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From: "oshoba.it"
Sent: Tuesday, February 04,
2003 4:51 PM
Subject: News letter: LA RICERCA
SEGNALAZIONI
EDITORIALI
autore: OSHO
titolo dell'opera: LA RICERCA
sottotitolo:
Discorsi sui Dieci Tori dello Zen
opera illustrata con 20 immagine in
B&N di cui 10 a tutta pagina
editore: News Services Corporation
copertina:
in quadricromia plastificata lucida con alette
pagine: 368
formato:
15,4 x 21,6
prezzo: Euro 18,00
"I Dieci Tori dello Zen rappresentano
qualcosa di unico nella storia della consapevolezza umana. Sono un tentativo
unico e globale di esprimere l'inesprimibile". Osho
Lo Zen, il cui successo
in Occidente è ancora qualcosa di sottile e individuale, è frutto di molteplici
innesti, che ne fanno qualcosa ben oltre un fenomeno di cultura. Si coglie
un moto dell'anima che soffia come un vento oltre lo spazio tempo in cui
la mente è confinata. Partendo dall'India, e dal vissuto del Buddha, questa
onda d'urto si sposta, secolo dopo secolo, verso Est, travolgendo la Cina,
inseminando tutto il Sud Est asiatico e sedimentando profondamente nell'arcipelago
nipponico.
Nel suo viaggio, la paradossale verità del Buddha, si
radica nel vissuto di decine, centinaia di altri individui che a loro volta
diventano vettori di quel messaggio. La scuola Ch'an-Zen in particolare
si è rivelata molto sensibile alla ricerca di forme adeguate in grado di
esprimere l'inesprimibile, di far toccare all'uomo comune quel sommo destino
di consapevolezza al quale ogni essere umano, proprio perché tale, è chiamato:
l'illuminazione. L'apologo del pastore che va alla ricerca del toro, lo
affronta, lo doma, riportandolo sulla via di casa, è forse il più noto;
di certo è quello che ci tocca di più: quell'animale siamo noi, incarna
la nostra forza priva di controllo, la nostra natura irascibile, la nostra
istintuialità priva di alcun controllo; ma soprattutto la nostra mente e
il suo regno di "forme fluttuanti", tutte cose che ci dominano e ci condizionano.
Quello comunque è il punto di partenza: da vedere, da accettare, senza tuttavia
cedere ad alcuno sconforto. Incontrare la parte più oscura di noi stessi
è parte del viaggio, è l'inizio... farlo, implica già "scorgere le orme",
cogliere, seppur con la mente, il senso della verità. Da qui nasce una forza
che è già "vedere il toro", "catturarlo"... e via via "pascolarlo" e "montargli
in groppa". Tutti passi che nascondono un sottile lavoro interiore sia sugli
istinti sia sulla mente e dunque implicano un reale lavoro su di sè che
ritmi e accompagni la lettura: in questo la voce di Osho risuona attuale
e rende concreto questo materiale, già di per sé corposo, in quanto Kakuan,
nulla lasciò di intentato per comunicare un messaggio vivente.
Nel
testo originario si intercalano infatti pittura, poesia e prosa, il cui
coivolgimento è "assoluto". Nel volume che proponiamo, questo sforzo corposo
è integro: le immagini dei dieci quadri è anzi duplice, in quanto rafforzata
dalla serie di immagini riprodotte all'inizio di ogni capitolo di proprietà
della Tenri University Fuzoku di Somanouchi-cho; ma soprattutto è attuale:
Osho infatti continuamente rimanda alla nostra responsabilità di essere
consapevoli del nostro destino reale.
"Kakuan dipinse dieci quadri
che raffigurano l'intera ricerca dell'uomo: e l'uomo è una ricerca. Non
è soltanto qualcuno che indaga: è l'indagine. La ricerca ha inizio nel momento
stesso in cui si è concepiti. E quella ricerca prosegue fino alla morte.
Dall'istante del concepimento a quello della morte, l'uomo è un'indagine
alla ricerca della verità! E se non andrai in cerca della verità non sarai
un uomo. Perderai l'occasione che questa vita ti offre. E non lasciarti
ingannare dalle apparenze, poiché quando ti guarderai allo specchio potrai
vedere di essere un uomo, ma ciò non proverà nulla. Se la tua ricerca non
si innalzerà ad altezze tali da trasformare tutta la tua energia in un'indagine
e se tu non diventi una pura e semplice ricerca, non sarai un uomo." Osho
In un mondo in cui le immagini fluttuanti si chiudono oscurando il nostro
cielo interiore, le tempeste emotive predominano, il vulcano degli istinti
ribolle, è vitale legarsi a un forte flusso di consapevolezza che si erga
a marea in grado di contrastare tali ombre: di certo queste pagine aiutano
a definire i "fondamentali" del proprio esistere... buona ricerca, dunque...
