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Lo scopo della meditazione non è quello di conseguire uno stato di coscienza alternativo (o alterato), né tanto meno ricondurre la mente in una dimensione distinta, ovvero un ambito in cui la realtà o la natura delle cose sono difformi rispetto alla visione ordinaria, alla concezione che uomini e donne comuni hanno della vita.
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La meditazione non demarca, non separa, non divide, semmai riunifica, perché essa consiste essenzialmente in un esercizio di attenzione e osservazione. In quale senso si giustifica o comprende la sua ambizione di ricerca del vero, di ciò che è, della divinità? L'attenzione costante genera comprensione e consapevolezza. Essa andrebbe praticata sia come esercizio specifico che come obiettivo di fondo.
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Coloro che sono liberi dal carico delle contaminazioni, ben stabili in
se stessi, con facilita' esperiscono l'infinita beatitudine del contatto
con Brahma. Essi vedono il se' in tutti gli esseri e tutti gli esseri nel
se'. Con la coscienza unificata attraverso la meditazione essi vedono ogni
cosa con occhio equanime.
Bhagavad Gita 6:28-29
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Non affrettarti e non cercare di spingere o accelerare la tua pratica.
Fa' delicatamente e gradualmente la tua meditazione, passo per passo. Quanto
alla serenità, se ti rassereni, allora accettalo; se non ti rassereni, accettalo
lo stesso. Questa è la natura della mente: ognuno deve trovare la sua propria
pratica ed attenersi ad essa con
continuità.
Ajahn Chah, "Bodhinyana"
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Meditazione significa tagliare la radice dei problemi. La meditazione
non è la soluzione di alcun problema specifico, non risolve nulla. Aiuta
semplicemente a liberarsi dalla mente, creatrice di problemi. Aiuta semplicemente
a sgusciare fuori dalla mente, come un serpente sguscia dalla sua vecchia
pelle.
Osho
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La meditazione è come un unico pezzo di legno. L'investigazione e l'introspezione
sono un'estremità del legno, la calma e la concentrazione sono l'altra estremità.
Se sollevi un legno, tutt'e due le estremità si sollevano contemporaneamente.
Qual è la concentrazione e qual è l'introspezione? C'è una mente sola.
Ajahn Chah
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C'è un'insegna all'esterno di un casinò a Las Vegas che dice: «Devi essere
presente per vincere». Lo stesso vale per la meditazione. Se vogliamo vedere
la natura delle nostre vite, dobbiamo essere realmente presenti, vigili,
svegli. Lo sviluppo del samadhi, la concentrazione, è un po' come come la
pulizia di una lente. Se cerchiamo di osservare le cellule e il funzionamento
del corpo con una lente poco pulita, non vedremo con chiarezza. Per penetrare
la natura della mente e del corpo dobbiamo raccogliere e concentrare le
nostre risorse e osservare con una mente costante e silenziosa. Ciò è esattamente
quel che fece il Buddha: si sedette, concentrò la propria mente e osservò
la propria interiorità. Per diventare uno yogi, un esploratore del cuore
e della mente, dobbiamo sviluppare anche questa capacità.
Jack Kornfield
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