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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Se meditiamo in casa e ci capita di vivere nel bel mezzo della via principale,
non possiamo fermare il traffico solo perché desideriamo la pace ed la quiete.
Ma possiamo fermarci noi; possiamo accettare il rumore. Il rumore, poi,
contiene il silenzio. Dobbiamo porci in quel silenzio e non aspettarci nulla
dall'esterno, proprio come fece il Buddha.
(Chogyam Trungpa)
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"Vorrei iniziare con il silenzio e vi dico subito il perché: ogni
cammino che conduce a Dio deve essere un cammino che conduce al silenzio.
Se un giorno volete arrivare all'unione con Dio, dovete iniziare con il
silenzio. Cosa è il silenzio? In Oriente, un grande re andò a visitare il
suo maestro e gli disse: "Sono un uomo molto occupato, potresti dirmi
come posso arrivare all'unione con Dio? Rispondimi, però, con una sola frase!".
E il maestro gli disse: "Ti risponderò con una sola parola!". "Quale?",
gli chiese il re. Il maestro rispose: "Silenzio!". "E quando
posso raggiungere il silenzio?", domandò il re. "Meditazione",
rispose il maestro. In Oriente meditare significa non pensare, oltre ogni
pensiero. Allora il re chiese: "E cosa è la meditazione?". Il
maestro rispose: "Silenzio!". "Come lo posso scoprire?". "Silenzio". "Come
posso scoprire il silenzio?". "Meditazione!". "E cosa
è la meditazione?". "Silenzio!".
(Anthony
De Mello)
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Meditate su ciò che sta oltre le parole ed i simboli. Lascia perdere
le richieste dell'ego. Con un tale abbandono vivrete serenamente.
(Sutta Nipâta)
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La meditazione non ti conduce al silenzio. La meditazione si limita a
creare la situazione in cui accade il silenzio.
(Osho)
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Una mente meditativa ... è silenziosa. Non quel silenzio che può essere
concepito dal
pensiero; non il silenzio di una placida sera; ma quel silenzio che sorge
quando il pensiero, con tutte le sue immagini, tutte le sue parole e tutte
le sue percezioni, è interamente cessato. ...
Se tu ascoltassi il suono di quelle campane con assoluto silenzio, quel
suono ti porterebbe al di là della valle e oltre la collina. ...
La meditazione implica un cambiamento completo, radicale, della mente e
del cuore, che è possibile solo quando c’è questo straordinario senso di
silenzio interiore ...
(Jiddu krishnamurti - Meditazione)
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Generalmente si definisce il silenzio come l'assenza di rumore, di agitazione.
No, il vero silenzio è molto più di un'assenza di rumore, ed è persino al
di sopra della parola, al di sopra della musica: è un mondo di luce, un
centro potente da cui scaturiscono tutte le creazioni. Il silenzio è la
vera espressione di Dio. Immergetevi in esso sforzandovi di fermare il vostro
pensiero. Sentirete una tale armonia diffondersi in voi, e a quel punto
è possibile che Dio cominci a parlarvi. Sì, perché è solo nel cuore del
silenzio e dell'armonia che Dio accetta di far udire la propria voce.
(Omraam Mikhael
Aivanhov)
La meditazione non è un prodotto commerciale. La meditazione
è soprattutto un percorso individuale. Chiunque cerchi risposte ai problemi
della società è meglio che si rivolga alla politica, o alle religioni organizzate.
D'altra parte, se non diventi un po' più consapevole non riuscirai mai a
risolvere i problemi del mondo. Apportare in questi ambiti una nuova linfa
di consapevolezza, come una vivida coscienza dei propri vissuti, della comprensione
peculiare che si è riusciti a raggiungere, è un'azione senz'altro meritevole.
Quali sono, in estrema sintesi, i nodi più salienti della meditazione?
- Nella pratica della meditazione, per cominciare, è necessario avere un
genere di concentrazione molto equilibrato, inclusivo.
- Creare silenzio in noi per ascoltare – o se preferisci, osservare – i
ritmi dell'esistenza, una situazione che ci lega alla vita, la nostra verità.
- La meditazione, cui aneliamo da sempre, può sopraggiungere proprio ora.
Sarebbe sufficiente rilassarsi. Perché non accade? Fintantoché insisteremo
a scegliere, coinvolti nel turbinio di pensieri che vagabondano contrastanti,
rimarremo perennemente delusi.
- Realizzare – tramite la meditazione – la consapevolezza della propria
natura più intima, essenziale, aiuta a entrare in contato con l'energia
nella sua accezione più estesa, ...
