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From: "oshoba"
Sent: Thursday, November 21,
2002 7:23 PM
Subject: news letter LA GRANDE SFIDA
SEGNALAZIONI
EDITORIALI
autore: OSHO
titolo dell'opera: LA GRANDE SFIDA
editore: BOMPIANI
collana: Lemuri - Tascabili Bompiani
pagine: 170
formato: 12,5 x 19,2
prezzo: Euro 6,80 (Edizione Hard Cover in offerta
al prezzo dell'Edizione
Tascabile)
"Io mi preoccupo della
verità, non della legge: e la verità è che voi vivete una vita squilibrata,
innaturale. Per favore, tornate a darle un equilibrio!" (Osho).
Si
è appena concluso a Johannesburg un "Summit della Terra" in cui si è cercato
di tracciare un piano di soluzioni "credibili" a problemi che sembrano insormontabili,
se non insostenibili. Fu nel 1983 che l'ONU istituì una "Commissione Mondiale
per l'Ambiente e lo Sviluppo" allo scopo di esaminare i problemi che il
pianeta si trovava ad affrontare in quel momento storico. Infatti già in
quegli anni parve evidente che l'uomo si trovava posto drammaticamente di
fronte a se stesso, al suo destino e a quello del suo pianeta e che era
necessario porsi l'interrogativo "Quale futuro per il mondo?", prima che
fosse troppo tardi. Il rapporto di quella Commissione, ricco di stimoli
e di proposte per un "intervento d'urgenza" sulle sorti della Terra fu pubblicato
sempre da Bompiani col titolo "Il futuro di noi tutti". Di quella "Agenda
globale per il cambiamento" è rimasto ben poco: il libro non è più disponibile!
Paradossalmente però, è ancora possibile leggere un'opera parallela che
a quell'iniziativa si lega: LA GRANDE SFIDA, di Osho, sempre edito da Bompiani.
Un libro esplosivo, che riassume la visione del più controverso mistico
della nostra epoca, per offrire un futuro dell'umanità, realmente umano.
Christopher Bowers, FRSA, un membro inglese di quella Commissione, fece
leggere a Osho il testo di quel rapporto, chiedendo un suo commento. Il
risultato fu LA GRANDE SFIDA: una traccia radicale di spunti da assumere
in prima persona, se si vuole salvare questo nostro pianeta Terra, prima
che sia troppo tardi.
La lettura, confrontata con le tante dinamiche
illustrate e discusse in queste settimane sui giornali che hanno parlato
di ciò che accadeva nel Summit a Johannesburg, dimostra l'importanza di
una visione lucida e libera da compromessi, se si vuole trovare soluzioni
reali a un teorema divenuto ben più che una equazione difficile: ormai si
tratta di una catena di crimini insostenibili!
Un esempio: di fronte
all'esplosione demografica Osho proponeva già allora l'unica soluzione credibile:
un controllo delle nascite per 30 anni! Se fosse stato fatto 20 anni fa,
cioè quando Osho iniziò a proporlo, saremmo prossimi a una soluzione; oggi
invece dobbiamo fare i conti con le conseguenze di quel "ritardo ventennale",
con il risultato che secondo il Wwf è oggi possibile "fissare l'anno in
cui la Terra potrebbe finire": 2050!
Un po' in sordina, quasi "d'ufficio"
in quanto continua ad avere un suo trend di vendite, Bompiani ha ristampato
in questi mesi La Grande Sfida di Osho: un'occasione di lettura da non perdere,
se non altro per conoscere le prospettive di una risposta concreta all'ormai
tangibile autodistruzione a cui l'umanità si sta condannando con le sue
stesse mani. Tra tante provocazioni, forse questo insieme di stimoli può
portare a decidere di cambiare vita, prima che si arrivi alla necessità
di dover cambiare pianeta...
"Io voglio insegnarvi che il paradiso
è su questa terra. E per essere felici non occorre preparazione alcuna;
per amare non è necessaria nessuna disciplina" Osho
Nella prima parte,
"Tagliare i problemi alle radici", Osho mette in luce "il complotto" che
sta -- di fatto -- alla base della crisi ecologica: un'idea della vita e
del mondo, fondata sulla legge di sopravvivenza, e tenuta in vita dalle
separazioni fittizie in nazioni, religioni, culture e così via che annullano
il "senso di appartenenza" alla vita dell'uomo, portandolo ad agire con
uno spirito di conquista (alla propria fede, alla propria cultura, del proprio
spazio vitale, della natura) che può solo essere distruttivo, sordo, cieco
e muto alla realtà della vita, di fatto fondata sull'interdipendenza.
