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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Meditate senza forzare. Fate attenzione a non imporre alcunché alla mente.
Quando meditate, non ci dovrebbe essere sforzo di controllare qualcosa.
Né tentativi forzati di essere tranquilli. Non siate eccessivamente solenni
e cercate di non sentirvi coinvolti in uno speciale rituale: lasciate andare
perfino l’idea che state meditando. Lasciate che il corpo rimanga così com’è
e il respiro così come lo trovate. Pensate a voi stessi come al cielo, che
abbraccia l’intero universo.
(Sogyal Rinpoche)
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Meditazione è scoprire se c’è un campo che non è stato già contaminato
dal conosciuto. ... Meditazione è vedere ciò che è e trascenderlo. ... Meditazione
è il fiorire della comprensione. ... Meditare è non essere condizionati
dal tempo. ... La meditazione è la fine del pensiero. Solo allora si ha
una dimensione diversa al di là del tempo. ... Meditazione non è fuggire
dal mondo.
(Jiddu Krishnamurti)
Il pellegrinaggio interiore può esser condotto solo da un
viandante globale. Ci vuole spirito d'avventura, di ricerca, equilibrio,
abnegazione, curiosità e coraggio. L'itinerario non è tracciato in anticipo,
ma si delinea via via che le circostanze lo richiedono. Per adattarsi alle
nuove situazioni che, per l'appunto, si presentano è indispensabile soprattutto
conseguire una viva consapevolezza dei propri vissuti. Il premio finale
consisterà nell'autocoscienza.
Per chi scrivo, per uno sconosciuto, per il web? Scrivo per chiunque
apprezzi le novità, sia alla ricerca, ma non sappia ancora bene che desideri,
ovverosia cosa valga la pena di realizzare. Le conquiste esclusivamente
materiali ti offrono certezze immediate, ma non durano affatto. Ti
appaiono relativamente concrete, ma svaniscono come se nulla fosse. E' probabile
che se sei qui tu stia cercando qualche certezza più solida – intramontabile?
–, ciò che permane comunque, un quid che non si dissolva tra le ombre dell'oblio,
della dimenticanza, dell'incoscienza, ma che persista al di là dello spazio
e del tempo.
Bene, se fossi un religioso ti direi che stai cercando il calice della salvezza, o il centro attorno a cui ruota l'universo. Se fossi un filosofo ti direi che sei in preda al dualismo. Se fossi un politico ti proporrei valori in cui credere, degli oggetti o delle situazioni con cui identificarti, dei simboli da brandire e per cui combattere. Se fossi uno psicologo supporrei che stai tentando di dare un senso più profondo alla tua vita. Potrei, quindi, suggerirti di non limitarti alle apparenze, e gioire di tutto ciò che la vita amabilmente e gratuitamente ti offre. Se fossi un poeta ti esorterei ad afferrare l'attimo fuggente, a non lasciarti sfuggire o rinunciare mai all'amore; perché il vero senso della vita è soprattutto nei dettagli. Ma siccome sono un semplice meditatore, un illustre, quanto sconosciuto, signor nessuno, ti invito a chiudere gli occhi e prestare ascolto. Al canto degli uccelli? Al fruscio del vento che sospinge le nuvole? Amico, cerca sempre l'essenza, del silenzio come delle immagini; del pensiero, del respiro, di tutto ciò che fluisce e, per quanto ora tu lo ritenga improbabile, non s'arresta mai.

Questa meditazione consiste nel cercare ciò che permane al di là di qualunque
cambiamento, nell'osservare se stessi sino a pervenire all'indistruttibile,
all'inalienabile, a individuare l'elemento invariante della propria personalità.
I fiumi defluiscono, le stagioni s'alternano, ma c'è qualcosa - in te -
che rimane sempre identica a se stessa. Cercala, ricercala a spron battuto.
Chiudi gli occhi e indaga. Anche se di primo acchito sembra che non ci sia
un bel nulla, pazienta. Il respiro va e viene, ti apporta energia, poi sembra
sparire. Le stagioni, sia quelle meteorologiche che della vita si alternano.
Le albe succedono ai tramonti in un ciclo relativamente fittizio. Una sequela
di fasi senza fine apparente che ruotano attorno ad un punto immaginario.
Una serie irreale, ma capace di creare un vortice che inghiottisce l'effimero,
il transitorio, per restituirti solo ciò che conta. Presta bene attenzione
e impegnati nell'individuare quel che permane al di là di qualunque ipotetica
fluttuazione, dell'aria, degli umori, cioè degli stati d'animo che comportano
coinvolgimento o indifferenza eccessivi. Il nucleo di questa meditazione
è il seguente. Cos'è che permane? Qual'é la qualità che non muta mai, che
ti accompagna sempre e dovunque? Con il tempo, dietro il buio degli occhi,
rinverrai una chiara luce indistinta. Una luminosità primeva, crepuscolare,
o un'aurora, un nuovo mondo che albeggia, o l'antico, l'origine che si ripropone.
Ma non basta. Durante questo pellegrinaggio interiore potresti incontrare
la sorgente più profonda che esista. Una sorgente le cui chiare e fresche
acque zampilleranno nell'intimo rigenerandoti spiritualmente. Tieni ovviamente
presente che si tratta di metafore, espressioni simboliche, ma non per questo
meno reali.
Vorrei sfatare un mito. La meditazione non è il bollettino della verità,
non è una vacanza in un mondo di favole. Si tratta solo di un escursione.
Straordinaria, si! Ma non per questo necessariamente mitica. Ciò che rinvieni
o realizzi dipende soprattutto da te. Dalle tue credenze, dalle aspettative,
dalla predisposizione insita. Il pellegrinaggio interiore non ha mai un
epilogo. In apertura ho accennato alla possibilità che il premio finale
sia l'autocoscienza. Ma in realtà non v'è meta. C'è solo centratura. E tu,
cosa vorresti?
Grazie per la cortese attenzione.
09-07-10 (last update: 01-11-11) - nick.salius
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