Prova ad ascoltarti, proprio ora - ascolta la chiara sensazione di essere
te stesso - e nota che questo "te" non è altro che un altro oggetto nella
consapevolezza. Non è neppure un vero soggetto, è un altro oggetto nella
consapevolezza. Questo piccolo "io" con i suoi pensieri sfila in parata
davanti a te proprio come le nuvole attraverso il cielo. Che cosa è allora
il vero "te" che sta osservando tutto questo? Chi sta osservando il tuo
piccolo io? Chi o che cosa è? Quando ti spingi indietro verso questa pura
"soggettività", questo puro osservatore, non lo vedrai come un oggetto,
perché non è un oggetto. Non è nulla che tu possa vedere. Piuttosto, se
resti calmo in questa consapevolezza osservante - osservando la mente ed
il corpo e la natura che fluiscono davanti a te - potresti incominciare
a notare che quello che provi al momento è semplicemente una sensazione
di libertà, una sensazione di distensione, di non essere legato a nessuno
degli oggetti che tu stai tranquillamente osservando. Non guardi nulla,
semplicemente risposi in questa vasta libertà. Di fronte a te le nuvole
passano in parata, i tuoi pensieri passano in parata, le sensazioni fisiche
passano in parata, e tu non sei loro. Tu sei il vasto espandersi della libertà
attraverso il quale gli oggetti vanno e vengono. Tu sei un'apertura, un
vuoto, un vasto spazio nel quale gli oggetti vanno e vengono Le nuvole vanno
e vengono, le sensazioni vanno e vengono, i pensieri vanno e vengono, e
tu non sei loro, tu sei il vasto senso di libertà, quel vasto "vuoto", in
cui sorge la manifestazione, appare per un po' e se ne va.
Così incominci a notare che "l'Osservatore" in te che è il testimone di
tutti gli oggetti è, in sé stesso, solo un vasto "vuoto". Non è una cosa,
un oggetto, non è qualcosa che puoi vedere o afferrare, è piuttosto una
sensazione di ampia libertà, non essendo nulla che possa entrare nel mondo
obbiettivo degli oggetti, della tensione e dello sforzo... Questo puro Testimone
è il puro Vuoto nel quale tutti questi soggetti ed oggetti individuali si
manifestano, stanno per un po' e passano. Così questo puro Testimone non
è qualcosa che possa essere visto... Oggetti e soggetti possono indubbiamente
essere osservati, ma l'Osservatore non può essere osservato. L'osservatore
è assolutamente indipendente da loro, l'assoluta Libertà non può essere
catturata dal trambusto, dai desideri, dalle paure e dalle speranze... Certamente
tendiamo ad identificarci con quei piccoli soggetti ed oggetti ed è esattamente
questo il problema! Noi identifichiamo l'Osservatore con gracili piccole
cose che possono essere viste. Questo è l'inizio del coinvolgimento e della
schiavitù. Siamo in realtà quest'ampia espansione di spazio libero, ma ci
identifichiamo con oggetti e soggetti limitati, non liberi, che possono
essere osservati, e tutti soffrono, e nessuno dei quali è ciò che noi siamo.
Patanjali dette la classica descrizione della schiavitù come "l'identificazione
dell'Osservatore con gli strumenti dell'osservazione" con i piccoli soggetti
ed oggetti, invece che con l'apertura, la vastità, il Vuoto in cui tutto
sorge e si manifesta... Così quando risiedi nel puro Testimone sei invisibile.
Non puoi essere visto. Nessuna parte di te può essere vista perché tu non
sei un oggetto. Può essere visto il tuo corpo, può essere vista la tua mente,
la natura può essere vista, ma tu non sei nessuno di questi oggetti. Sei
la pura sorgente della consapevolezza e non alcunché si manifesti in tale
consapevolezza. Così tu rimani consapevolezza. Le cose sorgono nella consapevolezza,
vanno e vengono... Sorgono nello spazio si muovono nel tempo. Ma il puro
Testimone non va e viene. Non sorge nello spazio e non si muove nel tempo.
E' sempre presente ed immutabile. non è un oggetto la fuori e quindi non
entra mai nella corrente del tempo, dello spazio della nascita e della morte
...
Molte tradizioni considerano (la consapevolezza di) questo stato di cessazione
lo stato supremo, l'ultimo punto finale di tutto lo sviluppo e dell'evoluzione.
Questo stato è considerato equivalente alla piena Illuminazione, l'ultimo
abbandono, il puro nirvana. Non è invece considerato la fine della storia
dalle tradizioni "Nonduali", perché ad un certo punto mentre stai investigando
il Testimone, riposando nel Testimone, il senso di essere un Testimone "qui
dentro" svanisce completamente e il Testimone diventa ogni cosa che viene
osservata. Il Causale lascia il campo al misticismo "Senza Forma", ed il
misticismo "Senza Forma" apre la strada al misticismo "Nonduale". Tecnicamente
ti se disidentificato anche dal Testimone, e quindi l'hai integrato con
tutta la creazione, la la realtà o "quiddità" di tutti i livelli, di tutti
gli stati e tutte le condizioni. Questo è il più profondo significato del
vuoto: non è uno stato discreto, ma la realtà di tutti gli stati, la quiddità
di tutti gli stati. Sei passato dal Causale al Nonduale...