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Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Lascia che la mente si raccolga in un singolo punto e lascia che l'attenzione
così composta rimanga col respiro. Lascia che il respiro sia l'unico oggetto
di cui sei cosciente. Concentrati, finché la mente non diventa sempre più
sottile, finché le sensazioni non siano divenute insignificanti e ci siano
grande chiarezza e vigilanza interiori. Allora, quando le sensazioni dolorose
si presenteranno, cesseranno gradualmente per conto loro. Infine osserverai
il respiro come se fosse un parente che venga a farti visita. Quando un
parente se ne va, lo accompagniamo fuori e lo vediamo andarsene. Lo osserviamo
finché non se n'è andato o è sparito dalla vista e allora torniamo dentro.
Osserviamo il respiro nello stesso modo. Se il respiro è pesante, sappiamo
che è pesante; se è leggero, sappiamo che è leggero. Mentre diventa sempre
più fine, continuiamo a seguirlo e, nello stesso tempo, svegliamo la mente.
Finalmente il respiro sparisce completamente e tutto ciò che rimane è la
sensazione di consapevole vigilanza. Ciò è detto venire in contatto col
Buddha.
(Ajahn Chah, citato da Samuel Bercholzs in Entering the Stream)
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Meditate su ciò che sta oltre le parole e i simboli. Abbandona le pretese
dell'io. Con un tale abbandono vivrai serenamente.
(Sutta Nipata)
La meditazione è tanto utile quanto appagante. Ma se non
sei metodico, non illuderti. Sogni, forse, di navigare su una barchetta
inaffondabile e traversare incolume l'oceano della vita come fosse un laghetto
dei cigni? No, non vagheggiare... Anche se la meditazione ti accade spontaneamente
e il tuo raccoglimento è scandito da propri ritmi, sarai costretto a disciplinarti
comunque.
Non so nulla di meditazione. Me la spieghi?
Chi l'avrebbe mai detto? Vivo di spigolature. Mi nutro di occasioni verbali,
d'immagini che creano sensazione. Di tanto in tanto m'immergo nella polvere
di stelle. Forse non immagini nemmeno che beneficio. Ma puoi farlo solo
di notte. Quando tutti dormono e l'illuminazione artificiale che ci circonda
è stata spenta, esco fuori e osservo la volta cosmica cosparsa di così tanti
puntini da lasciar esterrefatti. Lo spettacolo è di quelli mozzafiato. Per
un po' non reagisco nemmeno: sbigottito, sorpreso, assorto, affascinato.
Ed è proprio ciò che in molti chiamano meditazione. Certo, è una meditazione
sui generis. L'attenzione è letteralmente rapita dalla straordinarietà di
cotanta bellezza. Lo stupore è così intenso che, per qualche minuto lascio
che la vita segua il suo corso. In un certo senso mollo la presa. Smetto
di trattenere alcunché. Dopo un breve lasso m'avvedo che chiudere gli occhi
non fa più differenza. Il dentro e il fuori danzano all'unisono per celebrare
l'evento che non c'è.
Fingere di descrivere o raccontare. Fingere di commentare, d'interessarsi. Cos'è la realtà se non un mosaico d'incommensurabili respiri che si espande, vieppiù, senza alcun limite? La meditazione è come una collezione di farfalle. Dove ne manca una, l'ultima, la più importante. Sennonché l'ultima non esiste. L'ultimo tassello non collima, sino al punto da non saper più come regolarsi. Tanto le farfalle, quanto le tessere del proprio puzzle, sono pensieri. Lascia che esauriscano la loro intrinseca vitalità. Non attaccarti a nulla. E' possibile vivere un'esistenza volitiva e impegnata senza tuttavia aggrapparsi. Non sottovalutare questo concetto. L'attaccamento è l'ultima farfalla, l'ultima tessera, oltre cui la meditazione diverrà spontanea.

La verità è come una lama di rasoio. Per adoperarlo devi essere abilissimo.
Altrimenti corri il rischio di danneggiare inopinatamente chiunque. Per
viverla devi conoscerne le qualità più intrinseche. Altrimenti la verità
stessa, ti si rivolgerà contro.
Oggi accenneremo al primo segreto della meditazione. In realtà lo conoscono
tutti. E in quanto segreto sembra più quello di pulcinella che un vero e
proprio arcano risolutore. Sennonché il segreto sta, come al solito, nella
sua applicazione e non nella semplice protratta declamazione. Le medicine
vanno assunte. Recitare la ricetta che le prescrive è quanto mai inutile.
Le istruzioni andranno, semplicemente, eseguite e non contemplate. Interpretarle
sarebbe ridicolo.
Qualunque sia il metodo che hai deciso di seguire, ovverosia quello verso
cui ti senti attratto, che ti crea sintonia, stai, rimani con ciò che è,
sospendi temporaneamente il giudizio. Rimani senza ...
Osservando il tuo corpo, il respiro, la mente,
ti ricongiungi a te stesso
e in quel frangente
ridiventi i tantissimi corpi,
ben più di tutti i respiri,
le innumerevoli menti che si fondono
in una sola e incredibile conoscenza.
La via che conduce al silenzio interiore non è mai unidirezionale. I
meditanti hanno riferito spesso di aver provato la sensazione che il silenzio
fosse disceso su di essi prim'ancora che lo rinvenissero. In realtà l'armonia
non ha una collocazione spaziale. L'abside temporale della meditazione non
esiste, oppure è un impedimento soggettivo. Quanto tempo è trascorso da
quando ci siamo convinti di non essere buoni? Giacché senza provar compassione
non riusciremo mai a meditare.
02-08-09 (last update: 01-10-11) - nick.salius
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