

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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"Fermarsi" è la pratica basilare della meditazione. Per restare freschi
come fiori, dobbiamo imparare come fermare preoccupazioni, ansie, inquietudini
e tristezze, in modo da ritrovare pace e felicità e tornare a sorridere.
(Thich
Nhat Hanh)
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"La meditazione è non fare. E' la sola attività umana, che io sappia,
che non mira ad ottenere un risultato, bensì sottolinea semplicemente "l'essere
ciò che già sei". Normalmente, siamo tanto occupati dal fare, dal cercare
di ottenere, dal pianificare, dal reagire, che quando ci fermiano ad ascoltare
semplicemente noi stessi, dapprima la cosa ci sembra molto strana."
(John
Kabat Zinn)
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Lo stato meditativo è il più alto stato dell’esistenza. Fino a che c’è
il desiderio, non può venire nessuna vera felicità. È solo lo studio degli
oggetti, contemplativo, simile a un testimone, che ci porta vera gioia e
felicita'.
(Swami
Vivekananda - Meditazione e mente)
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Meditazione consapevole - Allora mentre mediti, tieni presente che niente
sta davanti a te e niente sta dietro di te. Lascia che il passato perisca
e lascia che il futuro se ne vada. Svuota la tua memoria e svuota la tua
immaginazione. Non ci sarà il tempo, ci sarà solo il vuoto. E durante questo
momento di vuoto saprai che sei in meditazione. Questo momento di meditazione
è anche un momento di eternità.
(Da:
Il lungo, il corto, il nulla –
Osho)
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Nella nostra mente ordinaria, percepiamo il flusso dei pensieri come
un continuo, ma, in realtà, non è così. Scoprirete da soli che fra due pensieri,
c’è uno iato, uno spazio vuoto. Quando l’ultimo pensiero è passato e il
prossimo pensiero non è ancora sorto, troverete sempre uno spazio vuoto
nel quale la natura della mente si rivela. Così, il lavoro della meditazione
è far sì che i pensieri rallentino, in modo da rendere questo spazio sempre
più evidente.
(Sogyal
Rinpoche)
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Appena dietro l'oscurità degli occhi chiusi, risplende la luce di Dio.
Quando contempli quella luce nella meditazione, aggrappati ad essa con devozione.
Percepisci te stesso in quella luce; è lì che dimora Dio."
(Paramahansa
Yogananda)
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Cos’è questo insegnamento che chiamiamo “Meditazione seduta”? In questo
insegnamento, “sedersi” significa: non rendere attivo il pensiero, “Meditazione”
significa osservare la vera natura e non essere confusi.
(Patriarca Hui-neng -
Cultura
zen)
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Scegli un posto pulito, né troppo alto né troppo basso, e siediti stabilmente
su un panno, una pelle di cervo e sull'erba kusha. Poi, una volta seduto,
impegnati a calmare i pensieri. Focalizza l'attenzione sull'oggetto di meditazione
e il tuo cuore sarà purificato. Mantieni saldamente il corpo, la testa e
il collo in una linea retta e non consentire agli occhi di vagare qua e
là. Con tutte le paure dissolte nella pace della tua vera natura e tutti
i desideri dedicati al Brahman, controllando la mente e mantenendola fissa
in me, siediti in meditazione avendo me come tuo solo obiettivo.
(Bhagavad Gita 6:11-14 -
Libri sulla meditazione)
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L'arte di osservare. L'osservazione è meditazione. Ciò che si guarda
è irrilevante. Puoi osservare gli alberi, è possibile osservare il fiume,
è possibile osservare le nuvole, è possibile osservare i bambini che giocano
intorno. L'oggetto non è il punto. La qualità dell'osservazione, la qualità
dell'attenzione - questo è meditazione.
(Osho)
Un modesto contributo rivolto a coloro che non hanno voglia
di leggere pagine su pagine per apprendere ciò che in effetti può essere
sintetizzato in poche battute. Un contributo dedicato a coloro che desiderano
sperimentare subito la meditazione senza rincorrere spiegazioni o teorie
estranee alla propria cultura. Come meditare subito, senza tergiversare,
senza atteggiarsi a nulla, senza bruciare incensi, senza contorsioni, senza
pensare di volersi realizzare, risvegliare, ...
Nelle società occidentali “meditare” coincide spesso con “pensare”, ovverosia
riflettere, esaminare, filosofare, architettare, concentrarsi, essere assorti,
ponderare, valutare: in realtà non v’è nulla di più inadatto! Meditazione
significa soprattutto “non pensare”, cioè rinunciare, temporaneamente, a
identificarsi con i pensieri – a subirli passivamente – e fermarsi, trattenersi
per un breve lasso di tempo in silenzio. La meditazione distribuisce il
silenzio dell'anima, che è soprattutto armonia, a chiunque ne voglia beneficiare.
Quando ti accingi a meditare non star mai inoperoso. Non confondere il rilassamento
– che la meditazione alla fin fine comporta – con il dolce far nulla. Non
puoi richiamare la tranquillità di spirito con la passività dell'inedia.
Gli approcci alla meditazione sono tantissimi. Non ce n'è uno che prevalga
sugli altri. Nel contesto di questo articolo meditare equivale a osservare
in silenzio, a rimanere all'erta, consapevoli, ma senza giudicare. Decisamente
attenti alla propria postura, quindi al respiro, alle sensazioni che si
avvicendano, agli stati d'animo che via via si susseguono. Senza privilegiare
nulla che non sia libertà di spirito. Rimani in questo stato tutto il tempo
che ti aggrada, non sforzarti, non farne una pratica metodica. Semmai profitta
dei momenti di relax per ritemprarti come meglio conviene.
Qual'é la differenza tra meditazione e concentrazione? Nella prima, la meditazione,
la mente è assente. I pensieri non convergono, non focalizzano alcun punto
in particolare. Nella seconda, la concentrazione, la mente è occupata, completamente
assorbita dal fine prestabilito, interamente centrata sul suo oggetto. La
concentrazione comporta, quindi, un'identificazione. Quando si medita, invece,
non c’è più oggetto, ma una graduale consapevolezza della propria natura
innata. Il risultato sarà un ordine spontaneo. Circostanze, eventi e persone
saranno quindi valutati per ciò che sono o rappresentano realmente al di
là del giudizio emotivo temporaneo. La serenità è solo una concausa secondaria
di quest'ordine.

