che è l'origine dell'universo: Egli rimuoverà le cause di tutta la vostra sofferenza e vi libererà dal vincolo del karma.

Shvetashvatara Upanishad

§

La luce del Brahman lampeggia nella saetta; la luce del Brahman lampeggia nei nostri occhi. È il potere del Brahman che fa sì che la mente pensi, desideri e voglia. Perciò impiega questo potere per meditare sul Brahman. Esso è la più intima natura di ciascuno; esso solo è degno di tutto il nostro amore. Medita su di esso in ogni cosa. Coloro che meditano su di esso sono cari a tutti.

Kena Upanishad

§

La vita mondana ci conduce ad una destinazione, mentre la vita di meditazione ci porta in un'altra direzione. Ma coloro i quali votano se stessi ad una vita sia di meditazione sia di attività raggiungono lo stato perfetto, poiché attraverso l'attività superano l'insulto della morte e attraverso la meditazione conquistano l'immortalità (L'Uno immortale).

Isa Upanishad, 10-11

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