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Il dottor Oscar Carl Simonton, oncologo di fama internazionale, con una
specializzazione in radioterapia, è considerato uno dei pionieri della psico-neuro-immunologia.
Famosa continuazione di "Ritorno alla salute" del medesimo autore, questo
libro racconta la storia di un paziente del dottor Simonton, Reid Henson.
A Reid venne diagnosticata una rara forma di cancro, e gli vennero dati
due anni di vita. Ventiquattro anni dopo, grazie al metodo Simonton, Reid
sta benissimo e racconta, insieme al suo medico, questa storia straordinaria,
ricca di spunti per chiunque sia alle prese, oggi, con una diagnosi infausta.
Nella prima parte del libro il dottor Carl Simonton, padre della psico-oncologia,
descrive il suo metodo insegnato nei Simonton Cancer Center, che ora hanno
aperto i battenti anche in Italia. Il metodo si fonda sul principio per
cui le nostre convinzioni, le emozioni, e gli atteggiamenti che abbiamo
svolgono un ruolo importantissimo nel determinare la qualità della vita
e della nostra salute: le statistiche americane ci dicono che il suo approccio,
che si combina con le cure della medicina convenzionale, offre ai malati
di cancro una speranza di sopravvivenza doppia.
La seconda parte del libro è l’onesta, accessibile e profondamente rassicurante
testimonianza di Reid: una guida preziosissima per chiunque voglia mettersi
in viaggio alla volta della guarigione.
Introduzione. L’inizio della ricerca del dott. Simonton e i princìpi-guida
del suo operato: la mente come strumento essenziale per condurre il corpo
alla salute; l’intrinseca correlazione fra salute della mente, dello spirito
e del corpo.
I malati di cancro, e non i medici o gli psicologi, furono i primi a suscitare
il mio interesse riguardo al legame che unisce il corpo e la mente.
Tutto ebbe inizio durante il mio primo anno da interno all’ospedale, quando
mi accorsi che non riuscivo a far sì che i malati di cancro in fase avanzata
partecipassero positivamente alle terapie. Essi non vedevano alcuna ragione
per impegnarsi attivamente, poiché non credevano nella propria capacità
di guarire. Si sentivano impotenti e disperati.
Prima di quest’esperienza, come interno in medicina, avevo fatto alcune
scoperte largamente riconosciute nel campo della biologia cellulare e della
biologia delle radiazioni; ero perciò convinto che avrei presto partecipato
alla scoperta e alla messa a punto di una cura contro il cancro, ed ero
determinato a diventare uno dei migliori oncologi radioterapisti del paese.
Ero stato nominato “interno dell’anno”, e mi preparavo a ritornare all’università
dell’Oregon che mi aveva assegnato una borsa di studio. Era un momento straordinario
della mia vita.
Ero sicuro che avrei contribuito alla ricerca contro il cancro ma, fino
ad allora, non mi ero mai reso conto che il paziente potesse avere un ruolo
importante nella riuscita della cura. Dovetti però constatare con grande
stupore che molti dei miei pazienti non sembravano motivati a guarire. Non
solo non credevano di esserne capaci, ma non avevano nemmeno fiducia e in
me o negli altri medici. Così cominciai a riflettere sulla questione e su
come coinvolgere la volontà dei pazienti nella loro guarigione, poiché ero
convinto che questo avrebbe aumentato l’efficacia delle terapie che stavano
seguendo.
In cerca di modi per mobilitare le risorse interiori del paziente, studiai
meditazione, visualizzazione, pensiero positivo, filosofie orientali, tecniche
sciamaniche, pirobazia (la “camminata sul fuoco”), il metodo di controllo
mentale Silva e moltissimi altri approcci, di volta in volta incorporando
ciò che imparavo nel mio lavoro. I numerosi metodi che sviluppai in quel
periodo, insieme ai miei colleghi del Cancer Counseling and Research Center
(Centro di counseling e ricerca sul cancro, N.d.T.) di Fort Worth, provocarono
dei cambiamenti radicali nell’atteggiamento dei miei pazienti e nella loro
risposta al trattamento medico. Dal 1974 al 1981 conducemmo sette anni di
studio sui nostri pazienti, e scoprimmo che la loro prospettiva di sopravvivenza
era due volte quella osservata in altri importanti centri per il trattamento
del cancro, e più che triplicata rispetto alla media nazionale delle persone
colpite da un cancro altrettanto avanzato.