Lungo la via della meditazione ciascun meditante deve tentare di comprendere
come ogni immagine di se stessi sia inevitabilmente falsa. La natura essenziale
della mente, che è libertà, non va confusa con gli oggetti, ma nemmeno con
il soggetto. Per meditare vantaggiosamente non appoggiarti – non aggrapparti
– a nulla, lascia essere ciò che è senza intervenire. Mantieni un atteggiamento
distaccato.
Rilassati, distenditi, trova una posizione
confortevole. Chiudi gli occhi, non fare nulla, per l'esattezza non cooperare.
Considera le diverse parti del corpo. Avvertine il relativo distacco. Lascia
che le funzioni vitali – come ad esempio il respiro – proseguano spontaneamente.
Anche se le circostanze si susseguono senza sosta – rilassati – non ne sei
minimamente coinvolto. Via via che procedi quella distanza diventa sempre
più rilevante. Ma nel contempo ti sentirai maggiormente presente.
La meditazione non è oblio e dimenticanza, bensì equilibrio e tranquillità.
L'aria entra, esce? Osservala, prendine atto, ma lasciala defluire da sé.
Il vetro della tua finestra vibra per il rumore esterno? Il calpestio che
proviene dal piano superiore ti distoglie? ... Ascolta pure, ma considera
che non ti riguarda. E' solo un evento transitorio.
Se sei agitato i pensieri si alternano e sovrappongono. Al contrario,
quando diventi calmo, è semplice cullarsi sull'onda di ciò che avviene.
Se vuoi meditare comincia col rimanere con ciò che accade. Questo approccio
è solo un inizio per aiutarti a comprendere come la meditazione non sia
un'imposizione, una coercizione, un training mentale, ma una semplice scelta.
Quante volte è stato ripetuto che meditazione non implica né comporta sforzi?
Eppure mi capita ancora di ascoltare qualche interlocutore convinto di dover
superare chissà quali ostacoli, di dover realizzare una vera e propria impresa,
una conquista. Quindi mi sembra d'obbligo formulare un'ulteriore precisazione:
la meditazione – lo stato meditativo – è un conseguimento. Tu ti limiti
a predisporti senza che vi sia alcun nesso diretto con il futuro. E' questo
il vero scopo delle tecniche di meditazione. Aiutarti a creare le condizioni
migliori affinché la meditazione vera e propria possa accadere.

Un breve appunto – che può esser considerato anche
una tecnica di meditazione – utile per i temperamenti
più sensibili. Sia che tu riceva elogi, complimenti, encomi, approvazioni
o – al contrario –
insulti, critiche, disapprovazioni, prendine atto, ma non reagire. Rammenta
che sono istanze rivolte, perlopiù, alla superficie della personalità con
cui sei identificato. L'essenza non ne viene minimamente scalfita. Semmai
approfitta delle sensazioni che ti suscitano apprezzamenti o improperi per
osservarli con ironico distacco. Ovviamente non si tratta di reprimere alcunché,
ma di diventare consapevoli dell'onda emotiva e riuscirne a ridere.
Il metodo iniziale è pressappoco il seguente. Siediti con la schiena
dritta. Inspira e immagina che il flusso del respiro converga sulla fronte
e nella parte alta del cervello. Espira regolarmente, rilassati, sii consapevole.
Reitera avendo cura di non interferire sulla spontaneità del ritmo. Dopo
qualche tempo avrai la sensazione che la tua energia converga in un punto
intermedio situato, all'incirca, leggermente al di sopra dei due occhi.
Tuttavia, a meno che non accada spontaneamente – anche se solo per brevi
frangenti – è sconsigliabile meditare direttamente sul
terzo occhio. Pur non volendo
parlare di kundalini, bioenergia e chakra, che non sono concetti scientifici
e quindi senz'altro opinabili, il sommovimento interiore che suscita tale
concentrazione è relativamente eccessivo. Invece l'accostamento graduale
alla propria soggettività, che avviene osservando il flusso naturale dei
pensieri o del respiro è auspicabile. La tradizione suggerisce che per intraprendere
la meditazione sul terzo occhio è indispensabile una notevole purezza spirituale.
Si può cominciare, ad esempio, a essere sempre più sinceri o veritieri,
con se stessi come con gli altri.
La promessa dell'illuminazione equivale a quella dell'eden, del paradiso,
del nirvana. Le religioni e i finti maestri hanno questo "lieve" difetto.
Ti allettano senza dimostrare alcunché. T'illudono senza mantenere nulla
di ciò che blaterano. Sono come la maggior parte dei politici. Si tratta,
forse, di cattiva fede? O sono così ottusi da credere in ciò ch'essi stessi
predicano? Purtroppo succede. Mentre speri di realizzare determinati propositi,
cominci a parlarne, dimenticando che sei ancora alla ricerca di una pietra
filosofale che non esiste se non nella più fervida fantasia. Ma la spiritualità
– la meditazione – è ben altro. Rasserena innanzitutto la mente. I pensieri
si rincorrono in un caos senza tregua? Non lasciarti coinvolgere dall'immaginazione.
Rimani aderente a ciò che è.
01-04-11 - nick.salius
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