Cos’è la meditazione? (Claudia Del Vento)
Attualmente ormai tutto viene chiamato meditazione. Alcuni confondono
la meditazione con il rilassamento, altri con la concentrazione, altri con
il distacco dalle cose del mondo, altri ritengono che sia uno speciale equilibrio
da raggiungere nella propria mente.
Quando ad un famoso maestro zen venne chiesto quali fossero gli ingredienti
della meditazione, egli rispose: “Sono tre. Il primo è la consapevolezza.
Il secondo è la consapevolezza. Il terzo è la consapevolezza”. Consapevolezza
significa essere coscienti ed attenti sia delle sensazioni nel corpo, sia
dei pensieri, sia delle emozioni, sia di uno stato d’animo, sia del respiro.
Invece comunemente ci si identifica con tutto ciò e pertanto non se ne è
consapevoli. Appena si inizia ad osservare questi fenomeni interiori, cessa
l’identificazione con essi e si oltrepassa la mente ordinaria.
Come dice il Dalai Lama: “Nella meditazione non devi permettere alla coscienza
di seguire i sentieri del passato o di fare programmi per il futuro: bisogna
creare un vuoto, al posto di tutti questi processi mentali. Quando la coscienza
è liberata e sgombrata da tutti i processi mentali, essa rimane in uno stato
puro, chiaro, indistinto e silenzioso”.
Per molti la meditazione è un lusso; è una conquista per taluni riuscire
a concedersi mezz’ora di silenzio, di quel silenzio interiore, in cui la
mente ed il corpo sono nel presente, completamente nel presente ed in cui
ogni attimo è denso e vivo. Tutta la nostra cultura è orientata verso l’esterno,
a distrarsi da se stessi e tutto ciò tiene continuamente occupati ed evita
che nascano quei momenti in cui poter incontrare le proprie domande esistenziali
o in cui potersi sentire più a contatto di se stessi, momenti senza parole,
senza pensieri, senza attività.
Nella meditazione la mente -che nella nostra cultura è generalmente associata
all’azione, alla realizzazione- passa ad una modalità ricettiva, in cui
è pronta a cogliere subito un qualsiasi fenomeno per quello che è senza
etichettarlo. Nella meditazione l’obiettivo non è quello di cambiare se
stessi, ma quello di accorgersi di ciò che si è. Al contrario della psicoterapia
e di molte discipline di crescita personale, mediante le quali si modificano
le proprie capacità, i propri modi di pensare, i propri modi di percepire
se stessi e gli altri, nella meditazione non ci si occupa affatto degli
strati superficiali della propria personalità, ma ci si accorge semplicemente
di ciò che c’è senza giudizi. Dunque meditare significa dis-identificarsi
dai contenuti della mente e rimanere nel proprio centro interiore, nella
coscienza che osserva.
Claudia Del Vento