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L'insegnamento del giorno d'oggi non può essere paragonato a quello degli
antichi saggi; c'è il nome senza la realtà. Chi fra gli
studenti d'oggigiorno sa di voltar le spalle al risveglio e di identificarsi
con gli oggetti?
(P'u-an)
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“Gli esseri umani sono così fatti che dovrebbero avere non soltanto comodità
materiali, ma anche sostegno spirituale. Senza sostegno spirituale, è difficile
acquisire e conservare la pace del cuore”.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama
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Il Buddha disse: "Considero la posizione dei re e dei governanti come
quella dei granelli di polvere. Osservo tesori d'oro e di gemme come se
fossero mattoni e ciottoli. Guardo le più belle vesti di seta come cenci
strappati. Vedo le miriadi di mondi dell'universo come i piccoli
semi di un frutto, e il più grande lago dell'India come una goccia d'olio
sul mio piede. Mi accorgo che gli insegnamenti del mondo sono l'illusione
di maghi. Considero il più elevato concetto di emancipazione come un broccato
d'oro in un sogno e vedo il sacro sentiero dei risvegliati come fiori che
si schiudono ai nostri occhi. Vedo la meditazione come il pilastro di una
montagna, il nirvana come un incubo delle ore diurne. Considero il giudizio
del bene e del male come la danza serpentina di un drago e il sorgere e
il tramontare delle credenze come null'altro che le tracce lasciate dalle
quattro stagioni".
(dalle "101 storie zen")
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Questa è la pratica di coloro che sono accorti e pacifici, che cercano
il bene: "Che tutti gli esseri siano abili e retti, schietti, di parole
gentili e non superbi. Che siano felici e facili da accontentare, leggeri,
coi sensi placati. Che siano saggi, non arroganti e privi di desideri per
gli altrui possessi. Che non commettano mai bassezze, né ciò che i saggi
riprovererebbero. Che tutti gli esseri siano felici. Che vivano nella sicurezza
e nella gioia".
Metta Sutta
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Se la tua mente non sarà agitata da venti e da onde, vivrai sempre tra
montagne azzurre e verdi alberi. Se la tua vera natura possiede la forma
creativa della Natura stessa, ovunque tu vada vedrai i pesci guizzare e
le oche svolazzare.
Hung Tzu Ch'eng
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I mezzi violenti danno una libertà violenta.
Mohandas Karamchand Gandhi
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Proprio come l'orma d'ogni creatura che cammina sulla terra può esser
contenuta dall'orma dell'elefante, che è il più grande di tutti, così l'attenzione
cosciente è l'unica qualità che dia sempre agio alla mente. L'attenzione
cosciente fa sì che i pensieri benefici non ancora sorti affiorino; inoltre
fa sì che i pensieri nocivi che già sono venuti spariscano. In colui che
è attentamente cosciente, quel che di buono deve venire si realizza.
Anguttara Nikaya X, 15
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«La sola via per la gioia e l’illuminazione passa attraverso la sofferenza.
Se tento di arrivare direttamente alla gioia, saltando dei passi, ciò che
tocco veramente è un’idea della gioia, rimanendo così intrappolato in un’illusione
che non mi potrà mai soddisfare. Riconosciamo che la sofferenza è una condizione
naturale della vita che dobbiamo toccare e accettare. Se non lo facciamo,
essa controllerà la nostra vita, facendola diventare un’incessante reazione
alla nostra sofferenza. Se sono in grado di toccare una grande sofferenza,
ho anche il dono di una grande gioia: non ci può essere l’una senza l’altra».
Claude Anshin Thomas
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La felicità che cerchiamo, una durevole e genuina pace felice, può essere
raggiunta soltanto con la purificazione dei nostri cuori. Ciò è possibile
se tagliamo la causa radicale di tutta la nostra sofferenza e miseria: la
nostra fondamentale ignoranza.
Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama, "Il mondo del buddismo tibetano"
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Coloro che discutono e polemizzano senza comprendere la verità si sono
smarriti in mezzo alle molteplici forme di conoscenza relativa, vagando
qua e là nel tentativo di giustificare il loro punto di vista della sostanzialità
dell'ego. Se si realizza il sé nella propria coscienza intima, esso apparirà
nella sua naturale purezza. Questo è il grembo della meraviglia, che non
è il regno di coloro che vivono dipendendo soltanto dalla ragione. Puro
nella sua intrinseca natura e libero dalle categorie del finito e dell'infinito,
il cuore illimitato e universale è un'incontaminata meraviglia, malcompresa
da molti.
Lankavatara Sutra
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Realizzando ciò su cui tutte le parole rimbalzano e che i pensieri non
possono mai raggiungere, si sperimenta la beatitudine del Brahman e non
si teme più nulla.
