
Fate click sulla foto in alto per ritornare alla pagina iniziale della Directory meditazione.

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
§
Quando stai insieme alla persona che ami, puoi parlare con lei ed è piacevole,
ma il piacere non sta nella conversazione, sta nello stare insieme. La meditazione
è la forma più alta di preghiera: in essa sei così vicino a Dio che non
hai bisogno di dire nulla: è solo bellissimo stare insieme.
Swami Chetananda
§
In meditazione non aspettarti niente. Siediti soltanto dietro e osserva
quel che accade. Tratta tutta quanta la faccenda come un esperimento. Assumi
un atteggiamento di attivo interesse per la prova in sé, ma non farti distrarre
dalle aspettative per i risultati. Anzi, non essere ansioso di ottenere
alcun risultato.
Bhante Henepola Gunaratana
§
Quando dipingete o componete musica, la mente non c'è. Non pensate e
basta. Naturalmente siete ispirati. Siete più preoccupati nel contorno,
dove la mente comincia a funzionare nel modo abituale, ma quando siete nel
mezzo, all'interno del contorno, non avete pensieri, nessuna mente. È uno
stato di esistenza completo, meditazione o comunque vogliate chiamarlo.
Con la creazione artistica, questo è il genere di situazione di cui stiamo
parlando: a quel livello, non c'è spazio per pensare se ciò che si sta facendo
è pubblico oppure privato, è solo auto-espressione costante. Molte opere
d'arte sono state rovinate dalla coscienza di sé. Per un artista, cercare
di far bene non va molto bene.
Chögyam Trungpa
§
Se abbiamo ... presenza mentale allora qualunque lavoro facciamo è uno
strumento che ci permette di sapere se siamo nel giusto oppure nell'errore.
C'è abbondanza di tempo per meditare, ma non comprendiamo bene la pratica,
questo è tutto. Mentre dormiamo, respiriamo, mentre mangiamo respiriamo,
no? Perché allora diciamo di non aver tempo per meditare? Dovunque siamo
respiriamo. Se penseremo così, allora la vita avrà valore quanto il respiro:
dovunque saremo, avremo tempo.
Ajahn Chah, "Il gusto della libertà"
§
A causa della tua esistenza, perché sai di esistere, sai anche che esiste
il mondo. Così questa coscienza, grazie alla quale sperimenti il mondo,
non è poco importante; in effetti, è molto importante. Allora, perché non
stabilirsi lì? Medita su quella stessa coscienza e scopri in che modo ...
è comparsa. Quale ne è la causa? E da che cosa si è evoluta questa coscienza?
Prova a scoprirlo, vai dritto alla fonte!
Nisargadatta Maharaj
Interpretiamo solo dei ruoli. Qui tentiamo di sembrar seri,
coerenti, poi esiste la compensazione. La spiritualità è innanzitutto celebrazione,
gioiosità. Mal le si addice la fiction della dignità ipocrita. Piccoli si,
senza nessuna pretesa di essere necessariamente nel giusto, ma lieti di
condividere il proprio rutilante pensiero.
Per meditazione spontanea non s'intende una tecnica, bensì una serie
di circostanze la cui enumerazione è peraltro impossibile. Com'è nostra
abitudine procederemo in modo apparentemente casuale per tentare d'intenderci
ben oltre i concetti, sperimentando una simultaneità ideale tra vedere ed
agire. Pochi cenni che descrivono, ma senza definire.
La meditazione, comunque la s'intenda, esige sempre una sosta. Il breve
bivacco sarà soprattutto interiore. La ricerca si placa, il suo fervore
s'attenua. Naturalmente, stare senza cercare, dovrà accadere spontaneamente.
Il Buddha Gautama Siddharta si "risvegliò" quando giunse alla
conclusione che ogni sforzo ascetico sin lì compiuto era stato relativamente
vano. Anzi proprio lo sforzo diventava l'ostacolo principale. Per questo
intraprese e privilegiò la "Via di Mezzo". La "Via dell'Equilibrio"
in cui la mente, che è tendenzialmente estremista, si rasserena da sé.
Un buon maestro non ti pone mai limiti di ricerca teorica, condizioni specifiche cui ottemperare, tranne il tentativo di suscitare in te quella consapevolezza che poi ti guida nelle decisioni di natura etica. Infatti ciò che vale per te non è detto che funzioni o sia significativo per altri. Le regole sono flessibili. Non v'è un meccanicismo deterministico, ma un buon relativismo. Il tuo corpo, la mente, ciò che chiamiamo spirito, sono indipendenti o tutt'uno? Esistono una serie di relazioni, ma ancora più importante è il punto di vista dell'osservatore. Se osservi proiettato verso il mondo esterno – dimenticando del tutto te stesso – tutto ciò che vedi è pressappoco materia: non ne scorgi che il riflesso sullo specchio della tua coscienza. Invece, se cambi prospettiva – rammentando che sei innanzitutto tu colui che osserva – in modo da privilegiare ciò che è, per quello che è, al di là dei vari, quasi inevitabili, condizionamenti culturali, senza etichettare nulla, senza adoperare il pensiero discorsivo se non quando strettamente necessario; dicevo, se cambi prospettiva riesci a scorgere – dapprincipio avviene solo a tratti – riesci a scorgere la natura spirituale intrinseca in qualunque oggetto.

