Sri Aurobindo (1872-1950)
Sri Aurobindo (1872-1950)

La vita spirituale ha la sua massima espressione nell'uomo che conduce una vita normale con l'aggiunta dello Yoga ... Sarà tramite questa unione di vita interiore e vita esteriore che l'umanità potrà diventare evoluta, potente e divina.
(Sri Ghose Aurobindo - The Ideal of the Karmayogin, 1950 b, p. 10)

La tradizione spirituale ha sempre considerato il corpo un impedimento, incapace di spiritualizzazione e di trasmutazione; un fardello che trattiene l'anima nella materia e impedisce la realizzazione spirituale o l'annullamento dell'individualità nel Supremo. Mentre questa concezione del ruolo del corpo nel nostro destino è adatta ad un sadhana (disciplina spirituale) che vede la terra come un regno di ignoranza e la vita sulla terra come una preparazione ad un ritorno salvifico ... è invece insufficiente per un sadhana che concepisce una vita divina sulla terra e considera la liberazione dalla natura terrena una semplice fase di un più ampio piano divino. Se la totale trasformazione dell'essere è il nostro scopo, la trasformazione del corpo è indispensabile; senza di essa non sarà possibile ottenere realmente una vita divina sulla terra".
(Sri Ghose Aurobindo - The Supramental Manifestation, 1952 c, p. 43)

Nei suoi ultimi anni di vita Sri Aurobindo si convinse che alcuni Yogi fossero pervenuti alla trasformazione sopramentale come siddhi personale e non per dharma naturale. (n.d.r.)

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