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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Quando avrai reso la tua mente stabilmente focalizzata con la pratica
regolare della meditazione, allora troverai la suprema gloria del Signore.
Bhagavad Gita 8:8
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Si accumula merito con lo studio delle scritture, con il volontariato
disinteressato, con l'austerità e con le donazioni, ma la pratica della
meditazione ti porterà al di là di tutto questo, alla suprema dimora dell'Altissimo.
Bhagavad Gita 8:28
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Quando lavorate per Dio e non per voi stessi è come se fosse meditazione.
Allora il lavoro aiuta la vostra meditazione e la meditazione aiuta il vostro
lavoro. Voi avete bisogno dell'equilibrio. Con la sola meditazione, diventate
pigri; e con la sola attività la mente diviene mondana e voi dimenticate
Iddio.
Sayings of Paramahansa Yogananda
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Quali che siano i dubbi su questo o su quell'altro mondo, siano dubbi
propri oppure altrui, i meditanti li abbandonino tutti, ardenti nella pratica
e conducendo brahmanica esistenza.
Udana
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Durante la pratica della meditazione, non teniamo molto stretta la mente
e non la lasciamo completamente andare. Se cerchiamo di controllarla, allora
la sua energia ci rimbalzerà addosso; se la lasciamo andare del tutto, allora
diventerà molto selvaggia e caotica. Così la lasciamo andare, ma nello stesso
tempo manteniamo una certa disciplina. Le tecniche usate nella tradizione
buddista sono estremamente semplici. La consapevolezza del movimento corporeo,
del respiro e delle sensazioni del corpo sono tecniche comuni a tutte le
tradizioni. La pratica di base è essere presenti, essere proprio qui. L'obiettivo
e la tecnica sono la stessa cosa: precisamente essere qui in questo preciso
momento, senza sopprimere né lasciare sfrenatamente andare, ma essere acutamente
coscienti di ciò che è.
Chogyam Trungpa
Il monitor sorride. La tastiera ammicca. E tu, sornione,
digiti. Che accadrà, che scriverai, ce l'hai uno scopo? Se non sbaglio,
stavo per raccontare – è l'ennesima volta – qualche indiscrezione riguardo
la meditazione. A cosa serve. Come si dovrebbe condurre. I benefici che
apporta. Le domande che inevitabilmente comporta. La meditazione va esemplificata
...
Nulla, men che meno di nulla. Il mio problema non è decantarne le lodi,
ribadirne l'utilità, talvolta finanche la necessità. Il mio problema è aiutare
coloro che pur avendola provata ed essendo riusciti a trarne qualche insperato
beneficio iniziale, si sono via via arenati nell'inconcludenza. Sostenere
– virtualmente – quelli che dapprima hanno cominciato a tergiversare, e
successivamente son finiti col procrastinare l'impegno, o il non-impegno,
dipende ...
Prima o poi doveva accadere. E cioè che invece di argomentare sulla "meditazione"
cominciassi a trascrivere alcune rapide "meditazioni". Qual'é
la differenza tra i due termini? La differenza, così come l'intendo, è sostanziale.
La meditazione è una pausa che la mente concede a se stessa – al continuo
intercalare involontario che identifica, interpreta e giustifica – sino
a raggiungere il silenzio. Una sorta di tranquillità che – secondo i casi
– può divenir vieppiù profonda. Le "meditazioni", invece, sono
ciò che deriva da quel silenzio, presumibilmente senza la censura del super-io.
Sono ciò che scaturisce dal profondo e zampilla senza motivo. Sono la risata
che affiora sulle labbra, affatto preventivata, tanto meno presagita. Una
risata che sconcerta, che lascia gli astanti inebetiti, incuriositi, talvolta
finanche contrariati. Una risata che ti lascia senza parole, che rende il
linguaggio inutile e consente, seppur per pochi istanti, una comunicazione
diretta. Una risata, infine, che lancia un messaggio implicito, da cuore
a cuore. Le "meditazioni" sono ciò che discende repentinamente
dall'alto, quando tu non ci sei, veicolando l'inesprimibile. Concetti che
se fossero altrimenti spiegati perderebbero il valore intrinseco.
Ciò che ho appena riportato, vi sembra plausibile? La mia intenzione è suggerire
un metodo del tutto spontaneo per aggirare la nostra reticenza a sbirciare
oltre la soglia dello scontato, a gettare una rapida, repentina occhiata "al
di là del conosciuto". Laddove l'idea che tutto sia uno diviene l'unico
indizio per scoprire ciò ch'è davvero la sola spiritualità possibile.

