Georges Ivanovic Gurdjieff (1866-1949)

 Georges Ivanovic Gurdjieff (1866-1949)

George Ivanovitch Gurdjieff (1866-1949) nacque e fu educato nella Armenia russa. Egli trascorse molti anni di ricerche nell’Asia centrale, il Nord Africa e altri luoghi per seguire le tracce di una tradizione segreta incontrata in gioventù.

Durante la ricerca si imbatté in alcune scuole esoteriche. I primi del Novecento raggiunse la Russia (1914) e l’Europa, in particolare la Francia (1922), ove si stabilì vicino a Fontainebleau e fondò l' "Istituto per lo sviluppo dell'uomo".

S'impegnò nel diffondere gli insegnamenti che aveva sviluppato dai risultati dei propri contatti. Un sistema di tecniche psicofisiche capace di favorire il superamento degli automatismi psicologici ed esistenziali che condizionano l'essenza umana e che impediscono una visione limpida e oggettiva.

L’insegnamento fondamentale di Gurdjieff è che la vita umana è vissuta in uno stato di veglia apparente prossimo al sogno. Per trascendere lo stato di sonno (o di sogno) è richiesto uno specifico “lavoro” interno che dev’essere praticato dapprima in particolari condizioni di calma e isolamento e successivamente con altre persone. Tutto ciò per ottenere livelli altrimenti inaccessibili di vitalità e consapevolezza.

Benché il nome di Gurdjieff sia divenuto familiare negli anni recenti, la reale natura del suo “lavoro” è rimasta poco conosciuta. La “Via” di Gurdjieff è una tradizione orale. L’insegnamento può essere ricevuto solo per contatto diretto tra istruttore e allievo, e dal “lavoro” di allievi riuniti assieme ed organizzati in gruppi. I discenti prendono atto ben presto della propria realtà interiore.

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