Un giorno, un rappresentante di classe Gli fece avere un foglietto, sul quale era scritta la proposta di formare a Prashanti Nilayam dei corsi permanenti per preparare degli insegnanti di meditazione, al fine di diffonderla in tutto il Paese.
"Mi sono messo a ridere quando lessi questa proposta - commentò Swami
- C'è qualcuno che può insegnare ad un altro a meditare? Si può forse insegnare
la Meditazione? È possibile insegnare la postura, come tenere gambe, mani,
collo, testa o schiena; si possono tenere lezioni sul modo, o sul ritmo
del respiro. Ma la Meditazione è un aspetto interiore dell'uomo; richiede
una profonda quiete del soggetto, lo svuotamento della mente per riempirsi
della Luce originata dalla Scintilla Divina che sta dentro. È una disciplina
che nessun libro di testo può insegnare e nessun corso può diffondere. Corsi
di meditazione! Chi istituisce corsi di meditazione non sa cosa voglia dire
Dhyana, né ha interesse a saperlo! Purificate le vostre emozioni; distillate
i vostri impulsi; coltivate l'amore. Solo in quel caso potrete divenire
padroni di voi stessi: questo dominio è il fine, il processo della Meditazione,
ovvero di Dhyana.
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Una madre può sedersi accanto a suo figlio e sussurrargli delle parole per
incoraggiarlo a parlare; ma il bambino dovrà servirsi della sua propria
lingua e del suo sforzo personale. Similmente, potrà esservi chi vi insegna
il modo di stare seduti e di tenere il tronco diritto, le gambe piegate,
le mani distese con le dita incrociate, il respiro lento e costante; ma
chi potrà insegnarvi a tenere sotto controllo la mente ribelle?" (SSS VII,
380-381)