

Questi articoli sulla meditazione saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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«Il meditante si ritira nella foresta, ai piedi d'un albero, o in un
posto solitario, si siede a gambe incrociate, col corpo eretto e con l'attenzione
fissa davanti a sé. Attentamente inspira, attentamente espira. Egli comprende: "Inspiro
calmando le attività del pensiero, espiro calmando le attività del pensiero",
così egli si esercita. "Inspiro concentrando la mente, espiro concentrando
la mente", così egli si esercita."Inspiro riflettendo sull'impermanenza,
espiro riflettendo sull'impermanenza", così egli si esercita. Così
quando la presenza mentale dell'inspirazione e dell'espirazione è sviluppata
e frequentemente praticata, vi sono grandi remunerazioni e grandi vantaggi».
Anguttara Nikaya, III, 121 segg.
Commento di Sayagyi U Ba Khin: Tre cose vanno ricordate durante la pratica
della consapevolezza del respiro: 1) essere coscienti di ogni inalazione
ed esalazione, senza lasciarsene scappare nessuna; 2) conservare ininterrotta
consapevolezza di ciascuna inalazione ed esalazione; 3) fissare la concentrazione
nell'area sotto il naso, sopra il labbro superiore, e osservare ogni successivo
tocco dell'aria diligentemente e bene a fondo. Negli altri metodi di meditazione,
più si medita, più l'oggetto di meditazione diviene chiaro ed evidente.
Con l'anapana avviene il contrario. Come quando un gong viene percosso da
un batacchio, emette un forte suono vibrante e poi, allorché il suono forte
svanisce, si continua ad udire un suono più sottile, nello stesso modo colui
che pratica l'anapana avrà a che fare con una sensazione sempre più sottile,
finché non arriva al punto che non avverte più nulla. Quando ciò accade
non bisogna alzarsi, scuotere il tappetino da meditazione e andarsene. Non
bisogna neanche pensare: "Sarà il caso di chiedere istruzioni al maestro?",
oppure "Ho perduto il mio oggetto di meditazione?", perché se
si smette, disturbando la posizione e andandosene via, la pratica dovrà
essere ripresa da capo. Bisogna invece continuare la seduta e sostituire
l'attenzione al punto in cui si avvertiva la sensazione del respiro con
la sensazione stessa.
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Potete attendervi certi benefici dalla meditazione vipassana. Quelli
iniziali riguardano cose pratiche, gli stadi più avanzati sono profondamente
trascendentali. Vanno tutti insieme, dal più semplice al sublime.
Bhante Henepola Gunaratana, "Consapevolezza in lingua corrente"

La nostra espirazione è quella dell'intero universo. La nostra inspirazione
è quella dell'intero universo. Ad ogni istante, realizziamo in questo modo
la grande opera illimitata. Avere questo spirito è fare scomparire ogni
infelicità e generare la felicità assoluta.
Kodo Sawaki 1880 - 1965
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Quando una persona si esercita nella concentrazione sul respiro, diventa
molto tranquilla, lucida di mente e di corpo. Dopo essersi esercitata per
un determinato periodo, può venire il momento in cui si rende conto che
questo corpo, apparentemente solido, è sostenuto solo dal respiro e che
perisce quando il respiro cessa. Allora realizza pienamente l'impermanenza.
Laddove c'è un cambiamento, non può esserci un sé permanente o un'anima
immortale.
(Anapanasati Sutta)
La sola cosa da fare è quella di seguire il flusso della
respirazione attentamente e continuamente, senza una interruzione o senza
una pausa che non sia stata registrata. (Nianaponika
Thera)
Noi siamo sia il cielo terso che le sue nuvole. Dentro di te, una prima
certezza, la mente, ed una sua facoltà, l'attenzione, che osserva i pensieri,
...
Le tue deduzioni dipendono forse dal fatto che avendo iniziato ad osservarti
vedi emergere e proietti all'esterno una moltitudine d'idee, concetti che
al momento ti sembrano tutti validi, e non è detto che non lo siano, ma
dipendono da una personalità, la tua come la mia, frammentata, divisa. Alcuni
frammenti di questa personalità cercherebbero di affermarsi sugli altri
per tentare di creare un ordine che tuttavia sarebbe comunque artificioso.
Il buddismo insegna che un buon modo per creare delle condizioni accettabili
e corrispondenti ad una disposizione spirituale di sano, soddisfacente e
vantaggioso benessere è la chiarezza. Altre religioni presuppongono innanzitutto
la fede, ma noi ci occuperemo essenzialmente di far luce sui rapporti tra
mente, respiro e coscienza, nonché di ciò che accade quando sono in simbiosi.
Anapana-sati: questa tecnica orienta la mente avida e ambiziosa, la mente che pretende e concupisce, dal passato o dal futuro al presente. E la verità è nel presente. L'essere qui e ora è verità. Anapana-sati è una tecnica per abituarsi a rimanere soli con se stessi.

