

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Personaggi famosi che citano il mimimalismo come pratica fondamentale della loro esistenza: il fondatore di Facebook Mark Zuckerberg e Michael Bloomberg, sindaco di New York.
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Il vero distacco consiste nel discernere ciò che è essenziale da ciò
che non lo è, nel scegliere l’essenziale. Questa scelta si oppone all’idea
che esso consista nell’eliminare ciò che è illusorio. Questo è un atto negativo.
Se invece di eliminare ciò che non è essenziale ci si sforza di cogliere
ciò che è essenziale, ci si distacca, ma in modo positivo.
(J. Krishnamurti)
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Il metodo che il Buddha ha scoperto è la meditazione. La pratica della
meditazione implica il lasciare che le cose siano così come sono.
(Chogyam Trungpa)
Sottrarre per aggiungere. Alleggerirsi per liberarsi. Non
sono solo gli slogan del nuovo
minimalismo,
ma i presupposti della meditazione. Meditare equivale a cogliere la natura
incondizionata che sussiste dietro ogni apparenza, quindi lo zero implicito,
il background dell'esistenza medesima, l'essenza dei fenomeni, dei rapporti,
dei beni personali. Meno ammennicoli, solo l'indispensabile, nessuna identificazione
con ciò che si possiede o che la sorte ci ha offerto la possibilità di gestire.
Eliminare il superfluo per concentrarsi sull'essenziale non è una scelta
ascetica, ideologica o religiosa, ma la chiave della felicità.
Il culto del meno che sta per contagiare l'occidente non è un effetto
della recessione globale, ma di una consapevolezza più accentuata. L'imperativo
è distinguere tra intuizioni o verità fondanti e i valori ideologici.
Essere
o avere? Ora è più semplice. I concetti più in voga del trend attuale
sono: "la gioia del meno", "l'arte del minimalismo", "smetti di consumare
e ricomincia a vivere". Sia i buddisti che i
beatniks
erano giunti alle stesse conclusioni.
Non essere spietato, ma osserva e circoscrivi bene i tuoi affetti, i ricordi,
la tua identità. Abbandona gli orpelli, rimani con l'essenziale, privilegia
i rapporti umani a quelli con gli oggetti inanimati e il tuo mondo subirà
una svolta. Ma non angustiarti nelle scelta, tieni solo presente che "less
is more" potrebbe cambiarti la vita. Forse diverrai più vitale, più vigile,
più presente a te stesso e consapevole. La meditazione non sarà una scelta
di costume, una pratica esotica, ma un
modus
vivendi.

Descrivo una meditazione sui generis. Non si tratta, cioè, della meditazione
per eccellenza. E' un approccio utile solo a determinate persone. Provatelo,
ma proseguite – per qualche minuto al giorno – solo se riscontrate benefici.
Chiudi gli occhi. Rifletti come in realtà gli oggetti superflui ti creino
intralcio, non ti siano mai appartenuti.
Concentrarti solo sull'esigenza di mantenere una postura consona. Se necessario,
osserva i pensieri volubili. Crea una distanza, allontanati via via dai
pensieri caotici. Soffermati sull'assenza dei pensieri indisciplinati.
Contempla la levità – di spirito – che hai raggiunto.
Ora lascia indietro i ricordi dolorosi, le paure irrazionali, le ansie del
presente, i timori del futuro e rimani qui.
Siedi ben dritto ... tra le mille istanze che ti strattonano di continuo
per decentrarti.
Crea uno zero – di levità – immaginario e cullati – idealmente – al suo
interno.
Lo zero è il ricettacolo, la somma di tutta l'energia. Se sosterai a sufficienza
– pochi minuti – per ritemprarti nel relax di quel silenzio ne trarrai sicuramente
vantaggi.
Attendi che la quint'essenza, la chiara luce che dimora – metaforicamente
– all'origine della mente medesima, si riveli da sé.
Quante volte hai acquistato oggetti a dismisura per poi racchiuderli
in un armadio, riporli sopra uno scaffale e dimenticarli? Rammenta, tuttavia,
che volere tutto e non volere nulla, accumulo ad oltranza e rinuncia totale
sono sempre degli estremi. Segui, invece, la via di mezzo, concentrati sugli
equilibri.
16-01-11 - nick.salius
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