Nel 1978, a Buenos Aires, presentai le conclusioni di questo lavoro alla
Conferenza Mondiale sul Cancro. In seguito pubblicai Ritorno alla salute,
grazie al quale il metodo divenne disponibile al grande pubblico.
[...] I risultati finali di questi sette di anni di studi furono presentati
ad altri professionisti durante la riunione annuale dell’Associazione Medica
Australiana, nel febbraio 1981. Con la mia équipe avevo studiato il tasso
di sopravvivenza di persone colpite da cancro in fase avanzata ai polmoni,
all’intestino e al seno. I nostri pazienti di queste tre categorie sopravvivevano
circa due volte più a lungo di quelli curati nei centri oncologici più noti,
in tutto il mondo.
Lavorare con la visualizzazione e con la saggezza interiore: il potere
della mente e il potere dello spirito.
All’interno del percorso che il dott. Simonton illustra come in un vero
e proprio manuale pratico, molte sono le indicazioni su come allenare la
mente a supportare il corpo nel processo di guarigione. E trattandosi appunto
di un manuale pratico, che si richiama alle attività effettuate nei Simonton
Cancer Center, gli esercizi di meditazione e visualizzazione sono descritti
accuratamente e spiegati nelle loro possibili applicazioni.
Il brano che segue introduce, nel testo, la descrizione dettagliata degli
esercizi, e spiega i loro principi fondanti e i loro scopi.
La visualizzazione è uno dei metodi di guarigione più antichi del nostro
pianeta. Con “visualizzazione” intendo tutte le immagini prodotte dall’operato
conscio o inconscio della nostra immaginazione.
Da più di vent’anni studio la visualizzazione mentale e compio ricerche
sul suo utilizzo nel campo della salute.
L’immaginazione ha già svolto un ruolo importante nella vostra malattia:
tornate col pensiero a come vi siete sentiti quando avete appreso la diagnosi,
e avete seguito le discussioni a proposito della terapia e della prognosi:
quali erano i vostri pensieri? Quali le vostre emozioni? Eravate essenzialmente
ottimisti, immaginavate la vostra guarigione? Oppure, al contrario, eravate
terrorizzati da quello che vi aspettava? È probabile che siate passati attraverso
un combinarsi di immagini positive e negative, sane e malsane. Tutte queste
immagini incidono sul vostro corpo a livello cellulare.
Queste immagini sono legate alle vostre convinzioni sulla natura della
malattia e della terapia in generale, e anche a ciò che vi aspettate
di esperire personalmente a questo riguardo. Ricordate che le convinzioni
che più ci sconvolgono sono spesso fondate sulla nostra interpretazione
dei fatti e non sui fatti stessi. Quindi potete imparare a trasformare
le convinzioni che vi spaventano o che sono nocive per la vostra salute,
sostituendole con convinzioni più sane. Questo vi aiuterà a guarire.
[...] La ragione per la quale insistiamo tanto sulle convinzioni, lavorando
con i malati di cancro, è che esse sono all’origine delle emozioni, e che
le emozioni, come abbiamo visto, esercitano un’influenza determinante sul
sistema immunitario e sugli altri meccanismi di guarigione. Immagini sane
accrescono la vostra sensazione di forza, benessere e pace mentale: grazie
ad esse vi sentirete intimamente connessi con la vostra saggezza interiore,
con gli altri, con il mondo e con l’universo, e questo vi aiuterà a mantenere
il vostro sistema immunitario in uno stato ottimale.
