

Questi articoli sulla guarigione spirituale saranno soggetti ad ulteriori revisioni.
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Comunque siano gli esseri, deboli o forti, lunghi e grandi o di media
grandezza o corti, piccoli o grossi, visibili o invisibili, che vivano lontano
oppure vicino, che siano già nati oppure siano in attesa di nascere: tutti
gli esseri abbiano un cuore felice.
(Suttanipata, 146-147)
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Che io possa godere di buona salute, contentezza e pace. Che io riesca
ad affrontare il male senza creare altro male. Che io possa riuscire a sgombrare
la mia strada da tutti gli ostacoli. Che nessun problema mi possa turbare.
Che io possa restare fedele alle mie aspirazioni. Che io possa avere anche
la pazienza, il coraggio, la comprensione e la saggezza per affrontare e
superare gli inevitabili problemi e fallimenti della vita.
(Saggezza buddista - Metta Bhavana)
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"O spirito, insegnaci a ristorare il corpo ricaricandolo con la tua energia
cosmica, a ristorare la mente con la concentrazione e la letizia, e a guarire
dal male dell'ignoranza dell'anima con la divina medicina della meditazione
su Te."
(Paramahansa Yogananda)
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Sia in pace il cielo, sia in pace la terra, sia in pace l'ampio spazio
che sta tra l'uno e l'altra. Siano in pace con noi le acque correnti, le
pacifiche piante ed erbe! Siano in pace con noi i segni del futuro, sia
in pace ciò che è e che sarà. Che tutti gli esseri ci si siano propizi!
(Atharva Veda XIX, 9)
«Che tutti gli esseri possano avere la serenità necessaria
ad accettare le cose che non possono cambiare, il coraggio necessario a
cambiare le cose che possono cambiare e la saggezza necessaria a distinguere
le une dalle altre». (Preghiera
dei buddhisti anonimi)
Dove sei spirito? Ti ho pregato, ho meditato a lungo, ho contemplato
la vita, ma non vi ho scorto nessun segno. I frutti non crescono con gli
ideali. Eppure la luce sopravviene sempre senza preavviso.
Dio, ti prego, guariscimi! Quante volte hai formulato questo pensiero,
quante volte hai pronunciato, declamato, recitato questa preghiera? Quante
volte ti sarà capitato di trovarti a tu per tu con una difficoltà, un'emergenza,
se non – pressoché – col destino?
In linea di massima dipende dall'età, dai tuoi vissuti. E raramente – eccezionalmente
– hai constatato riscontri immediati. Certo, se ora stai leggendo dopo aver
subito quella dura prova significa che l'hai superata. E col senno di poi
puoi razionalizzare la provvidenza sostenendo che c'è stato bisogno di tempo,
o che la mano di Dio, dell'essenza primordiale dell'universo, della natura,
ha agito – ad esempio – attraverso i medici. Ma si tratterà sempre di formulazioni
a posteriori. Sennonché ti rimarrà sempre un dubbio. perché lo "spirito"
non è intervenuto subito in mio soccorso?

Guarigione, una parolina magica che fiorisce sempre, ma all'orizzonte,
o in una prossima vita ... Eppure nel corso della storia ci sono stati dei
casi – parapsichici, miracolosi? – in cui gli eventi hanno subito delle
svolte così inspiegabili e improvvise che la tua domanda esistenziale di
fondo rimane sospesa. perché non ho ricevuto risposta?
A questo punto i teologi si adoperano con altre spiegazioni. Non ne eri
degno. Dovevi subire una prova per il tuo progresso spirituale. Ti eri allontanato
da Dio, da tutto ciò che è essenziale, dal cuore, dalla compassione, e la
Sua pietà ti ha ricondotto in una dimensione più dignitosa. Le tesi si sprecano.
Ma i mistici, coloro che sono adusi a percepire prim'ancora che dedurre,
chiosano: Dio non ha risposto perché c'eri tu! Fintantoché quest'ego fittizio,
fatto di nomi, maschere e finte credenze, non lascerà spazio alla realtà,
non accadrà nulla. Quindi, se hai coraggio, mettiti in disparte, rimettiti
alla scienza, e nel contempo a Dio, all'essenza, all'esistenza, alla forza
ri-generatrice della natura.
Questo è un epilogo che ciascuno dovrà compilare da sé. Scopo della meditazione
è dissolvere il meditante. Quando colui che medita e le sue preghiere, le
sue speranze, saranno tutt'uno, si creerà lo spazio sufficiente affinché
una nuova alba possa ancora risorgere.
Consapevolezza di tutto
ciò che ti circonda, di tutto quel che si presenta, di tutto quanto accade,
del respiro, dei fremiti, di qualunque pensiero ricorrente.
Consapevolezza della noia che subentra quando la pazienza non ha più risorse,
del silenzio interiore, dell'assoluta mancanza di significato in tutto ciò
che stai facendo.
Consapevolezza del vuoto, del senza-forma. Consapevolezza senza pensieri.
La meditazione comincia ad aver successo quando riesci ad accettare il fatto
che ti stai applicando in un esercizio inutile.
Il prosieguo è un processo senza fine. Oggi semini e domani – che sarà sempre
adesso – raccoglierai i frutti dell'unità di corpo, mente e spirito.
01-08-11 - nick.salius
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