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From: oshoba
Sent: Thursday, November 10, 2005
Subject: Newsletter: Yoga per il corpo, la mente e lo spirito


SEGNALAZIONI EDITORIALI

Negli Oscar Mondadori:
YOGA PER IL CORPO, LA MENTE E LO SPIRITO
(la riproposta di Yoga: la Scienza dell'Anima, volume secondo).
Il lavoro fatto da Osho per far rivivere lo Yoga alla luce dello spirito del tempo contemporaneo e' qualcosa di fondamentale, da molti punti di vista; e non solo perche' lo Yoga resta una moda che sembra superare qualsiasi gap generazionale: il suo rinnovarsi testimonia un'eco profonda al di la' dei riti e dei miti tradizionali e/o temporali.
La traduzione e' stata interamente rivista e l'edizione economica rende il libro piu' accessibile. Gli Oscar Mondadori hanno in programma di pubblicare l'intero commento di Osho ai Sutra sullo Yoga di Patanjali, in dieci volumi. Ogni volume ha un senso compiuto ed e' leggibile come opera indipendente.


Autore: Osho
Titolo dell'opera: YOGA PER IL CORPO, LA MENTE E LO SPIRITO
Editore: Oscar Mondadori
Collana: Oscar Varia
Copertina: in quadricromia con alette
Pagine: 336
Formato: 13 x 18
Prezzo: Euro 7,80

Puoi ordinare presso Oshoba:
- visitando il sito www.oshoba.it alla pagina:
Libri e altre novità editoriali
dove puoi leggere la recensione completa.

"Quando non c'e' attivita' della mente, quando i pensieri se ne sono andati come delle nuvole, quando sono scomparsi, il tuo essere, che e' simile al cielo, si rivela. Esiste sempre, e' solo nascosto dalle nuvole, nascosto dai pensieri."

3.000, 6.000 forse 10.000 anni fa alcuni navigatori sfuggiti a un cataclisma giunsero in India, recando con se' uno stile di vita: lo yoga. Cosi' narra la leggenda indiana, che fa risalire oltre le nebbie di un remoto passato l'origine di un insegnamento che per secoli e' stato trasmesso in segreto, da individuo a individuo, in quanto processo di realizzazione: yoga in sanscrito significa "congiunzione", "unione", ed evoca un equilibrio nel quale i diversi livelli in cui si distende la realta' dell'essere umano (fisico, mentale, psichico) si "allineano", generando una trascendenza, o unione con il cosmo. Un simile processo, come si puo' intuire, non e' riducibile a una semplice ginnastica tonificante, ne' a una morale o a una filosofia di vita, come la mente tenderebbe a fare: si tratta di passi, o implicazioni (lo yoga e' "anche" tutto cio'), il cui senso si coglie se ci si immerge nel trascendente da cui lo yoga e' scaturito.

Con questo libro e' possibile questa magia: i semi lasciati da Patanjali, cioe' gli aforismi nei quali ha condensato l'essenza dello Yoga trecento anni prima di Cristo, vengono elaborati da Osho che dispiega di fronte all'occhio della mente l'intero sviluppo di quelle potenzialita', se nutrite dalla consapevolezza.

La nostra scelta, o responsabilita' rispetto a questa rotta esistenziale, si accompagna cosi' a una precisa comprensione: prima di tutto, del fatto che questo sia il sentiero adatto a noi; in secondo luogo, degli ostacoli che possiamo incontrare e terzo delle distorsioni o interpretazioni che potrebbero fuorviare. Ecco perche', ad ogni capitolo di commenti ai sutra di Patanjali, si alternano capitoli con domande e risposte: sono dubbi, intuizioni abbozzate, insicurezze, esperienze che alcuni ricercatori sottopongono allo specchio di consapevolezza che un Maestro di realta' come Osho puo' essere. In questo modo la coltivazione di quei semi acquista concretezza e realta', al di la' di qualsiasi appartenenza.

E proprio la leggenda ci informa che lo Yoga non e' neppure qualcosa di "indiano": anche l'India l'ha ricevuto dall'esterno, per poi assimilarlo in base alle esperienze di coloro che lo praticavano. Non solo: questa disciplina ha sempre affermato la propria indipendenza da qualsiasi religione, ne' ha mai voluto porsi come istituzione. Resta dunque qualcosa di flessibile ed elastico, per nulla limitato alle prodezze da contorsionisti degli yogin. Al di la' di quella superficialita' da palcoscenico, esiste qualcosa che rende perenne e universale questo sistema, rinnovando il suo richiamo ed espandendo via via la sua sfera d'attrazione: oggi si parla di yoga piu' in Occidente che in India, e forse l'Occidente e' più preparato dell'India a vedere al di la' delle "riduzioni" e delle "deformazioni" che possono insorgere, allorche' si limita il suo utilizzo ad alcuni degli elementi che lo compongono.

Grazie a Osho, lo sforzo di Patanjali di codificare il DNA di questa scienza dell'anima, acquista concretezza, ponendosi di fronte a noi come un'esperienza di sviluppo delle proprie potenzialita' a tutto campo e, al tempo stesso, presentandosi come qualcosa di assolutamente accessibile e, soprattutto, se non paradossalmente, di semplice: si tratta infatti di tornare a casa, prendere dimora nel proprio centro esistenziale e da li' lasciarsi fiorire in pienezza.


DAL PRIMO CAPITOLO

Lo yoga e' una scienza pura e, nel mondo dello yoga, Patanjali e' il nome piu' importante. E' un uomo raro, senza pari; con lui, per la prima volta nella storia dell'umanita', la religione fu portata a livello di scienza: egli fece della religione una scienza di leggi allo stato puro, senza dogmi ne' credo.