"Le immagini esercitano un'attrazione potentissima sulla mente umana,
per cui l'uomo vive nella finzione. Dovete interessarvi più al reale che
non al riflesso. Gli specchi devono essere infranti. Dovete rientrare in
voi stessi, altrimenti vi allontanerete sempre di più da voi stessi. Questo
interesse per i riflessi, le finzioni, i sogni, i pensieri, le immagini
costituisce la causa fondamentale per cui l'uomo non può conoscere se stesso.
Egli non si interessa per niente a se stesso. è più interessato alle opinioni
altrui, a ciò che gli altri pensano di lui. Ciò che conta non è se la gente
pensa che siate ben nutriti oppure no: non potete ingannare il vostro corpo.
Occorre cibo vero; le immagini del cibo non serviranno a niente. Occorre
acqua vera; le sue rappresentazioni, la formula dell'acqua non serviranno
a niente: H2O non può estinguere la vostra sete. Quando lo avrete compreso,
avrà inizio la scoperta: allora sarete alla ricerca del toro." Osho
Indice
Introduzione
1. Ricerca del Toro. Scoperta delle orme
2. Il silenzio è la risposta
3. Il respiro del silenzio
4. Scoperta
del Toro. Cattura del Toro
5. Siate responsabili, siate consapevoli!
6. Domare il Toro. Cavalcarlo verso casa
7. Entrate!
8. Superamento
del Toro e del Sé
9. La vita è la meta
10. Giungere alla fonte.
Tornare nel mondo
Apparati finali & Per approfondire
Introduzione:
Una gioia semplice
"Ci avviamo verso un insolito pellegrinaggio."
Così Osho apre questa serie di discorsi su un tema praticamente senza origine:
questo, infatti, è il viaggio dell'uomo, è la nostra ricerca, dietro qualsiasi
idea della vita si abbia, al di là di qualsiasi proiezione motivi il nostro
agire.
"Questi dieci tori sono una raffigurazione pittografica della
ricerca che io chiamo uomo! Il toro indica la vostra energia, quell'energia
ignota e strana che voi siete Kakuan dipinse dieci immagini in cui condensò
tutta la ricerca dell'uomo, e l'uomo è una ricerca", qualcosa che inizia
con la nostra nascita e prosegue fino e oltre la nostra morte. È il viaggio
che ci coinvolge, nel quale spesso ci perdiamo, travolti da ritmi che obbligano
a inserire una sorta di pilota automatico, la mente, che fa dimenticare
i 'fondamentali': quei pochi elementi di noi, i passi miliari, su cui è
possibile costruire una solida base esistenziale, qualunque cosa accada.
Riconoscere quelle tappe dell'anima aiuta a spingersi in avanti, lentamente
e risolutamente, man mano che la vita si dispiega nel nostro esistere. La
scelta di un destino di ricerca è sempre individuale, non a caso la radice
delle immagini che fanno da sfondo ai discorsi di Osho, Bodhidharma, lasciò
questa indicazione nella trasmissione delle verità essenziali: "Non affidamento
alle parole, trasmissione della visione al di là della dottrina, puntare
direttamente al cuore dell'uomo, vedere la propria natura originaria e diventare
il Buddha". In breve: illuminazione! Questa immediatezza non può rinunciare
a rivestirsi di forme, se vuole proporsi come messaggio comprensibile all'uomo
comune: ecco allora gli espedienti escogitati dai Maestri, che aiutano a
cogliere quel sapore trascendente, che portano a comprensioni improvvise,
vere e proprie implosioni di consapevolezza. I dipinti dei Dieci Tori dello
Zen prima, le poesie poi, e infine i commenti si saldano in questa linea
di immediatezza, creando un anello di congiunzione fra la realtà del 'vuotò
che è la nostra natura originale e la capacità di penetrazione del discepolo.
Capacità che non va fraintesa: noi non vediamo il nostro volto originale,
semplicemente perché abbiamo la testa girata da un'altra parte. Con questi
discorsi di Osho, ci è offerta la possibilità di entrare in quella dimensione
di noi stessi che difficilmente gli impegni, le presunte priorità e i ritmi
quotidiani stimolano. Ma, paradossalmente, è proprio da qui che ci viene
la forza per esistere: perché dunque non coltivare questa comunione con
noi stessi? E non è forse deleterio il nostro insistere nel dimenticarla,
o non prenderla in considerazione? Entriamo dunque ad annusarci, andiamo
e veniamo tra i colori del nostro essere nostro malgrado verremo attratti
da un sapore che richiamerà qualcosa una leggera punta di appena un aroma
e d'un tratto trionfanti ci si ritroverà immersi in quella gioia semplice
che noi siamo.
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