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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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In meditazione tu stesso sei lo specchio che riflette la soluzione dei
tuoi problemi. La mente umana ha assoluta libertà all'interno della sua
vera natura. Puoi raggiungere la libertà intuitivamente. Non praticare per
la liberazione, piuttosto permetti alla pratica in se stessa d'essere liberazione.
Dogen
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La meditazione zen non è culturismo e non è neanche un metodo per realizzare
benefici materiali. È pace e beatitudine in sé. È verità e saggezza in atto.
Dogen
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Come l'olio nei semi di sesamo, come il burro nella panna, come l'acqua
nelle sorgenti, come il fuoco nell'acciarino, così la tua vera natura divina
dimora nella profondità della coscienza. Realizzala attraverso la verità
e la meditazione.
Shvetashvatara Upanishad
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Non pensare a idee come schiavitù e liberazione; semplicemente abbandona
ogni brama e - con saggezza e spassionatamente - produci la cessazione della
mente. Se sorge anche solo il desiderio "possa io esser liberato",
la mente ritornerà in vita.
Maharamayana
Se potessi rinunciare ai pensieri, conseguiresti qui e ora
la realizzazione della tua unità con il tutto. (Maharamayana)
I presupposti della meditazione sono spesso speculari. Rispetto alla
nozione di metodo o pratica si può contrapporre quello di rinuncia (nel
senso di non-partecipazione). Secondo tale prospettiva la meditazione non
è qualcosa che si fa, ma una situazione da cui ci s'astiene. Ci s'astiene
dal pensare, dall'agire e dall'interagire per brevi periodi appena. Il ponte
tra la mente e il corpo, ovverosia ogni maldestra inopinata identificazione,
diverrà vieppiù palese. Poi ci s'immerge nel tran-tran col cipiglio di sempre.
Un esempio. Dapprincipio siedi. Non è un'istruzione, ma un esordio quasi
inevitabile. La postura sia consona, tuttavia se non sei in pace con te
stesso, come con gli altri, ci sarà sempre qualche tensione. Tieni ben presente
che non stai cercando di raggiungere nulla. Non diverrai più sano né più
saggio. Bene, ora astieniti dall'osservare alcunché. Non osservare il respiro.
Ci riesci? Lascia che tutti quei nugoli di molecole aeriformi seguano il
loro corso. Se interferissi ne modificheresti il ritmo alterando il principio
imprescindibile di neutralità ed equilibrio. Il solo che consenta naturalezza.
Astieniti dall'osservare attivamente, dal pensare, dall'immaginare distrattamente,
e sarai rigettato spontaneamente a te stesso, verso il tuo presente. Questo
approccio potrebbe risultare del tutto inutile, inconcludente, o semplicemente
formidabile. Il suo successo dipende essenzialmente se riesci a realizzarlo
senza sforzo. Non è una questione d'allenamento, bensì di propensione. Non
è come addestrarsi ad una determinata disciplina, ma come rilassarsi avendo
cura che la vita sia un flusso di libertà. Tutto ciò che accade sullo sfondo
della coscienza ... è ben accetto. Naturalmente il vero astenersi, l'effettivo
non-fare, accade come conseguenza di un periodo di attività relativamente
intensa. Succede come risultato di un'applicazione decisamente sostenuta.

Tecniche, disciplina spirituale: condizionamenti. Pensate che conducendo
una vita controcorrente si viva meglio? Pensate che inseguire l'ennesimo
miraggio premi? La soffice luce crepuscolare è forse implicita all'essenzialità
della propria coscienza? Mi sembra evidente ch'essa abbia comunque origine
al di là del conosciuto. L'artefatto del mai nato. Una psicologia del mistero
per celebrare l'uno. La meditazione è come un oceano che s'adopera per dissetare
i suoi piccoli pesci. Che l'oceano di saggezza si chiami Buddha o Gesù,
le sembianze non contano.
Talvolta la consapevolezza cosmica bussa alla porta della tua umile dimora
fisica senza che nessuno l'abbia nemmeno interpellata. Che sarà mai, codesto
brusio sfumerà come il vento tra i bambù cavi, la notte? Il giorno che s'avvicenda
ripropone i medesimi fiori bianchi di sempre. Piovono rane. O si tratta
invece d'innocenti farfalle? Odo sonanti, tintinnanti risate, l'aurora si
tinge di giallo. Ed anche questa è meditazione. Hai compreso?
Sono i frames del pensiero. Cadono come pioggia,
kadono con la semplicità disadorna propria
dei raggi del sole. Osservali quando incontrano una superficie lacustre.
Non l'abbandonano più. Così dovremmo abbracciare o percorrere il non-sentiero
della consapevolezza. Individui come Buddha o Gesù, – so bene che ce ne
sono altri, li porto solo come esempio – riuscirono a capirlo anzitempo.
Perché mai dovremmo combatterci, creare conflitti, esteriori, interiori?
Sarà sufficiente comprendere la vera natura dei propri appigli, delle identificazioni.
L'illuminazione c'è già. E' solo ricoperta da un immenso mucchio di cenere.
Siamo a un solo centimetro di distanza dalla meta, ma ne percorriamo chilometri
senza nemmeno sfiorarla. La meta di cui parlo non è fuori, né dentro, perché
non ha una collocazione spaziale; non è prima, né dopo, giacché non segue
il tempo. La meta è adesso. Come il suono di un immenso gong. Oramai costretti
a non tergiversare più. Qualunque sia il punto di partenza. La verità si
cela nella verità, che a sua volta ne racchiude un'altra. Un'infinita successione
di verità sempre più microscopiche. Quando la verità diventa così piccola
da non vederla, né sentirla, né concepirla più, ecco la porta verso l'infinito
...
16-12-08 (last update: 01-09-11) - nick.salius
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