Taittiriya Upanishad
Non pensate mai che io creda di dover organizzare un "sistema d'insegnamento"
per aiutare la gente a comprendere la via. Non sia mai un tale pensiero.
Quel che affermo è la verità come io l'ho scoperta e un "sistema d'insegnamento"
non ha senso, perché la verità non può essere tagliata a pezzetti ed essere
organizzata in un sistema.
(Sutra di diamante)
Cos'è l'insegnamento spirituale? L'esposizione di una dottrina, oppure
l'apprendimento di una disciplina così intensa e vitale da consistere, per
sua stessa natura, nel dubbio, nell'indagine, nella ricerca? Ma forse l'alternativa
non è tra certezze ereditate e investigazione della realtà ...
From: Maria Clara
Sent: Friday, February 04, 2005 9:07 PM
Subject: complimenti
Quesito
... mi piacerebbe sentirvi parlare di questioni divine in rapporto a persone
che possono essere prescelte per far da tramite tra la materia e lo spirito.
Grazie, Clara.
Risposta
Gent.ma, ti ringrazio per la visita ed il commento. Quello proposto è un
tema interessante, un problema primario. La risposta è quasi scontata. Per
insegnare argomenti "spirituali" bisognerebbe, innanzitutto, aver realizzato
e sperimentato ciò che s'intende trasmettere. Tuttavia la conoscenza spirituale
non può essere certificata come si fa con una laurea in teologia. Nonostante
le migliori intenzioni è quasi impossibile comunicarla direttamente.
Chi si sente attratto da questo genere di conoscenze, e prima o poi suppongo
capiti quasi a tutti, dovrebbe tentare di cogliere sempre la situazione
complessiva di ciascun evento. Ciò che vien detto, rappresentato, ma pure
quanto non detto o non ancora dimostrato. La spiritualità non può essere
sottintesa, non ci sono misteri, segreti e non può divenire un mestiere
remunerato.
Nel sito è già presente un articolo che tratta l'argomento maestri. In effetti
le osservazioni
ivi riportate sono un po' intransigenti, ma quando è in discussione
un metodo educativo è sempre meglio evitare qualunque genere di compromessi.
Per fortuna la spiritualità di ciascun individuo ha una base inequivocabile,
un fondamento tanto semplice quanto irrinunciabile, ovvero la capacità di
ragionare autonomamente. Il primo passo verso la propria interiorità, e
non in direzione di un libro o altro, è la capacità di osservare senza disastrosi
pregiudizi o deleteri preconcetti e di discernere ciò che è da quanto si
suppone o si vorrebbe che fosse.
La propensione ad esplorare se stessi è innata. Quando non ci sono impedimenti
in tal senso - ahimé è molto raro - i criteri etici congeniti e insiti all'umana
progenie sorgono spontaneamente. L'educazione "spirituale" dovrebbe favorire
l'alternanza tra momenti di calma e spazi di quiete, con le consuete attività
formative. E naturalmente l'insegnante che ha intuito le proprie origini
esistenziali, che sono amore consapevole e sollecitudine compassionevole,
rispetto per tutti gli esseri senzienti, non può che dimostrare la propria
accettazione, lo stato di confidenza e familiarità con se stesso. Così come
sorge e declina il sole, altrettanto sarà per la gioia. C'è un motivo in
tutto questo? No, perché a questo punto saremo giunti nel non-luogo della
coscienza dove cause ed effetti non coincidono. Oppure sono così immediati
e consecutivi che la loro stessa simultaneità diventa espressione di vita.
Un'altra considerazione. Un'insegnante religioso autentico
ha per obbiettivo "come cambiare se stessi". Al contrario, "come cambiare
gli altri" è, senza dubbio, un'inconfondibile attività politica.
Con ciò non voglio recriminare sul fatto che talune organizzazione religiose
operino anche sul piano socio-politico. Ciascuno è libero, ovviamente nei
limiti delle leggi vigenti, di praticare secondo la sua fede.
La conversione spirituale, intrinseca e recondita, che inizialmente consiste
in una presa d'atto ed accettazione della propria realtà, delle pulsioni
soggettive che ci animano costantemente, è inevitabile. Ognuno proietta
se stesso, la peculiare visione interiore all'esterno, nei rapporti interpersonali,
nella cultura. Se gli individui non hanno ancora realizzato un minimo di
autoconoscenza che, ripeto, non è un insieme di contenuti, non è una dottrina,
ma un'interludio di ricettività libera ed autonoma; dicevo, se gli individui
non hanno realizzato questo spazio silente e meditativo, creeranno sempre
conflittualità, disagi, ingiustizie.