Il raggiungimento di una certa condizione di rilassamento interiore è
la chiave per superare la dicotomia e l'alternanza azione/non-azione. Tale
condizione può essere conseguita con la meditazione.
Già!...proprio la chiave...
Questa chiave si rinviene nella vita di tutti i giorni, nelle azioni e nelle
scelte ordinarie o eccezionali. Il criterio è quello della consapevolezza
senza scelta preordinata, attenti alle situazioni che di volta in volta
si verificano, sensibili al momento, liberi da programmazioni inconsce o
reazioni egoiche involontarie mascheranti una effimera volontà d'azione
o scopo.
Questa chiave è lo "scopo senza scopo".
Non serve meditare. Le tecniche di meditazione formali non sono imprescindibili,
ma è necessario rimanere all'erta, sciolti, rilassati e nel contempo attenti.
Riservare per se stessi dei periodi di sano relax ascoltando musica, osservando
il mare, il cielo azzurro, la natura in genere, tentando di carpirne e assecondarne
i ritmi. Il bello è che tutto questo è già, di per sé, meditazione. Ma ciascuno
cerca il fenomenale, le imprese mirabolanti, l'eccellenza, il perfezionismo.
Tutti dimenticano che l'armonia nasce soprattutto dal perseguire un proprio
equilibrio. Persino coloro che osservano il flusso spontaneo e naturale
del respiro dimenticano che non devono afferrarlo o assecondarlo, ma solo
esercitarsi a rimanere eventualmente attenti.
La spontaneità di cui stiamo argomentando è, quasi sempre, la conseguenza
naturale di uno sforzo di consapevolezza iniziale. Il silenzio ne è l'apice,
la gioia immotivata il compimento. La meditazione spontanea è vita vissuta
consapevolmente, presenza di spirito che consente l'affiorare d'una corrente
di serena, tranquilla, e al contempo effervescente energia. Non si tratta,
pertanto, di dedicare unicamente del tempo a se stessi, del riuscire a ritagliarsi
soltanto dei brevi frangenti introspettivi, ma di arrivare ad espandere
la quiete del relax nella routine, nel trantran, nella quotidianità.
Attenzione, in genere non si possono praticare meditazioni che riguardano
la sola consapevolezza tralasciando del tutto l'esercizio fisico a cui,
per altro, in altri contesti, il lavoro manuale ha sempre sopperito. Oltre
l'Hata Yoga – o qualcuno tra i tanti generi di esercizi utili allo scopo
– è vantaggioso, ad esempio, camminare per un periodo di tempo almeno equivalente
a quello che si dedica alla meditazione da seduti.
Per meditare bisognerebbe, altresì, sviluppare la benevolenza, l'amorevolezza,
la compassione. Qui c'è poco d'argomentare, non si tratta di semplici tecniche.
Un conto è uniformarsi al flusso naturale del proprio respiro per dieci
minuti al giorno al fine di distendersi; oppure di sedere in riva al mare
e osservare l'oceano; ... ; ben altro applicarsi con intensità.
Sei perplesso? Ti sconsiglio di meditare, ma osserva bene la bellezza come
la bruttezza della vita quotidiana e troverai che la dimensione della meditazione,
intesa come pausa silente, ma sempre onnipresente tra i propri pensieri,
speranze, emozioni, è già lì, senonché basta la distanza di un solo millimetro
e cielo e terra sembrano separati.
La vita è di per sé un arcobaleno di gioia, siamo noi che la dipingiamo
di solo nero o solo bianco. Perché soffrire e impelagarsi in strane pratiche
esoteriche, preghiere complesse, che non siano il nostro più fervido ringraziamento
alle meraviglie che ci è già dato scorgere o percepire?
Se la meditazione è condotta bene, con dolcezza, senza strafare, arreca
benefici. Ma finché ci sarà qualcuno che pensa di meditare quella non è
meditazione, bensì un mero gioco mentale. Se sei alla ricerca di una qualche,
sia pur sottile, forma di gratificazione o potere, non è il giusto metodo.
Per cogliere il senso più autentico della meditazione spontanea non serve
credere, immaginare, supporre, ritenere, ipotizzare, congetturare ... Finanche
il più innocente tra i desideri, quello di calmarsi, può distoglierci dall'obbiettivo
primario, l'aspirazione a crearsi un frangente senza tensioni, in modo da
rendere fattibile ciò che talvolta sembra addirittura inattuabile. Ehm,
vi piacerebbe che fossi un po' più esplicito? Nulla da fare, altrimenti
sarebbe l'ennesima finta promessa tesa a raccogliere gli ulteriori fasulli
consensi cui, di certo, nessuna persona sincera potrebbe mai ambire. Sicché
lo ridico. Che fate qui? State perdendo il vostro tempo. Correte a lavorare
o a ridere e gioire di tutti quest'incalcolabili, radiosissimi doni ...
(last update: 01-09-11) - nick.salius
"Meditazione nel web" è su: Facebook - Twiter - Google Plus