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Meditazione nel Web » Immagini per la meditazione (la foto è © dreamstime.com)

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Nel momento in cui desideriamo la felicità, cominciamo ad attaccarci a essa con la mente. In primo luogo, ci attacchiamo alla nostra idea di felicità. Ci rivolgiamo al mondo esterno come a una fonte di soddisfazione e cerchiamo là fuori le cose che normalmente associamo con la felicità: l'accumulo di ricchezza, il successo, la fama o il potere. Non appena ci attacchiamo a qualche idea - felicità, successo o altro - c'è già un certo stress. L'adesione è in sé uno stato stressante e tutto ciò che ne deriva è parimenti stressante. Per esempio, provate a stringere la mano in un pugno. Non appena cominciate a serrare le dita, dovete impiegare una certa energia per mantenerle strette. Quando lasciate andare il pugno, la mano è di nuovo libera. La stessa cosa accade alla mente. Finché è in uno stato di presa non potrà mai essere libera. Non potrà mai percepire la pace o la felicità, anche se avesse tutte le ricchezze, la fama e il potere del mondo.

(Thynn Thynn)

Ipse Dixit » Suggerimenti per la meditazione

Non pensare nemmeno a idee come la schiavitù e la liberazione; semplicemente lascia andare tutti i desideri e con saggezza e disidentificazione porta a termine la cessazione della mente. La mente ritorna in vita anche se sorge soltanto il pensiero «che io possa esser liberato». (Maharamayana)

Probabilmente lo sai già. Per meditare rimani qui e ora; presente al presente; non proiettare l'immaginazione verso il futuro; non rievocare nemmeno alcun ricordo del passato. Per lo meno durante il breve periodo i cui ti dedichi al raccoglimento interiore, ovverosia alla tua pratica. Bene, ma che significa, com'é che si traduce in concreto tutto ciò? Con il senno di poi mi sembra semplice, ma prima che il mio insegnante di meditazione me lo suggerisse, dubito che ci avrei pensato.

Invece d'indottrinarmi con tutte quelle proposizioni egli mi disse: «Rimani senza desideri. Proprio così: siedi e non desiderare nulla. Accada quel che accada – in senso metaforico – ma non desiderare nulla. Non cercare di rilassarti. Non sperare di ottenere benefici, di raggiungere un discreto stato meditativo, di ottenere più concentrazione, calma, chiarezza. non ambire la compassione. non serve osservare la tua mente. Non attenderti nessuna estasi, alcun risveglio, nessun raggiungimento. Non ... desiderare. E, aggiunse, non sperare di conoscere te stesso.

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Quindi siedi, assumi una posizione consona e pratica la non-pratica. Entro un breve lasso di tempo – dipende dal tuo stato d'animo iniziale – comprenderai ciò che centinaia, se non migliaia di libri o maestri, tentano di descriverti. La consapevolezza non sarà più un genere di conoscenza esotica, astratta o metafisica, ma comincerà a diventare realtà.»

Epilogo

Essere o sentirsi senza desideri per il breve periodo che concerne una seduta di meditazione non significa affatto rinunciare al futuro, bensì cogliere la ricchezza dell'adesso, farne tesoro per utilizzarla, in un secondo momento, come stimolo nella progettualità del domani.

01-08-11 - nick.salius

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