Lo stato meditativo è il più alto stato dell’esistenza. Fino a che c’è
il desiderio, non può venire nessuna vera felicità. È solo lo studio degli
oggetti, contemplativo, simile a un testimone, che ci porta vera gioia e
felicità. L’animale ha la sua felicità nei sensi, l’uomo nell’intelletto,
e il dio nella contemplazione spirituale. È solo per lo spirito che ha ottenuto
questo stato contemplativo che il mondo diviene davvero bello. Per colui
che non desidera niente, e non si confonde con gli oggetti, i molteplici
cambiamenti della natura sono un panorama di bellezza e grandiosità.
All’inizio la pratica della meditazione deve procedere con qualche oggetto
davanti alla mente. Una volta ero solito concentrare la mia mente su un
punto nero. Alla fine, non potevo più vedere il punto o sentire che il punto
era davanti a me; la mente aveva cessato di esistere; non sorgeva nessuna
onda o stato mentale, come se fosse tutto un oceano senza alcun soffio d’aria.
In quello stato ero solito sperimentare barlumi di verità ultrasensoria.
Così, penso, la pratica della meditazione, anche su qualche banale oggetto
esterno, conduce la mente alla concentrazione. Ma è vero che la mente molto
facilmente ottiene la calma quando si pratica la meditazione su qualcosa
su cui la propria mente è più adatta a fissarsi. Ecco perché noi abbiamo
in India così tante adorazioni di dèi e dee… Il fatto è, comunque, che gli
oggetti della meditazione non possono mai essere gli stessi con tutti gli
uomini. Molti hanno proclamato e predicato ad altri solo quegli oggetti
esterni a cui loro stessi si aggrappavano per diventare perfetti nella meditazione.
Dimentichi del fatto che questi oggetti sono soltanto aiuti per il raggiungimento
della perfetta calma mentale, gli uomini li hanno decantati, in seguito,
oltre ogni altra cosa. Loro si sono, così, completamente interessati dei
mezzi, rimanendo relativamente dimentichi del fine. Il vero scopo è rendere
la mente immobile; ma questo non può essere fatto a meno che uno prima non
diventi assorbito in qualche oggetto.
Voi dovete tenere la mente fissa su un oggetto; la meditazione dovrebbe
essere come un ininterrotto scorrere di olio. La mente dell’uomo ordinario
è frammentata su diversi oggetti, e anche al momento della meditazione,
la sua mente è all’inizio tesa a vagabondare. Lasciate cadere qualsiasi
desiderio sorga nella mente; sedete calmi e guardate che genere di idee
stanno venendo. Continuando a guardare in questo modo, la mente diviene
calma e in essa non ci sono onde-pensiero. Queste onde rappresentano l’attività-pensiero
della mente. Quelle cose, a cui voi avete in precedenza pensato troppo profondamente,
si sono trasformate in una corrente subconscia, e perciò esse ritornano
alla mente durante la meditazione. Il sorgere di queste onde, o pensieri,
durante la meditazione è la prova che la vostra mente si sta dirigendo verso
la concentrazione.
Pensate sempre che voi siete l’Atman onnipresente. “Io non sono né il corpo,
né la mente, né l’intelletto, e nemmeno il corpo sottile o quello grossolano”
- attraverso questo processo di eliminazione immergete la vostra mente nella
Conoscenza trascendentale che è la vostra vera natura. Uccidete la mente
immergendola così, ripetutamente, in questa Conoscenza. Solo allora realizzerete
l’Essenza dell’Intelligenza e sarete stabiliti nella vostra vera natura.
Conoscitore e conosciuto, meditatore e oggetto su cui si è meditato, diventeranno
una sola cosa, e seguirà la cessazione di tutte le sovraimposizioni fenomeniche…
Non c’è conoscenza relativa o condizionale in questo stato. Quando l’Atman
è il solo conoscitore, con quali mezzi potreste conoscerLo? L’Atman è conoscenza,
l’Atman è intelligenza, l’Atman è Satcitananda.
Come è stata guadagnata tutta la conoscenza del mondo, se non attraverso
la concentrazione dei poteri della mente? Il mondo è pronto a svelare i
suoi segreti se solo noi sappiamo come colpire, come dare il colpo necessario.
La forza del colpo viene attraverso la concentrazione. Non c’è limite al
potere della mente umana. Più concentrata è, più potere viene condensato
in un punto; ecco il segreto.
Come sappiamo che la mente è diventata concentrata? L’idea di tempo svanirà.
Più tempo passa senza che lo notiamo, più concentrati siamo. Nella vita
comune vediamo che quando siamo interessati in un libro, non notiamo affatto
il tempo, e quando mettiamo il libro da parte siamo spesso sorpresi di scoprire
quante ore sono passate. Tutto il tempo avrà la tendenza a stabilirsi nel
presente. Così è data la definizione: quando passato e presente divengono
uno, la mente è detta essere concentrata.
La concentrazione è l’essenza della conoscenza; niente può essere fatto
senza di essa. Il novanta per cento della sua forza-pensiero è sprecata
dal comune essere umano, e perciò egli commette costantemente errori grossolani;
l’uomo o la mente addestrata non fanno mai un errore.
Quando la vostra mente è divenuta sotto controllo, voi avete il controllo
sull’intero corpo; invece di essere uno schiavo di questa macchina, la macchina
è vostra schiava. Invece di una macchina capace di trascinare giù lo spirito,
essa diviene il suo più grande aiutante.
Quando la mente è libera dall’attività o dall’operare, svanisce e il Sé
è rivelato. Questa condizione è stata descritta dal commentatore Sankara
come aparokshanubhuti, o esperienza ultrasensoria.
Noi siamo come i nostri pensieri ci hanno fatto; perciò state attenti a
cosa pensate.
Ogni pensiero corrotto tornerà indietro, ogni pensiero di odio che avete
formulato, anche in una caverna, è conservato e un giorno tornerà da voi
con tremendo potere nella forma di qualche infelicità. Se voi proiettate
odio e gelosia, essi torneranno su di voi con interessi composti. Nessun
potere li può allontanare; una volta che li avete messi in moto, dovrete
sopportarne le conseguenze. Ricordare ciò vi impedirà di fare cose sbagliate.
Noi siamo eredi di tutti i buoni pensieri dell’universo, se ci apriamo ad
essi.
È davvero uno yogi chi vede se stesso nell’intero universo e l’intero
universo in se stesso.
Nemmeno un atomo nell’universo si può muovere senza trascinare l’intero
mondo con sé. Non ci può essere nessun progresso senza che l’intero mondo
lo segua nella sua scia; e sta diventando più chiaro ogni giorno che la
soluzione di qualsiasi problema non può mai essere ottenuta su basi razziali
o nazionali o settarie di qualsiasi genere.
Io sono assolutamente convinto che nessun individuo o nazione possa vivere
tenendosi separato dalla comunità degli altri; ogni volta che un tale tentativo
è stato fatto, sotto la falsa nozione di grandezza, politica o santità,
il risultato è sempre stato disastroso per chi si è escluso in questo modo.
Ognuno è responsabile per il male in qualsiasi parte nel mondo.
Tutto ciò che unisce con l’universale è virtù. Tutto ciò che separa è peccato.
Nessuno può essere felice finché tutti non sono felici.
Quando fate del male a qualcuno, fate del male a voi stessi, perché voi
e vostro fratello siete uno.