La meditazione non è un esercizio che si possa eseguire. Tuttavia si
possono creare le condizioni affinché lo stato di meditazione accada. Infatti,
quando la meditazione è presente non v'è più nessuno che possa confermarlo:
il soggetto, cioè colui che medita, è divenuto tutt'uno con la sua esperienza.
Ha trasceso i propri limiti. Non ha più bisogno di osservare analiticamente
i dettagli dell'oggetto della propria
contemplazione. Ne percepisce
una sintesi? Diciamo che ne intuisce l'essenza. La sua esistenza non è più
separata, e nemmeno contigua, bensì in simbiosi con tutto ciò su cui si
sofferma. Al di là di forme, colori, suoni, dettagli, ne diventa la coscienza
medesima.
A questo punto riportiamo subito qualche cenno sulle tecniche avvalendoci
come esempio dell'esercizio
Anapana-sati, cioè l'attenzione sulla respirazione. Un esercizio di
attenzione vigile e rilassata che comporta osservazione.
In genere l'attenzione non è un atto neutro, è partecipazione e si focalizza
su un solo elemento per volta. Durante le prime fasi l'attenzione è orientata
costantemente in una direzione specifica, il flusso spontaneo del respiro.
Non si tratta, beninteso, di concentrazione, ma di un'osservazione equanime
ed imparziale. Ondeggiamenti e oscillazioni dell'attenzione sono sempre
in grado di distoglierci, ma in tal caso si suggerisce di osservare la causa
stessa della distrazione. Potrebbe trattarsi di un banale fastidio, oppure
di un insignificante pensiero che pur senza essere stato formulato coscientemente
interferisce con l'intento iniziale, cui si dovrà comunque ritornare non
appena divenuti coscienti della sopravvenuta disattenzione.
Alfine di coordinare meglio l'attenzione, taluni insegnanti consigliano
di non seguire esattamente il flusso del respiro durante tutto il suo percorso
all'interno del proprio corpo, ma di limitarsi ad osservarne il punto di
contatto in una zona specifica, ad esempio le narici. Oppure di osservare
espansione e contrazione dell'addome.
Successivamente, con il tempo ed il prosieguo della pratica, accadrà di
superare sempre di più la sola percezione meccanica del passaggio dell'aria,
ovvero dei muscoli che si contraggono e rilassano, per divenire consapevoli
del respiro in sé, delle sue qualità intrinseche.
Gli effetti più significativi dell'osservazione del respiro sono nell'ordine,
calma progressiva del suo ritmo, cui seguirà un rallentamento dell'attività
mentale, una padronanza della mente tale da consentire una versatile presenza
di spirito.
In ogni modo, al di là dei diversi suggerimenti o approcci, i nodi principali
sono due. Cogliere il ritmo del respiro, ma senza controllarlo. Tentare
di divenire consapevoli della sensazione che il respiro produce. L'oggetto
primario di attenzione continuativa, quello prevalente, potrebbe diventare
proprio questo: la sensazione che il respiro determina.
Assumere una posizione consona, seduti
a gambe incrociate o, più semplicemente, su uno sgabello senza spalliera,
spina dorsale eretta.
Moderazione ed equilibrio, quindi anche nel ritaglio di tempo da dedicare
eventualmente all'esercizio. Taluni insegnanti suggeriscono che gli esordienti
dovrebbero applicarsi solo per pochi minuti. Nel prosieguo ciascuno dovrebbe
rendersi conto delle proprie necessità. Le nostre osservazioni sono solo
descrittive, per cui è preferibile discuterne direttamente con un insegnante.
(noi non ne indichiamo).
Tuttavia è utile sottolineare alcuni tra i più importanti particolari.
Considera il respiro (agitato) come le increspature
superficiali di un laghetto (la tua mente) investito dal vento (dei pensieri
estranei). Contestualmente al placarsi delle onde anche la tua mente diventa
più distesa.
Dapprincipio osserva con distacco, non partecipare all'evento.
Persevera solo se l'esercizio in questione ti apporta giovamento. Altrimenti
abbandonalo subito. Se ti senti comunque attratto dalla meditazione esistono
numerose altre possibilità.
Ciò che viene spesso dimenticato: la vita è comunque un gioco tra gli opposti;
non pretendere di rilassarti sempre e comunque; è proprio l'alternanza che
ti consente di esprimerti; i contrari, come interno ed esterno, serenità
o agitazione, dinamismo e riposo ... sono soprattutto aspetti vicendevoli.
Si potrebbe dire, con licenza poetica, che l'essenza ti cerchi già, forse
è il suo unico scopo, in questo luogo ed in siffatto momento ci sei tu,
la tua identità primeva, e un'incommensurabile energia pronta ad elargire
... Genuinità, purezza, un qualunque genere di massimo bene? Non saprei,
generalizzare sarebbe eccessivo, perché dipende dalle prerogative di ciascuno.
Ma una cosa è probabile. Avrai la certezza che la bontà premia sempre. Nello
stesso modo in cui quella conoscenza dissolverà ogni paura saprai che il
tuo amore ed i tuoi affaccendamenti non termineranno mai ...
Anche se ci siamo dilungati è meglio non considerare questi appunti come
vere e proprie istruzioni, cui si rimanda a libri e articoli più approfonditi,
bensì come semplici descrizioni informative.
nick.salius
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