Le "meditazioni" sono una sorta di riflessione meditativa in pillole,
il risvolto creativo e al tempo stesso curativo di coloro – son proprio
tanti – che hanno stressato eccessivamente la mente per adeguarsi al tran
tran quotidiano e non sanno più come porvi rimedio. Come tornare indietro
ad un impegno della psiche più amorevole e quindi spirituale. Per riconquistare
un approccio che non sia basato esclusivamente sulle emozioni, ma tenda
spontaneamente all'equilibrio. Le meditazioni sono la magia del sentire
che si traduce immediatamente nel dare, nell'offrire, nel gioire ...
Quando incontri l'impasse, quando non avverti più alcun riscontro meditativo,
se non una pausa senza senso che si dilata sino ad abbracciare le ore, i
tuoi giorni, ... è il momento d'intervenire. Qualche anno addietro avrei
detto, impugna la penna. Ora, più semplicemente, sistemati dinanzi la tastiera,
attendi il momento propizio, poi digita. Non si tratta di raccontarsi o
compilare un diario. No, sarebbe semplicistico. Lascia che la tua compassione
dispieghi le ali. Consentile di cavalcare l'onda di consapevolezza. Se soffri
e la vita ti sembra un'erta, lascia che fatti, idee o concetti defluiscano
dalle dita alla tastiera sul monitor. Ti sentirai alleggerito.
I metodi per uscire da questa pseudo crisi d'appiattimento percettivo
sono tanti. Tuttavia fondamentalmente, qualunque sia l'attività in cui ti
stai impegnando, interagisci all'unisono. Con il respiro è facile, se non
altro perché è un fenomeno che procede da sé. L'osservi senza modificare
nulla, la profondità, il ritmo, ecc. Conti i respiri e giorno dopo giorno
ti ritrovi più lucido, un po' più sveglio e integrato. Non sei più in balia
delle emozioni – anche il sesso è un'emozione – ma indirizzi e coordini
le tue energie con saggezza. Invece, l'espediente che ti sto suggerendo
in questo articolo, è solo un'alternativa in più per superare la frenata
esistenziale in cui ti sembra di essere incorso.
Siedi, raddrizza delicatamente la schiena e rivolgi l'attenzione verso l'alto,
l'entourage della tua coscienza più elevato. Immagina d'amare, il mondo
intero. Non escludere nulla. Comprendi gli amici, gli eventuali nemici,
quelli che ami come coloro che supponi di odiare. Includi il passato. Vedi
quant'acqua è defluita al di sotto degli inverosimili ponti che ti sei premurato
via via d'erigere? Scrutalo ancora. Che ne discerni? I tuoi trascorsi paion
tuttora vivi, presenti. Ora raffigurati il futuro. L'immaginazione creativa
sortirà un effetto fantastico. Quindi tralascialo. Se il passato è trascorso,
ed il futuro si realizzerà senza meno, dov'é che ti trovi? Sei nel presente.
Un oggi, un adesso che non hai bisogno di rappresentarti, ideare o vagheggiare.
E' ora! A questo punto chiediti quale sia la qualità più saliente di questo
presente. Cercala, se persisti perverrai ad un incomparabile, prezioso risultato.
Dovrei dirtelo? Ricercane l'origine. Ama persino l'amore.
Ciascuno di noi anela compiere un salto di qualità. La vita lo esige.
Chi si ferma rimane nel proprio limbo in balia alle ingannevoli pulsioni
contrastanti dell'ego, a desideri altalenanti, a stati d'animo discordanti
che si avvicendano di continuo. Il primo passo verso la Via per il superamento
della contingenza spirituale consiste nel favorire il risveglio spontaneo
dell'energia vitale, un vero e proprio atto d'elevazione. Ora come ora l'energia
spirituale è – in parte – sopita. Per erigersi ha bisogno che venga sollecitata.
...
Amorevolezza e compassione. Di tanto in tanto ne parliamo con insistenza,
come fossero fari della consapevolezza, esempi da seguire, sentimenti da
diffondere. Dimentichiamo, tuttavia, che amorevolezza e compassione sono
soprattutto realizzazioni interiori che scaturiscono dalla percezione dell'essenza.
O dell'assenza? E' lo stesso.
01-11-09 (last update: 01-10-11) - nick.salius
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