

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Quando si medita, è essenziale creare interiormente il giusto ambiente
mentale. Tutti gli sforzi e le difficoltà derivano dal non essere spaziosi,
quindi creare il giusto ambiente è vitale perché la meditazione sia veramente
tale. Quando l’umorismo e la spaziosità sono realmente presenti, la meditazione
sorge senza sforzo.
(Sogyal Rinpoche)
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Ogni cosa può essere usata come un invito alla meditazione. Un sorriso,
un viso nella metropolitana, la visione di un piccolo fiore, il modo in
cui il sole illumina i vasi di fiori di una finestra. Siate attenti ad ogni
segno di bellezza e grazia. Siate presenti ad ogni momento. Lentamente,
diverrete maestri nel creare la vostra felicità.
(Rigpa Glimpse)
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Non è necessario che tu esca di casa. Resta al tuo tavolo e ascolta.
Non ascoltare neppure, aspetta e basta. Non aspettare neppure, stà in completo
silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per esser smascherato, non
può farne a meno, in estasi ti si torcerà dinanzi.
(Franz
Kafka)
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Puoi trovare calma e silenzio anche nel tuo giardino. La terapia del
silenzio: si tace e si lasciano fluire i pensieri al ritmo del respiro.
(Elisabeth
Kubler Ross - Antica pratica indiana)
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L'oceano possente non ha che un sapore, quello del sale. Nello stesso
modo, la vera via ha non che un sapore, quello della libertà.
(Majjhima Nikaya)
Coloro che praticano la meditazione sanno già che libertà
interiore, spiritualità e religione sono soprattutto una scelta. Quindi,
medita regolarmente, prediligendo i momenti più propizi. Scegli gli spazi
fisici in cui vivere la tua spiritualità con oculatezza. O non sceglierli
affatto, giacche lo spazio della mente è sempre a tua disposizione. E, soprattutto,
seleziona con cura i tuoi eventuali compagni d'avventura.
Mi è accaduto spesso d'incontrare – specialmente nei motori di ricerca
sul web – quesiti del tipo: come meditare? La domanda sembrerebbe ovvia
e pertinente, ma per i principianti – coloro che, per l'appunto, cercano
notizie su come meditare – del tutto inappropriata. Il primo vero quesito
cui rispondere dovrebbe essere: quando meditare?
La tradizione suggerisce che è più proficuo meditare al mattino, in concomitanza
con l'alba, o al tramonto. Il mio insegnante di meditazione, un maestro
zen, mi suggeriva, altresì, di meditare subito dopo aver letto qualche pagina
di un buon libro, ora diremmo un buon e-book. Nulla di più edificante, quindi,
di un breve periodo di sano relax come venti minuti circa di meditazione
dopo che la mente si è applicata con interesse.
I pensieri vagabondi non riusciranno più a occupare la coscienza. Mollare
la presa della logica sarà molto più semplice. Ma noi siamo mente-corpo,
pertanto lo stesso discorso vale anche dopo l'esercizio fisico. Tanto più
quando l'impegno corporeo ha richiesto concentrazione. Il realx meditativo,
la pausa di non-mente, senza pensieri, – che seguirà – sarà ancora più soddisfacente.
Bene, ho scritto di getto, ora chiudo gli occhi e rinuncio ... a rielaborare
alcunché ... Siedo correttamente e mi soffermo sulla postura. ...
E' trascorsa mezz'ora. Mi sento di nuovo sano e fresco. Non fosse per la
noia, quasi pronto a ricominciare. Oggi è domenica. L'e-bok, il web, la
meditazione, sono utili, ma i miei amici, la famiglia, molto di più.
Medita dove più t'aggrada. Dovunque riesca a rilassarti meglio, a dimenticare
il tran tran, le incombenze di sempre. I luoghi della natura più incontaminata
sono, ovviamente, i migliori. Vivi in città? Non appena ti rechi al mare
o in montagna la ciclicità e la regolarità delle abitudini s'interrompe.
Si verifica una discontinuità. Hai tagliato i ponti con la routine e prima
di orientarti e radicarti di nuovo, prima di riappropriarti psicologicamente
dell'ambiente circostante, prima di ambientarti e identificarti, prima che
la novità divenga anch'essa consuetudine occorrerà qualche tempo.
I luoghi migliori per meditare sono detti luoghi dell'anima. Non trascurare
questo dettaglio. Cercali senza demordere. Ma come intuire che sei nel punto
giusto, in quello migliore? Sperimenta! Siedi e medita. Chiaramente non
arrenderti subito. Non fidarti della sensazione più immediata. A meno di
qualche intralcio oggettivo pazienta. Attendi almeno tre giorni.
Cos'è preferibile, che la meditazione si svolga in solitudine o in compagnia
di altri soggetti interessati? E' un quesito che mi sono posto – senza mai
risolverlo – più volte. Perché dipende dalla propria attitudine a rilassarsi,
dal contesto, da così tanti fattori eterogenei che stabilire una regola
sarebbe praticamente impossibile. Tuttavia, il nodo vero della questione
– ed è per questo che ho preso in esame la domanda – è: quando sediamo
– quando ci predisponiamo per meditare – siamo capaci di restar davvero
soli?
Essere soli non significa rinunciare alla compagnia di chicchessia, quindi
isolarsi, ma rifiutare, lasciare andare, quella sequela di pensieri, quasi
una folla di ombre, quel codazzo d'innumerevoli forme, quella processione
di sensazioni e sentimenti che ci trasciniamo dovunque. Riuscire ad esser
soli è, di per sé, un ottimo approccio alla meditazione.
La piazza del mercato ci segue un po' dovunque. Come dicevo, uno dei fattori
dell'attrattiva per le vacanze è la sensazione d'essersi lasciati tutto
alle spalle, per ritrovare una dimensione più intima, soprattutto con se
stessi. La vera novità è la ri-scoperta della tranquillità di spirito che
si alterna alla gioia di un'esplorazione che lascia senza parole ...
Osserva le ombre delle forme pensiero, le sensazioni, i sentimenti. Circoscrivili
per bene. Nel momento stesso in cui li vedi hai varcato la soglia di una
dimensione più consapevole e hai intrapreso, senza nemmeno saperlo, la via
della meditazione.
Prima d'accingerti a meditare ...
Che la mia mente sia distesa, serena e satura di gioia.
Che la mente di tutti gli esseri sia distesa, serena e satura di gioia.
Che ciascuno possa comprendere come la mente non sia la sua.
10-10-10 - nick.salius
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