- L'umorismo, a piccole dosi, alleggerisce il cuore ed esalta lo spirito,
favorisce il silenzio e facilita, quindi, una successiva pausa dedicata
alla meditazione. Conoscete il sorriso che nasce dalla meditazione? Sfiora
appena le labbra, ma non è fisico. Sorge invece da un recesso così profondo
da sembrare irraggiungibile. Parlarne mi sembra impossibile. Meglio indicarlo
soltanto ...
- Rilassarsi. Scendere in profondità significa salire verso le più alte
vette di coscienza. Sentirsi, cioè, sempre più uniti, integrati, consapevoli,
in armonia. Pur oscillando sempre tra le inevitabili pulsioni esistenziali,
protesi comunque verso l'equilibrio.
- Non tralasciare l'etica. Talvolta la meditazione risulta davvero sorprendente.
Se da una parte ti sospinge verso equanimità e distacco, dall'altra ti rende
consapevole dell'imprescindibile unità e reciprocità di tutti gli esseri
senzienti.
- Anche se la "via della meditazione" non presuppone specifici
approfondimenti culturali è senz'altro utile, di tanto in tanto, esplorare
il panorama spirituale, sia quello antico, che gli scenari più recenti.

Meditare in silenzio senza dar peso ai pensieri o alle immagini che si
presentano, che ti rincorrono. Sei già seduto? Va bene! Preferisci distenderti?
Non è proprio il massimo, ma va bene lo stesso. Cammini? Seguire un determinato
percorso necessita sempre un certo livello d'attenzione. Se cerchi di raggiungere
uno stato meditativo soddisfacente siedi sulla prima panchina che incontri.
Bene, che fare? Nulla, è questo il punto! Osserva, in silenzio, quanto
accade. ... Le sensazioni sono sempre soggettive e oggi non mi va di filosofare.
Quindi ti racconto la mia esperienza. Te ne parlo come se mi rivolgessi
ad un amico. Tieni presente che non ho scopi. Non ho intenzione di conoscerti
né, tanto meno di trovare consensi. Non penso nemmeno di scrivere un libro,
il web mi sembra più che sufficiente. Tuttavia, nonostante non abbia mire
ti apprezzo e rispetto lo stesso. Perché in fondo in fondo sei come me,
preghi, speri, t'illudi, qualche volta ti senti felice, tal'altra ti guardi
intorno, osservi la tv o leggi la cronaca e non riesci a comprendere il
perché di tutte queste nefandezze. Forse sono il risultato di una vita superficiale,
senza veri sentimenti e con tanti, troppi desideri. Scusa per la divagazione,
torniamo al punto.
Mi sono disteso e ho chiuso gli occhi. Ho notato che se non sei già stanco,
se non ti sei già concentrato a sufficienza, non funziona. Lo scopo di questo
approccio meditativo o, se preferisci, di questa tecnica, non è quello di
non pensare. Il che, di primo acchito, sarebbe praticamente impossibile.
Ma di realizzare una coscienza così cristallina della propria mente che
i pensieri possono attraversarla senza incidervi più di tanto, senza quasi
lasciarvi traccia.
L'esempio classico è paragonare la mente al cielo. I pensieri sarebbero
come nuvole che l'oltrepassano per un breve frangente fino a sparire. La
vera natura della coscienza è il cielo limpido. Tuttavia preferisco considerare
la mente come una sorta di purissimo cristallo attraversato d'ogni sorta
di luce, di raggio, di riflesso luminoso. Qualunque sia, da dovunque provenga
il messaggio che ci sovviene noi siamo sempre il cristallo. I raggi di luce,
seppur vividi, sfavillanti, colorati, fantasmagorici e affascinanti sono
solo il gioco della vita. Mentre la consapevolezza è la trasparenza medesima.
La meditazione è al di là dell'intelletto. Se per avvicinarsi
alle cosiddette regioni dello spirito si procede con l'indagine e la ricerca
intellettuale, la meditazione super-cosciente è soprattutto una contemplazione-libera-dal-pensiero.
Non mi dilungo. Insistere negli esempi o nelle descrizioni potrebbe rendere
l'articolo più accattivante, ma ne perderemmo l'essenza: il nucleo della
coscienza non può essere descritto con una verbalizzazione metaforica, ma
solo esperito. Prima di meditare mettiamo da parte tutti i preconcetti sul
sé, come le idee astratte. Poi sediamo immobili con gli occhi chiusi (è
solo un esempio). Come la luce attraversa le palpebre e si disperde nella
mente, così i pensieri si appropinquano solleciti per trovarci estranei,
indifferenti. Ospiti di passaggio, guizzi di meteore in un cielo stellato
quasi estivo, compaiono e ricompaiono per poi sparire lasciandosi dietro
un oceano d'incontaminato silenzio.
Grazie per la cortese attenzione.
09-03-10 (last update: 01-10-11) - nick.salius
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