I fiori della vita sono così vicini da sembrare effimeri. Le aspirazioni,
che ironia della sorte vengono chiamate ideali, non sono irraggiungibili,
ma nemmeno dietro l'angolo. Potremmo dire, semplicemente, basta voltarsi
indietro, verso se stessi. Ma un tale cammino non è così univoco. Le sue
componenti sono molteplici. Servono coraggio, volontà, equilibrio, accettazione
e la loro somma, il buon senso.
Ciao, e grazie per l'opportunità che mi hai offerto con il tuo interessante
quesito.
Ci aggrappiamo alla sofferenza, è triste. La confondiamo con la felicità,
preferiamo le distrazioni e gratificazioni a buon mercato, oppure abbiamo
paura della libertà? Forse dipende da come siamo stati educati da piccoli,
senza volerne fare una colpa ai nostri insegnanti che, a loro volta, furono
educati con gli stessi criteri da altri predecessori.
Insegnanti di storia delle religioni? L'essenza è sempre la stessa. Il suo
modo di esprimersi ogni volta diverso. Sono auspicabili templi per la spiritualità
ove si possa meditare o pregare gratuitamente. Templi gratuiti dedicati
alla pace interiore in cui siano ammesse tutte le religioni.
I Bodhisattva, i maestri spirituali di ogni tempo, affermarono, pressappoco,
le medesime verità. Purtroppo i loro seguaci reinterpretarono e travisarono
persino l'ovvio, contrapponendosi gli uni agli altri e dando luogo a innumerevoli
diatribe. Furono questi discepoli, sovente ottusi e intolleranti, che accentuarono
le naturali differenze etniche ed economiche esistenti tra i popoli contribuendo
a sviluppare culture della divisione, della disgregazione e del frazionamento.
Nei primi anni di questo secolo si parla tanto di contrapporre il cosiddetto
bene, che poi, in realtà, consiste sovente nei propri gretti interessi,
al male, che è la reazione scomposta di chi ha perduto persino la ragione.
Ma ci siamo mai soffermati a riflettere sul fatto che
i veri fautori del male sono proprio coloro i quali,
sospinti da malcelato egoismo, frammentano dividono, disuniscono?
Trincerarsi dietro il comodo paravento di nobili ideali non dissimula più
l'orrida attitudine all'individualismo esasperato, all'egotismo, la palese
tendenza alla mercificazione di quegli stessi valori propugnati con tanto
sfacciato sussiego.
Il primo e irrinunciabile valore di un insegnante religioso è la consapevolezza.
Gli altri valori saranno tutti una conseguenza del primo. Gli autentici
insegnanti spirituali aiuteranno sempre ad accettare se stessi come gli
altri e a scorgere tanto l'effimero della bellezza, quanto l'ignobile e
disgustoso egoismo della bruttezza.
La vita è tutta sacra e, per quanto mi riguarda, non esistono differenze
tra spirito e materia. Il cosiddetto mondo dello spirito altro non è che
la vita di tutti i giorni osservata con l'occhio della saggezza, con il
discernimento del cuore, secondo la prospettiva dell'osservatore, del testimone
interiore, di colui che vede. Il mondo esteriore e quello interiore sono
indivisibili. Il mondo dello spirito è sia un'interiorità eterna ed esaustiva
che l'ordinario universo sensibile di cui se ne percepisce appena la facciata,
l'apparenza, le parvenze.
Talvolta l'esteriorità del culto mi sembra eccessiva. Può lasciare gli individui
in balia di persone che sovente non hanno conseguito alcuna realizzazione
interiore tranne qualche fervida e dogmatica credenza.
In genere l'idolatria di supporto è così evidente da sfiorare il ridicolo
e contraddice, palesemente, finanche le tesi di molti "testi sacri" ufficiali.
Perché è così importante il primato della propria religione? Le motivazioni
addotte variarono nel corso dei secoli, ma l'unica immutabile e tenace costante
risulta la brama di potere.
La spiritualità non è un itinerario e nemmeno un'istituzione. E' la dimensione
essenziale della propria interiorità.
Con tutto ciò non penso affatto di aver risposto all'interrogativo iniziale.
Il mio scopo non è stato di rispondere, perchè anche se lo avessi voluto
non sarei riuscito affatto ad esaurire l'argomento. Non ne ho la pretesa,
né tanto meno l'esperienza. Il mio obiettivo è sollecitare e suscitare ulteriori
interrogativi in modo che i propri eventuali dubbi esistenziali si esauriscano
da sé nell'infinita babelica congerie di supposizioni che la mente umana
immancabilmente produce. Confido che il corpo-mente di ciascuno trovi da
sé la via che più gli necessita. D'altra parte la luce che illumina il sentiero
c'è già, non dobbiamo inventarla.
nick.salius
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