Anche le emozioni neutre (sensazione di calma, di pace, di tranquillità)
hanno un effetto benefico sui meccanismi di guarigione del corpo.
Le emozioni negative prolungate nel tempo, però, hanno un effetto nocivo.
[...] Se vi accorgete che le vostre convinzioni sono malsane, rassicuratevi:
non siete i soli. Nella nostra cultura, in genere, le convinzioni sul cancro
sono malsane, come quelle sulle terapie e sulla capacità di autoguarigione
del corpo; la cultura dominante ci insegna che il cancro è una malattia
potente che ci divora dall’interno, si parla costantemente di trattamenti
dolorosi, di efficacia discutibile. Si accorda pochissima fiducia alla capacità
del corpo di guarire se stesso. Queste sono tutte convinzioni malsane e
non fondate sui fatti.
[...] Quando vi accingete a imparare un modo di pensare che entra in conflitto
con una vostra vecchia convinzione, spesso il nuovo pensiero “suona falso”.
Questo fenomeno è talmente frequente che gli psicologi hanno un termine
formale per indicarlo: “dissonanza cognitivo-emotiva”. Significa semplicemente
che le vostre emozioni non sono ancora al passo con i vostri nuovi pensieri:
la sensazione di “falsità” si prolunga fino a quando la nuova convinzione
si trasforma in un atteggiamento acquisito. È importante ricordare che è
naturale sentire questo fastidioso contrasto: è un po’ come andare in Inghilterra
e dover guidare a sinistra, mentre fino a quel momento avete sempre guidato
a destra. Anche là, all’inizio, vi suonerà “falso”, e vi sentirete molto
a disagio; ma con la pratica, progressivamente, vi sentirete di nuovo sicuri
e potrete guidare in modo naturale, senza pensarci.
La stessa cosa succederà quando vi accingerete a cambiare le vostre convinzioni
sul cancro: all’inizio potrete avere la sensazione che sia un lavoro frustrante,
artificioso, o, come dicono a volte i nostri pazienti, “fasullo”. Ma a poco
a poco le nuove convinzioni diventeranno parte integrante del vostro atteggiamento
inconscio, e immagini e pensieri più sani emergeranno quasi senza sforzo.
La meditazione o l’uso cosciente della visualizzazione sono essenziali per
compiere queste trasformazioni, poiché sono lo strumento di base per creare
coscientemente nuove convinzioni e tradurle in atteggiamenti acquisiti.
Nonostante la meditazione e la visualizzazione vengano spesso utilizzate
per rilassarsi e per ottenere una sensazione di benessere, esse possono
anche aiutarvi a effettuare cambiamenti concreti nella vostra salute e nella
vostra vita. Noi cominceremo col fare appello alla vostra immaginazione
per cambiare le convinzioni che avete sulla vostra malattia, la vostra terapia
e la capacità di autoguarigione del vostro corpo.
Nel seguito del libro sono presentati cinque esercizi di meditazione
di base, ciascuno minutamente descritto e spiegato, che mirano a: cambiare
le convinzioni sulla natura e l’imbattibilità del cancro; sviluppare la
fiducia e la saggezza interiore (ovvero, secondo il dott. Simonton, l’intrinseca
consapevolezza da parte del malato di ciò che gli fa bene e di ciò che gli
fa male); accrescere la fiducia in se stessi intervenendo sul dolore fisico;
accrescere l’energia per la propria guarigione riducendo la paura della
morte.
Poiché il metodo del dott. Simonton si basa sulla convinzione che tenere
in salute mente e spirito non solo curi ma prevenga la malattia del corpo,
questi esercizi, e in generale queste regole di vita, sono consigliati non
solo ai malati di cancro, per i quali rivestono una specifica utilità, ma
anche alle persone che li supportano, che necessitano di grande energia
per affrontare una situazione così coinvolgente, ma anche a tutte le persone
sane che desiderano rimanere tali.
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