Per uscire da questo stato di cose Osho invita alla creazione di un
governo mondiale, dal quale siano "esentati preti e politici", e al quale
contribuisca l'intellighenzia di tutto il mondo: "La segreta e stretta cospirazione
di preti e politici", ammonisce Osho, "deve essere distrutta, prima che
si arrivi alla distruzione dell'intero pianeta Terra!"
Nella seconda
parte, "La mia visione di una nuova umanità", Osho evidenzia tutti gli elementi
e le realtà che nei diversi rami della vita sociale e individuale, possono
soppiantare lo status quo, affinché la vita sia fondata sulla creatività,
la gioia di vivere, la celebrazione, la danza: le sole che possono far nascere
nell'individuo il rispetto per se stesso, per gli altri e l'ambiente in
cui si trova a vivere.
In sostanza, Osho evidenzia un'educazione
al proprio sé, fondata sulla meditazione, che si affianchi e accompagni
il normale corso degli studi, e che porti a conoscersi meglio e soprattutto
a preparare la gente "alla gestione del potere. Solo questa miglior comprensione
dell'essere umano, potrà far comprendere e valorizzare concetti nuovi, quali
la meritocrazia, la genetica, il controllo delle nascite, l'eutanasia, rendendoli
strumenti "al servizio" dell'umanità e non nuove basi per un definitivo
controllo del genere umano, fondato sulla dittatura.
Nella terza
parte, a sottolineare la base su cui persone nuove possano dar vita a una
nuova umanità, Osho invita gli scienziati a slegare gradualmente, ma con
fermezza, il proprio lavoro dalla sfera politica, dando vita a una "Accademia
mondiale di scienze creative, arti e consapevolezza", libera dal controllo
di qualsiasi governo: solo così essi potranno essere certi di non mutare
la rotta, il senso e il significato di questa visione, rendendola, viceversa,
operativa. In caso contrario, come è stato verificato dopo il "libro bianco"
pubblicato dall'O.N.U. e dopo il Congresso scientifico in Norvegia ("Un'azione
per il futuro comune" dell'11 maggio 1990), al dramma che noi tutti continuiamo
a creare, non si risponderà che con semplici "buoni propositi", privi di
reale sostanza: se faremo questo, avvalleremo lo spirito suicida che pare
contraddistinguere il lavoro della politica, in ogni paese del mondo, e
condanneremo l'umanità ad una ben misera fine.
"Il momento è significativo",
conclude Osho. "Oggigiorno possiamo fare in modo di dare vita a un mondo
nuovo, finalmente unito. Questa crisi è preziosa, perché la gente si decide
a cambiare solo in momenti di grande tensione... questa terra può risvegliarsi
allo splendore che la contraddistingue, alla magia e al miracolo che questa
creazione è".
Il valore di questo testo è dato, soprattutto, dal
rispetto che Osho dimostra per quello che egli definisce "il benessere dell'uomo,
sia nella sfera dei bisogni mondani, sia in quella del proprio essere interiore",
sottolineando come non si tratti di regredire, di mostrare un'ipocrita adorazione
della povertà (per poi lottare e aspirare nel segreto del proprio essere
alla ricchezza più smodata), di negare il progresso vuoi della scienza,
vuoi delle arti in genere: si tratta di fare proprio l'esatto contrario.
Imparare, cioè a distribuire la ricchezza, in modo tale che tutti ne possano
godere, per aspirare -- grazie a questo benessere collettivo acquisito --
ad una ricchezza ancora più grande nel proprio regno interiore.
"Solo
così potremo creare un paradiso su questa terra, di fronte al quale il paradiso
che da sempre ci viene promesso in una vita dopo la morte, impallidirà e
non sarà più una consolazione per la miseria a cui abbiamo ridotto questo
splendido dono che è la vita, questo miracolo che è l'esistenza".
Un libro da rileggere, rivalutare, consigliare: oggi più attuale che
mai!
PASSAPAROLA ... !!! E... arrivederci alla prossima newsletter.
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