DAL SECONDO CAPITOLO

Lasciatemelo dire: Patanjali e' Einstein piu' il Buddha, una combinazione rarissima. Egli possiede la testimonianza interiore del Buddha e l'agilita' mentale di un Einstein.


DAL QUINTO CAPITOLO

Anche nella caverna piu' oscura puoi vedere te stesso. Non e' necessario alcun tramite: ne' luce, ne' occhi; nulla. L'esperienza interiore e' immediata, e quell'esperienza immediata e' la base di tutta la retta conoscenza.


DAL SESTO CAPITOLO

La mente umana non e' altro che un semplice specchio. Se e' limpida, l'infinito vi si puo' riflettere. Il riflesso non sara' l'infinito, sara' solo una parte, un lampo fugace. Ma quel bagliore diventa un'apertura. E poi, piano piano, ti puoi lasciare lo specchio alle spalle ed entrare nell'infinito, puoi lasciare il riflesso ed entrare nel reale.

I grandi Maestri hanno dato solo metodi, non hanno dato la risposta. I filosofi hanno dato risposte, ma Patanjali, Gesu' o il Buddha, non hanno mai dato risposte. Tu chiedi risposte ed essi ti danno metodi, ti danno tecniche. Dovrai trovare la tua risposta in te stesso, attraverso il tuo sforzo, la tua sofferenza, la tua introspezione, il tuo tapascharya. Solo cosi' puo' affiorare la risposta, e puo' avere un significato. Attraverso questa ricerca avviene la tua realizzazione.

In questi sutra di Patanjali, tutto e' stato concentrato in un seme. Egli ha ridotto un albero a un seme, e io devo trasformare di nuovo quel seme in un albero. Ogni sutra e' condensato, estremamente concentrato. Non puoi modificarlo e nessuno e' interessato a farlo. Scrivere per sentenze era un metodo utilizzato per mantenere il libro sempre puro, e questo libro non venne scritto per migliaia di anni, veniva semplicemente appreso a memoria dai discepoli, veniva trasmesso a memoria da uno all'altro. Non era scritto, per cui nessuno pote' alterarlo. Era una memoria sacra, e fu preservata. E quando il libro venne scritto, fu redatto in modo tale che, qualunque aggiunta fosse stata fatta, sarebbe affiorata facilmente.

Ci sono pochissimi libri ancora incontaminati, la cui purezza e' rimasta cristallina. Questo e' uno di quelli. Nulla e' stato cambiato, neppure una sola parola. Nulla e' stato aggiunto: tutto e' come Patanjali voleva che fosse.

Quando questi sutra vennero condensati, furono prese tutte le precauzioni affinche' non potessero essere distrutti. Sono stati costruiti in modo tale che qualsiasi cosa estranea venisse loro aggiunta, appariva come una nota stonata. Solo un uomo del calibro di Patanjali puo' aggiungervi qualcosa, se ci prova.

Patanjali lavoro' con un cerchio molto ristretto di discepoli. Ecco perche' da lui non e' mai sorta una religione, nessuna organizzazione. Patanjali non creo' una setta. La sua e' una forza dirompente, ma rimase ristretta a un piccolo gruppo. E opero' in modo tale da conservare la purezza dei suoi aforismi, purezza che si e' mantenuta fino a oggi.

Lo yoga e' il sentiero che collega la parte conscia con l'inconscio.


DALL'OTTAVO CAPITOLO

Siamo infelici perche' non sappiamo cosa facciamo, ma ogni essere umano anela alla felicita'. Nessuno desidera l'infelicita', ma tutti la creano perche' nessuno sa cio' che sta facendo. Forse seguiamo i desideri per raggiungere la felicita', ma lo schema della nostra mente e' tale da spingerci di fatto verso l'infelicita'.

Se vuoi raggiungere questo punto finale di non desiderio, inizia a non avere pretese. Prova la formula di Patanjali almeno per ventiquattr'ore. Per ventiquattr'ore fluisci con la vita senza chiedere nulla. Qualunque cosa ti dia la vita, siile grato, riconoscente. Per ventiquattr'ore vivi in uno stato mentale di preghiera, senza chiedere, senza pretendere, senza aspettarti nulla, e vedrai aprirsi in te un nuovo spiraglio: quelle ventiquattr'ore diventeranno una nuova finestra. Sentirai quanto puoi diventare estatico.

Questa e' pazienza. Questa e' pazienza assoluta! Ovunque tu sia, gioisci di quel momento senza chiedere un futuro. Non introdurre il futuro nella mente, resta nel semplice istante presente, nell'adesso del momento, e sarai soddisfatto. A quel punto non sara' piu' necessario andare da qualche parte. Ovunque tu sia, da quel punto, cadrai nell'oceano, ti unirai al cosmo.

Lo yoga puo' diventare estremamente significativo e denso di valori per la mente moderna, perche' puo' salvarti. Ti puo' insegnare di nuovo come essere qui e ora, come scordare il passato, come dimenticare il futuro e restare nel momento presente con un'intensità tale da rendere questo momento atemporale: questo preciso istante diventa eternita'.


DAL DECIMO CAPITOLO

Patanjali non ha creato questo sistema, lo ha semplicemente codificato. Per migliaia di anni, prima di Patanjali, questo sistema ha avuto un suo sviluppo. Ci hanno lavorato molte persone. Patanjali si limito' a estrarre l'essenza di un lavoro di migliaia di anni.


NOTA AL LETTORE

E' sempre disponibile:
Yoga: la scienza dell'anima - pagine 274 - Euro 6,20


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